聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 06 05 2019 alle 11,07

Discorso, Bulgaria, 6 maggio 2019

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Il mondo dei migranti è un po’ una croce, è tanta gente che soffre

Francesco ha visitato in privato un Centro profughi. Altri bambini, una cinquantina, in festa, hanno atteso il Papa nella chiesa del Sacro Cuore di Rakovsky, per la celebrazione della messa con prime Comunioni.

 


Papa Francesco– "Oggi il mondo dei migranti e dei rifugiati è un po’ una croce, una croce dell’umanità, e la croce è tanta gente che soffre". Anche durante questo viaggio in Bulgaria, papa Francesco ha ribadito attenzione e preoccupazione per il mondo delle migrazioni. Stamattina, infatti, ha iniziato al seconda giornata della visita nella “Terra delle rose” visitando, in forma privata, il Centro di accoglienza profughi di Vrazhdebna (nella foto), situato nel vecchio edificio di una ex scuola della periferia di Sofia. Che accoglie una cinquantina di persone.

Una mattinata particolare che ha visto Francesco, dopo la visita al Centro profughi, recarsi, in aereo, a Plovdiv e poi in auto a Rakovsky. Qui nella chiesa del Sacro Cuore, ha celebrato la Messa con prime Comunioni.

Quello al Centro profughi, è stato, ha riferito il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana, Alessandro Gisotti, “un incontro molto breve eppure, in 25 minuti circa, il Santo Padre e questi bambini, davvero protagonisti di questo incontro al centro profughi, hanno dato anche il senso di quello che Papa Francesco va dicendo con le sue parole e con i suoi gesti, possiamo dire dall’inizio del pontificato. La vicinanza alla carne sofferente di Cristo, le periferie esistenziali e in questo caso davvero, con un elemento in più, cioè dei bambini: bambini che provengono dalla Siria, dall’Iraq, e che vengono accolti in questo centro, in particolare dalla Caritas, che hanno potuto gioiosamente incontrare il Santo Padre”.

“Molto bella – ha riferito ancora Gisotti - anche la consegna al Papa dei disegni, il modo più naturale per i bambini, e un dono che il Papa ha apprezzato molto. I disegni hanno un particolare significato di bellezza, di gioia: questo credo che avrà colpito sicuramente il Santo Padre, come anche noi. Erano disegni belli, gioiosi, come anche il coro dei bambini che ha accompagnato tutta la visita, stiamo parlando di bambini in età di scuola elementare dai 6 ai 10 anni, e hanno veramente allietato con questi canti tutto l’incontro. Il Papa ha gradito molto e questi bambini si sono sentiti anche gratificati, lo si è visto anche nello scambio dei disegni, anche nel saluto che c’è stato dopo. Il Santo Padre ha lasciato un’icona della Madonna, questo a dire la fondamentale presenza di Maria, della maternità, in un luogo di così grande sofferenza, ma anche di speranza com’è questo centro di accoglienza per profughi”.

“Il Papa ha sottolineato, in un breve saluto ai bambini e ai loro genitori e a tutti i volontari presenti nel centro, che i bambini sempre ci aiutano a comprendere meglio quello che succede. Un cammino doloroso ha detto il Papa, di questi bambini, delle loro famiglie nello sfuggire alla guerra, alla miseria, nel lasciare la loro patria e cercare di inserirsi in altre aree del mondo, ma anche un senso di speranza”. “E poi il Papa ha ringraziato questi bambini, queste famiglie, per la loro buona volontà anche in questa via crucis, in questo cammino di sofferenza nel portare buona volontà anche laddove si trovano, nei Paesi dove arrivano con grande difficoltà e grande sofferenza. Ha chiesto la preghiera per lui e sappiamo quanto sia importante per il Papa la preghiera di chi soffre, in particolare di questi bambini e di queste famiglie”.

Altri bambini, 245, in festa, hanno atteso il Papa nella chiesa del Sacro Cuore di Rakovsky. “Vi vedo qui – ha detto loro Francesco - vestiti con le tuniche bianche: questo è un segno importante e bello, perché siete vestiti a festa. La Prima Comunione è innanzi tutto una festa, in cui celebriamo Gesù che ha voluto rimanere sempre al nostro fianco e che non si separerà mai da noi. Festa che è stata possibile grazie ai nostri padri, ai nostri nonni, alle nostre famiglie e comunità che ci hanno aiutato a crescere nella fede”.

“Cari bambini, care bambine – ha detto ancora - sono contento di condividere con voi questo grande momento e di aiutarvi a incontrare Gesù. State vivendo davvero una giornata in spirito di amicizia, di gioia e fraternità e di comunione tra di voi e con tutta la Chiesa che, specialmente nell’Eucaristia, esprime la comunione fraterna tra tutti i suoi membri. La nostra carta di identità e questa: Dio è nostro Padre, Gesù è nostro Fratello, la Chiesa è la nostra famiglia, noi siamo fratelli, la nostra legge è l’amore. Desidero incoraggiarvi a pregare sempre con quell’entusiasmo e quella gioia che avete oggi. E ricordate che questo è il sacramento della Prima Comunione e non dell’ultima, ricordatevi che Gesù vi aspetta sempre. Perciò, vi auguro che oggi sia l’inizio di molte Comunioni, perché il vostro cuore sia sempre come oggi, in festa, pieno di gioia e soprattutto di gratitudine”.

Il Papa ha dato personalmente la Comunione a tutti i bambini e al termine della messa si è recato al convento francescano per il pranzo con i vescovi della Bulgaria.