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Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
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Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 08 05 2019 alle 11,49

Discorso, Macedonia, 7 maggio 2019

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Papa in Macedonia: come Madre Teresa non abbiate paura di sognare in grande

Un incontro interreligioso con i giovani e uno con i sacerdoti hanno concluso la giornata di Francesco a Skopje. “Pensate a Madre Teresa: quando viveva qui non poteva immaginare come sarebbe stata la sua vita, ma non smise di sognare e di darsi da fare per cercare sempre di scoprire il volto del suo grande amore, Gesù, in tutti coloro che stavano al margine della strada”.

 


Papa Francesco– Non avere paura d sognare in grande, né della grandezza dei problemi che si parano davanti. E’ il messaggio che papa Francesco ha rivolto a giovani delle diverse religioni della Macedonia del Nord e a sacerdoti e religiosi cattolici negli ultimi due appuntamenti della visita in questo Paese.

E anche negli ultimi incontri, come già stamattina, ha portato l’esempio di Madre Teresa che “non smise di sognare” ha detto ai giovani e “la storia la scrivono queste persone che non hanno paura di spendere la loro vita per amore”, ha detto ai sacerdoti preoccupati perché “siamo pochi” e le opere sono tante.

Quello con i giovani è un incontro ecumenico e interreligioso. Francesco risponde alle domande di una giovane musulmana, una giovane greco-cattolica e una coppia di un cattolico e una ortodossa, che hanno parlato di timori e speranza, di preoccupazione per sogni forse troppo audaci. “Sognare non è mai troppo”, la risposta di Francesco, perché “uno dei principali problemi di oggi e di tanti giovani è che hanno perso la capacità di sognare”. “E quando una persona non sogna, quando un giovane non sogna questo spazio viene occupato dal lamento e dalla rassegnazione. Questi li lasciamo a quelli che seguono la ‘dea lamentela’” che “è un inganno: ti fa prendere la strada sbagliata”.

“In questo Paese – ha detto poi - c’è una bella tradizione, quella degli artigiani scalpellini, abili nel tagliare la pietra e lavorarla. Ecco, bisogna fare come quegli artisti e diventare bravi scalpellini dei propri sogni. Uno scalpellino prende la pietra nelle sue mani e lentamente comincia a darle forma e trasformarla, con applicazione e sforzo, e specialmente con una gran voglia di vedere come quella pietra, per la quale nessuno avrebbe dato nulla, diventa un’opera d’arte. «I sogni più belli si conquistano con speranza, pazienza e impegno, rinunciando alla fretta. Nello stesso tempo, non bisogna bloccarsi per insicurezza, non bisogna avere paura di rischiare e di commettere errori. Piuttosto dobbiamo avere paura di vivere paralizzati, come morti viventi, ridotti a soggetti che non vivono perché non vogliono rischiare, perché non portano avanti i loro impegni o hanno paura di sbagliare. Anche se sbagli, potrai sempre rialzare la testa e ricominciare, perché nessuno ha il diritto di rubarti la speranza» (Esort. ap. postsin. Christus vivit, 142). Non abbiate paura di diventare artigiani di sogni e di speranza”.

“Pensate a Madre Teresa: quando viveva qui non poteva immaginare come sarebbe stata la sua vita, ma non smise di sognare e di darsi da fare per cercare sempre di scoprire il volto del suo grande amore, Gesù, in tutti coloro che stavano al margine della strada. Lei ha sognato in grande e per questo ha anche amato in grande. Aveva i piedi ben piantati qui, nella sua terra, ma non stava con le mani in mano. Voleva essere ‘una matita nelle mani di Dio’. Ecco il suo sogno artigianale. L’ha offerto a Dio, ci ha creduto, ci ha sofferto, non ci ha mai rinunciato. E Dio ha cominciato a scrivere con quella matita pagine inedite e stupende”.

Una raccomandazione, infine, ad ascoltare gli anziani, che sono “le radici” e a guardarsi dal pericolo della “colonizzazione culturale”, figlia dell’economia moderna.

Di Madre Teresa Francesco ha parlato anche nell’incontro con i sacerdoti accompagnati dalle loro famiglie e i con religiosi, svoltosi nella cattedrale del Sacro Cuore di Gesù.

“In non poche situazioni – ha detto loro - sentiamo la necessità di fare i conti: incominciamo a guardare quanti siamo... e siamo pochi; i mezzi che abbiamo… e sono pochi; poi vediamo la quantità di case e di opere da sostenere... e sono troppe... Potremmo continuare a enumerare le molteplici realtà in cui sperimentiamo la precarietà delle risorse che abbiamo a disposizione per portare avanti il mandato missionario che ci è stato affidato. Quando succede questo sembra che il bilancio sia ‘in rosso’. È vero, il Signore ci ha detto: se vuoi costruire una torre, calcola le spese” e “‘fare i conti’ è sempre necessario quando ci può aiutare a scoprire e ad avvicinare tante vite e situazioni che pure ogni giorno stentano a far quadrare i conti: famiglie che non riescono ad andare avanti, persone anziane e sole, ammalati costretti a letto, giovani intristiti e senza futuro, poveri che ci ricordano quello che siamo: una Chiesa di mendicanti bisognosi della Misericordia del Signore. È lecito ‘fare i conti’ solo se questo ci permette di metterci in movimento per diventare solidali, attenti, comprensivi e solleciti nell’accostare le stanchezze e la precarietà da cui sono sommersi tanti nostri fratelli bisognosi di una Unzione che li sollevi e li guarisca nella loro speranza”.

“Non vorrei abusare della sua immagine, ma questa terra ha saputo regalare al mondo e alla Chiesa, in Madre Teresa, proprio un segno concreto di come la precarietà di una persona, unta dal Signore, sia stata capace di impregnare tutto, quando il profumo delle beatitudini si sparse sopra i piedi stanchi della nostra umanità. Quanti vennero tranquillizzati dalla tenerezza del suo sguardo, confortati dalla sua carezza, sollevati dalla sua speranza e alimentati dal coraggio della sua fede capace di far sentire ai più dimenticati che non erano dimenticati da Dio! La storia la scrivono queste persone che non hanno paura di spendere la loro vita per amore: ogni volta che lo avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avrete fatto a me (cfr Mt 25,40)”.

Al termine dell’incontro con sacerdoti e religiosi, il Papa ha benedetto la prima pietra del santuario di San Paolo e si è recato all’aeroporto di Skopje per il congedo dalla Macedonia del Nord. I