聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 04 06 2019 alle 16,28

Omelia, 02 giugno 2019

0

Papa in Romania: lottare contro le nuove ideologie che disprezzano vita e famiglia

Francesco nell’ultima giornata del viaggio in Romania ha beatificato sette vescovi greco-cattolici, martirizzati durante il regime comunista. “Possiate essere testimoni di libertà e di misericordia, facendo prevalere la fraternità e il dialogo sulle divisioni, incrementando la fraternità del sangue, che trova la sua origine nel periodo di sofferenza nel quale i cristiani, divisi nel corso della storia, si sono scoperti più vicini e solidali”.

 


Papa Francesco– “Lottare” contro le “nuove ideologie” che “disprezzano il valore della persona, della vita, del matrimonio e della famiglia” e che “con proposte alienanti, ugualmente atee come nel passato” privano di radici culturali e religiose specialmente i giovani. E “allora tutto diventa irrilevante se non serve ai propri interessi immediati”. E’ stata la beatificazione di sette vescovi della Chiesa greco-cattolica romena a offrire, oggi, a papa Francesco l’occasione di tornare a denunciare la “colonizzazione” culturale in atto e a esortare  combatterla.

L’ultimo giorno della visita in Romania ha visto Francesco a Blaj, in Transilvania. E’ il cuore della Chiesa greco-cattolica, ossia di quella comunità ortodossa romena che nel 1700 decise di divenire cattolica, conservando i suoi riti. E anche oggi la messa segue tale tradizione. E’ un rito solenne, davanti a oltre 60mila persone che colmano ogni spazio del “Campo della Libertà”, come significativamente si chiama la grande piazza, insufficiente a contenere tutti i fedeli. E ci sono anche centinaia di sacerdoti.

Il Papa ha dunque proclamato beati sette vescovi, vittime della persecuzione del regime comunista: sono mons. Iuliu Hossu, mons. Vasile Aftenie, mons. Ioan Bălan, mons. Valeriu Traian Frenţiu, mons. Ioan Suciu, mons. Tit Liviu Chinezu e mons. Alexandru Rusu.

La loro vicenda inizia nel 1948. In Romania, come in tutti gli altri Paesi controllati dall’Urss, il regime comunista mirava a cancellare la Chiesa cattolica, forte per il suo legame con Roma, non controllabile. Ovunque furono chiuse le nunziature, ma anche seminari, case religiose, parrocchie, scuole. Vennero create associazioni per raccogliere laici e sacerdoti cattolici omogenei alle indicazioni del regime. E dove esistevano Chiese cattoliche di rito orientale – Ucraina e Romania – se ne tentò l’assimilazione alle locali Chiese ortodosse, più controllabili in quanto strutture solo nazionali.

La Chiesa greco-cattolica di Romania aveva un milione e mezzo di fedeli, ne sono rimasti poco più della metà. Privata di ogni bene, fu sciolta per legge e i suoi fedeli “passati” agli ortodossi. Ma l’ostacolo maggiore all’assimilazione erano i vescovi. Fu chiesto loro di rompere con Roma. Ci furono blandizie e minacce. Al fermo rifiuto il regime rispose con carcere, privazioni e torture che li condussero alla morte. Di mons. Aftenie fu trovato il corpo senza braccia.

“Di fronte alla feroce oppressione del regime – ha detto oggi il Papa - essi dimostrarono una fede e un amore esemplari per il loro popolo. Con grande coraggio e fortezza interiore, accettarono di essere sottoposti alla dura carcerazione e ad ogni genere di maltrattamenti, pur di non rinnegare l’appartenenza alla loro amata Chiesa. Questi Pastori, martiri della fede, hanno recuperato e lasciato al popolo rumeno una preziosa eredità che possiamo sintetizzare in due parole: libertà e misericordia”.

“Pensando alla libertà, non posso non osservare che stiamo celebrando questa Divina Liturgia nel ‘Campo della libertà’. Questo luogo significativo richiama l’unità del vostro Popolo che si è realizzata nella diversità delle espressioni religiose: ciò costituisce un patrimonio spirituale che arricchisce e caratterizza la cultura e l’identità nazionale rumena. I nuovi beati hanno sofferto e sacrificato la loro vita, opponendosi a un sistema ideologico illiberale e coercitivo dei diritti fondamentali della persona umana. In quel triste periodo, la vita della comunità cattolica era messa a dura prova dal regime dittatoriale e ateo: tutti i vescovi, e molti fedeli, della Chiesa greco-cattolica e della Chiesa cattolica di rito latino furono perseguitati e incarcerati”.

“L’altro aspetto dell’eredità spirituale dei nuovi beati è la misericordia. Alla tenacia nel professare la fedeltà a Cristo, si accompagnava in essi una disposizione al martirio senza parole di odio verso i persecutori, nei confronti dei quali hanno dimostrato una sostanziale mitezza. È eloquente quanto ha dichiarato durante la prigionia il vescovo Iuliu Hossu: «Dio ci ha mandato in queste tenebre della sofferenza per donare il perdono e pregare per la conversione di tutti». Queste parole sono il simbolo e la sintesi dell’atteggiamento con il quale questi beati nel periodo della prova hanno sostenuto il loro popolo nel continuare a confessare la fede senza cedimenti e senza ritorsioni. Questo atteggiamento di misericordia nei confronti degli aguzzini è un messaggio profetico, perché si presenta oggi come un invito a tutti a vincere il rancore con la carità e il perdono, vivendo con coerenza e coraggio la fede cristiana”.

“Cari fratelli e sorelle – ha detto ancora - anche oggi riappaiono nuove ideologie che, in maniera sottile, cercano di imporsi e di sradicare la nostra gente dalle sue più ricche tradizioni culturali e religiose. Colonizzazioni ideologiche che disprezzano il valore della persona, della vita, del matrimonio e della famiglia (cfr Esort. ap. postsin. Amoris laetitia, 40) e nuocciono, con proposte alienanti, ugualmente atee come nel passato, in modo particolare ai nostri giovani e bambini lasciandoli privi di radici da cui crescere (cfr Esort. ap. Christus vivit, 78); e allora tutto diventa irrilevante se non serve ai propri interessi immediati, e induce le persone ad approfittare delle altre e a trattarle come meri oggetti (cfr Enc. Laudato si’, 123-124). Sono voci che, seminando paura e divisione, cercano di cancellare e seppellire la più preziosa eredità che queste terre hanno visto nascere. Penso per esempio all’Editto di Torda del 1568, che sanzionava ogni sorta di radicalismo promovendo – uno dei primi casi in Europa – un atto di tolleranza religiosa”.

“Vorrei incoraggiarvi a portare la luce del Vangelo ai nostri contemporanei e a continuare a lottare, come questi beati, contro queste nuove ideologie che sorgono. Possiate essere testimoni di libertà e di misericordia, facendo prevalere la fraternità e il dialogo sulle divisioni, incrementando la fraternità del sangue, che trova la sua origine nel periodo di sofferenza nel quale i cristiani, divisi nel corso della storia, si sono scoperti più vicini e solidali”.

La visita del Papa in Romania ha in programma, nel pomeriggio, un incontro con la comunità Rom, prima della partenza per Roma, dove dovrebbe arrivare intorno alle 19, ora locale.