聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 29 04 2019 alle 15,08

Regina Coeli, 28 aprile 2019

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Gesù dice a tutti noi: Se tu non sei in pace, tocca le mie piaghe

Al Regina Caeli nella Domenica della Divina Misericordia, papa Francesco ricorda i doni di Gesù risorto: la pace, la gioia, la missione. “Ma non dimentichiamo le piaghe di Gesù”. Il ricordo dei martiri argentini, difensori dei contadini contro i latifondisti. Solidarietà per i profughi in Libia e per gli alluvionati del Sudafrica. Gli auguri alle Chiese ortodosse che oggi celebrano la Pasqua secondo il calendario giuliano.

 


Papa Francesco– “Se tu non sei in pace, tocca le mie piaghe”: per papa Francesco è l’invito che Gesù rivolge a tutti, nella Domenica della Divina Misericordia, la seconda di Pasqua, in cui il vangelo narra dell’incredulità dell’apostolo Tommaso e dell’invito a lui rivolto da Gesù risorto “a toccare le sue piaghe”. Parlando ai fedeli radunati in piazza san Pietro per il Regina Caeli,

egli ha continuato: “Toccare le piaghe di Gesù, che sono i tanti problemi, difficoltà, persecuzioni, malattie di tanta gente che soffre. Tu non sei in pace? Va’, va’ a visitare qualcuno che è il simbolo della piaga di Gesù. Tocca la piaga di Gesù. Da quelle piaghe scaturisce la misericordia. Per questo oggi è la domenica della misericordia. Un santo diceva che il corpo di Gesù crocifisso è come un sacco di misericordia, che attraverso le piaghe arriva a tutti noi. Tutti noi abbiamo bisogno della misericordia, lo sappiamo. Avviciniamoci a Gesù e tocchiamo le sue piaghe nei nostri fratelli che soffrono. Le piaghe di Gesù sono un tesoro: da lì esce la misericordia. Siamo coraggiosi e tocchiamo le piaghe di Gesù. Con queste piaghe Lui sta davanti al Padre, le fa vedere al Padre, come se dicesse: ‘Padre, questo è il prezzo, queste piaghe sono quello che io ho pagato per i miei fratelli’. Con le sue piaghe Gesù intercede davanti al Padre. Dà la misericordia a noi se ci avviciniamo, e intercede per noi. Non dimenticare le piaghe di Gesù”.

Ancora riferendosi al vangelo del giorno (Giovanni 20, 19-31), Francesco ha sottolineato che “oltre alla pace e alla gioia, Gesù porta in dono ai discepoli anche la missione. Dice loro: «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi» (v. 21). La risurrezione di Gesù è l’inizio di un dinamismo nuovo di amore, capace di trasformare il mondo con la presenza dello Spirito Santo”.

“In questa seconda domenica di Pasqua, siamo invitati ad accostarci con fede a Cristo, aprendo il nostro cuore alla pace, alla gioia e alla missione. Ma non dimentichiamo le piaghe di Gesù, perché da lì escono la pace, la gioia e la forza per la missione. Affidiamo questa preghiera alla materna intercessione della Vergine Maria, regina del cielo e della terra”.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ha espresso una lunga lista di saluti. Anzitutto che ieri a La Rioja (Argentina), sono stati proclamati beati Enrique Angel Angelelli (1923-1976), vescovo

diocesano, Carlos de Dios Murias (1946-1976), francescano conventuale, Gabriel Longueville (1931-1976), sacerdote fidei donum, e Wenceslao Pedernera (1936-1976), catechista, padre di famiglia. Tutti loro sono stati uccisi durante il cosiddetto “processo di riorganizzazione nazionale”, mentre essi difendevano i diritti dei contadini contro i latifondisti. “Questi martiri della fede – ha spiegato Francesco - sono stati perseguitati per causa della giustizia e della carità evangelica. Il loro esempio e la loro intercessione sostengano in particolare quanti lavorano per una società più giusta e solidale. Uno di loro era francese, era andato come missionario in Argentina. Gli altri tre, argentini. Facciamo un applauso ai nuovi Beati, tutti!”.

Il pontefice ha poi chiesto a tutti di unirsi alla sua preghiera “per i profughi che si trovano nei centri di detenzione in Libia, la cui situazione, già molto grave, è resa ancora più pericolosa dal conflitto in corso. Faccio appello perché specialmente le donne, i bambini e i malati possano essere al più presto evacuati attraverso corridoi umanitari”.

Egli ha anche auspicato che “non manchi la nostra solidarietà e il concreto sostegno della Comunità internazionale a “quanti hanno perso la vita o hanno subito gravi danni per le recenti alluvioni in Sudafrica”.

Infine, ricordando che oggi si celebra la Pasqua ortodossa – per le Chiese che seguono il calendario giuliano – egli ha espresso i suoi “auguri cordiali”. “Il Signore risorto – ha aggiunto - doni loro gioia e pace! E un applauso anche per tutti i cattolici e ortodossi orientali, per dire loro: Buona Pasqua!”.