聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 15 05 2019 alle 08,24

Santa Marta, 10 maggio 2019

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Papa: cristiani innamorati della legge di Dio, ma non testardi

Francesco nella Messa celebrata a Casa Santa Marta prende spunto dalla Lettura odierna che narra la conversione di Paolo sulla via verso Damasco per far comprendere il valore della docilità e dell'apertura del nostro cuore alla voce di Dio. Così fu per colui il quale da persecutore dei cristiani divenne l'Apostolo delle genti: testardo, ma non nell'anima

 


Papa Francesco- La Conversione di Sàulo di Tarso sulla via di Damasco, chiamato dalla voce del Signore, è un "cambio di pagina nella storia della Salvezza", segna l'apertura ai "pagani, ai gentili a coloro che non erano israeliti", in una parola è "la porta aperta sulla universalità della Chiesa" ed è permessa dal Signore in quanto è "una cosa importante". Così Papa Francesco questa mattina nell'omelia pronunciata a Casa Santa Marta presenta ai fedeli il passo noto degli Atti degli Apostoli che nasce dalla scelta di Gesù di cambiare la vita di un uomo, fino ad allora persecutore dei cristiani.

Al centro dell'omelia dunque la figura dell'Apostolo delle Genti che, cieco, rimase a Damasco per tre giorni senza cibo nè acqua, finchè Anania mandato dal Signore, non venne a restiturgli la vista dandogli la possibilità di iniziare il cammino di conversione e predicazione "colmo di Spirito Santo". Il Papa ne evidenzia due tratti del modo di essere, rivolgendosi in particolare a un gruppo di suore del Cottolengo presenti alla Messa in occasione del cinquantesimo della loro vita religiosa e ad alcuni sacerdoti eritrei che svolgono il loro servizio in Italia.

Coerenza e docilità

Pochi importanti tratti per definire Paolo: era "un uomo forte" e "innamorato della legge, di Dio, della purezza della legge", ma era "onesto" e, anche se con un "caratteraccio", era "coerente":

Prima di tutto era coerente perché era un uomo aperto a Dio. Se lui perseguitava i cristiani era perché era convinto che Dio voleva questo. Ma come mai? E come mai, niente: era convinto di quello. E’ lo zelo che aveva per la purezza della casa di Dio, per la gloria di Dio. Un cuore aperto alla voce del Signore. E rischiava, rischiava, andava avanti. E un’altra traccia del suo temperamento è che era un uomo docile, aveva la docilità, non era un testardo. 

Testardo, ma non nell'anima

Forse il suo temperamento era testardo - precisa il Papa -  ma non la sua anima. Paolo era "aperto ai suggerimenti di Dio". Con ardore incarcerava e uccideva i cristiani, ma "una volta che ha sentito la voce del Signore divenne come un bambino, si lascia portare":

Tutte quelle convinzioni che aveva rimangono zitte, aspettando la voce del Signore: “Cosa devo fare, Signore?”. E lui va e va all’incontro a Damasco, all’incontro di quell’altro uomo docile e si lascia catechizzare come un bambino, si lascia battezzare come un bambino. E poi riprende le forze e cosa fa? Sta zitto. Se ne va in Arabia a pregare, quanto tempo non sappiamo, forse anni, non sappiamo. La docilità. Apertura alla voce di Dio e docilità. E’ un esempio della nostra vita e a me piace oggi parlare di questo davanti a queste suore che festeggiano il 50.mo di vita religiosa. Grazie per ascoltare la voce di Dio e grazie per la docilità.

La "docilità delle donne del Cottolengo" muove il ricordo di Francesco della sua prima visita, negli anni "70, a una delle strutture che, nello spirito di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, accolgono in tutto il mondo disabili psichici e fisici. Racconta del suo passare di stanza e in stanza guidato proprio da una suora, come quelle che oggi lo ascoltano a Casa Santa Marta e che passano la vita "lì , fra gli scartati". Senza la loro perseveranza e la loro docilità, è la riflessione del Pontefice, non potrebbero fare quello che fanno:

Il carisma cristiano del piccolo e del grande

Perseverare. E questo è un segnale della Chiesa. Io vorrei ringraziare oggi, in voi, tanti uomini e donne, coraggiosi, che rischiano la vita, che vanno avanti, anche che cercano nuove strade nella vita della Chiesa. Cercano nuove strade! “Ma, padre, non è peccato?”. No, non è peccato! Cerchiamo nuove strade, questo ci farà bene a tutti! A patto che siano le strade del Signore. Ma andare avanti: avanti nella profondità della preghiera, nella profondità della docilità, del cuore aperto alla voce di Dio. E così si fanno i veri cambiamenti nella Chiesa, con persone che sanno lottare nel piccolo e nel grande.

Il "cristiano", è la conclusione di Francesco, deve avere "questo carisma del piccolo e del grande" e la preghiera rivolta a San Paolo alla fine dell'omelia è proprio la richiesta della "grazia della docilità alla voce del Signore e del cuore aperto al Signore; la grazia di non spaventarci di fare cose grandi, di andare avanti, a patto che abbiamo la delicatezza di curare le cose piccole".