聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 23 05 2019 alle 09,21

Udienza Generale, 22 maggio 2019

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Un cristiano può pregare in ogni situazione

All’udienza generale di oggi in piazza san Pietro, papa Francesco conclude la sua catechesi sul ‘Padre nostro’. Tutte le preghiere di Gesù sono in “assonanza” con il ‘Padre nostro’, anche quella del “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. “Il primo protagonista di ogni preghiera cristiana è lo Spirito Santo”. Il ricordo di suor Ines Neves Sancho, uccisa il 20 maggio nella Repubblica Centrafricana.

 


Papa Francesco– “Un cristiano può pregare in ogni situazione”, assumendo “tutte le preghiere della Bibbia, dei Salmi specialmente; ma può pregare anche con tante espressioni che in millenni di storia sono sgorgate dal cuore degli uomini”. È la considerazione di papa Francesco all’udienza generale di oggi, che termina il ciclo di catechesi sul “Padre nostro”, mostrando come tutte le preghiere di Gesù sono in “assonanza con il ‘Padre nostro’” e che “il primo protagonista di ogni preghiera cristiana è lo Spirito Santo, che soffia nel cuore del discepolo”.

Ai circa 30mila pellegrini presenti in piazza san Pietro, il papa ha anzitutto mostrato come tutte le “espressioni di preghiera che affiorano sulle labbra di Gesù richiamano il testo del ‘Padre nostro’”.

Perfino la preghiera nell’Orto degli Ulivi (Mc 14,36), conserva “una traccia del ‘Padre nostro’”: “In mezzo alle tenebre, Gesù invoca Dio col nome di ‘Abbà’, con fiducia filiale e, pur sentendo paura e angoscia, chiede che si compia la sua volontà”.

“In altri passi del Vangelo – ha aggiunto - Gesù insiste con i suoi discepoli, perché coltivino uno spirito di orazione. La preghiera deve essere insistente, e soprattutto deve portare il ricordo dei fratelli, specialmente quando viviamo rapporti difficili con loro. Dice Gesù: «Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe» (Mc 11,25). Come non riconoscere in queste espressioni l’assonanza con il ‘Padre nostro’?”.

“Negli scritti di San Paolo non troviamo il testo del ‘Padre nostro’, ma la sua presenza emerge in quella sintesi stupenda dove l’invocazione del cristiano si condensa in una sola parola: “Abbà!” (cfr Rm 8,15; Gal 4,6).

“Considerando nel complesso il Nuovo Testamento, si vede chiaramente che il primo protagonista di ogni preghiera cristiana è lo Spirito Santo, che soffia nel cuore del discepolo. Lo Spirito ci rende capaci di pregare come figli di Dio, quali realmente siamo per il Battesimo. Lo Spirito ci fa pregare nel ‘solco’ che Gesù ha scavato per noi. Questo è il mistero della preghiera cristiana: per grazia siamo attratti in quel dialogo di amore della Santissima Trinità”.

Per il papa, anche nel momento più drammatico, quando Gesù grida «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27,46), vi è un’eco del ‘Padre Nostro’: “Può il Padre celeste abbandonare il suo Figlio? No, certamente. Eppure l’amore per noi, peccatori, ha portato Gesù fino a questo punto: fino a sperimentare l’abbandono di Dio, la sua lontananza. Ma anche nel grido angosciato, rimane il «Dio mio, Dio mio». In quel ‘mio’ c’è il nucleo della relazione col Padre, c’è il nucleo della fede e della preghiera”.

“Ecco perché́ – ha concluso -  a partire da questo nucleo, un cristiano può pregare in ogni situazione. Può assumere tutte le preghiere della Bibbia, dei Salmi specialmente; ma può pregare anche con tante espressioni che in millenni di storia sono sgorgate dal cuore degli uomini. E al Padre non cessiamo mai di raccontare dei nostri fratelli e sorelle in umanità, perché nessuno di loro, i poveri specialmente, rimanga senza una consolazione e una porzione di amore”.

Rivolgendo il suo saluto ai pellegrini di lingua francese, Francesco ha ricordato suor Ines Neves Sancho, trovata morta (decapitata) il 20 maggio scorso nel villaggio di Nola, presso Berberati, nella Repubblica Centrafricana. "Vorrei ricordare con voi oggi - ha detto -  suor Ines Nieves Sancho, di 77 anni, educatrice delle ragazze povere da decenni, uccisa barbaramente in Centrafrica proprio nel locale dove insegnava a cucire alle ragazze. Una donna in più che dà la vita per Gesù nel servizio ai poveri. Preghiamo insieme".