聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
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Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 06 05 2019 alle 10,54

Discorso, Bulgaria, 5 maggio 2019

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Papa in Bulgaria: spinge all’unità questa terra ove i cristiani hanno sofferto

Francesco incontrando il patriarca Neofit ha ricordato “le ferite che lungo la storia si sono aperte tra noi cristiani” e la persecuzione sotto il comunismo. “Se nel riconoscere le nostre mancanze ci immergiamo nelle sue ferite d’amore, possiamo ritrovare la gioia del perdono e pregustare il giorno in cui, con l’aiuto di Dio, potremo celebrare allo stesso altare il mistero pasquale”.

 


Papa Francesco– La Bulgaria, Paese nel quale “i cristiani hanno sofferto nel nome di Gesù” durante gli anni del comunismo, oggi “è un crocevia in cui si incontrano e dialogano varie espressioni religiose” e spinge alla ricerca dell’unità dei cristiani. E’ stata segnata dai rapporti tra cristiani la seconda parte della prima mattina di papa Francesco a Sofia, scandita dall’incontro con il patriarca ortodosso Neofit, la visita alla cattedrale e la recita del Regina Caeli.

E’ in questa terra, ha ricordato Francesco, che mons. Roncalli “ha imparato ad apprezzare la tradizione della Chiesa Orientale, instaurando rapporti di amicizia con le altre confessioni religiose”. Il ricordo della presenza di papa Giovanni in Bulgaria è tornato nelle parole che papa Francesco ha pronunciato all’esterno della cattedrale di San Alexander Nevsky prima della recita del Regina Caeli. Nella piazza un migliaio di persone molte delle quali salutate personalmente dal Papa.

In precedenza, incontrando il patriarca, Francesco aveva ricordato “le ferite che lungo la storia si sono aperte tra noi cristiani sono lacerazioni dolorose inferte al Corpo di Cristo che è la Chiesa. Ancora oggi ne tocchiamo con mano le conseguenze. Ma forse, se mettiamo insieme la mano in queste ferite e confessiamo che Gesù è risorto, e lo proclamiamo nostro Signore e nostro Dio, se nel riconoscere le nostre mancanze ci immergiamo nelle sue ferite d’amore, possiamo ritrovare la gioia del perdono e pregustare il giorno in cui, con l’aiuto di Dio, potremo celebrare allo stesso altare il mistero pasquale”.

“Quanti cristiani in questo Paese hanno patito sofferenze per il nome di Gesù, in particolare durante la persecuzione del secolo scorso! L’ecumenismo del sangue! Essi hanno diffuso un profumo soave nella ‘Terra delle rose’. Sono passati attraverso le spine della prova per spandere la fragranza del Vangelo…Credo che questi testimoni della Pasqua, fratelli e sorelle di diverse confessioni uniti in Cielo dalla carità divina, ora guardino a noi come a semi piantati in terra per dare frutto. E mentre tanti altri fratelli e sorelle nel mondo continuano a soffrire a causa della fede, chiedono a noi di non rimanere chiusi, ma di aprirci, perché solo così i semi portano frutto”. “Anche noi, eredi della fede dei Santi, - ha concluso - siamo chiamati ad essere artefici di comunione, strumenti di pace nel nome di Gesù… Anche nei nostri rapporti, i Santi Cirillo e Metodio ci ricordano che “una certa diversità di usi e consuetudini non si oppone minimamente all’unità della Chiesa” e che tra Oriente e Occidente “varie formule teologiche non di rado si completano, piuttosto che opporsi”. 

Anche la visita alla cattedrale è stata di forte carattere ecumenico. Il Papa ha sostato in preghiera davanti al “trono dei santi Cirillo e Metodio” e ha iniziato il suo discorso prima della preghiera mariana con “Cristo è risorto! – È veramente risorto!”, ricordando che “con queste parole, dai tempi antichi, in queste terre di Bulgaria i cristiani – ortodossi e cattolici – si scambiano gli auguri nel tempo di Pasqua”. La Bulgaria è un Paese ortodosso, i cattolici sono circa 50mila su sette milione di abitanti e i rapporti sono tradizionalmente tranquilli.

Lo erano già negli anni tra il 1925 e il 1934 nei quali fu a Sofia mons. Roncalli. “La sua esperienza diplomatica e pastorale in Bulgaria – ha detto in proposito Francesco - lasciò un’impronta così forte nel suo cuore di pastore da condurlo a favorire nella Chiesa la prospettiva del dialogo ecumenico, che ebbe un notevole impulso nel Concilio Vaticano II, voluto proprio da papa Roncalli. In un certo senso, dobbiamo ringraziare questa terra per l’intuizione saggia e ispiratrice del ‘Papa buono’”.

“Nel solco di questo cammino ecumenico – ha detto ancora - fra poco avrò la gioia di salutare gli esponenti delle varie Confessioni religiose della Bulgaria, che, pur essendo un Paese ortodosso, è un crocevia in cui si incontrano e dialogano varie espressioni religiose. La gradita presenza a questo incontro dei rappresentanti di queste diverse comunità indica il desiderio di tutti di percorrere il cammino, ogni giorno più necessario, «di adottare la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio» (Documento sulla fratellanza umana, Abu Dhabi, 4 febbraio 2019)”