聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 02 04 2019 alle 14,12

Marocco,30 marzo 2019

0

Papa in Marocco: progresso è anche lasciarsi commuovere da chi bussa alla porta

Un incontro con i migranti ha concluso la prima giornata di Francesco in Marocco. Verso chi è costretto a lasciare la sua terra sono da applicare i principi espressi nei verbi “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.

 


Papa Francesco– Di fronte a chi emigra “è in gioco il volto che vogliamo darci come società e il valore di ogni vita”, perché “il progresso dei nostri popoli non si può misurare solo dallo sviluppo tecnologico o economico. Esso dipende soprattutto dalla capacità di lasciarsi smuovere e commuovere da chi bussa alla porta”. L’attenzione della Chiesa verso i migranti è stata riaffermata oggi da papa Francesco che ha voluto dedicare loro l’ultimo appuntamento della prima giornata del suo viaggio in Marocco.

Nella sede della Caritas diocesana di Rabat Francesco ha infatti incontrato un centinaio di migranti. Tra loro anche cinque bambini in colorati costume che hanno eseguito una danza che ha molto divertito Francesco.

Nelle parole che ha rivolto ai migraanti, il Papa ha preso spunto dal ricordo della Conferenza che recentemente a Marrakech ha ratificato l’adozione del Patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare e che “costituisce un importante passo avanti per la comunità internazionale che, nell’ambito delle Nazioni Unite, affronta per la prima volta a livello multilaterale il tema in un documento di rilievo”. “Questo Patto permette di riconoscere e di prendere coscienza che «non si tratta solo di migranti» (cfr Tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019), come se le loro vite fossero una realtà estranea o marginale, che non abbia nulla a che fare col resto della società. Come se la loro qualità di persone con diritti restasse ‘sospesa’ a causa della loro situazione attuale; «effettivamente un migrante non è più umano o meno umano in funzione della sua ubicazione da una parte o dall’altra di una frontiera»”.

Francesco ha poi riaffermato che nei confronti di chi è costretto a lasciare la sua terra sono da applicare i principi espressi nei verbi “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.

“Accogliere significa innanzitutto offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione”. Ciò è “necessario per non accordare nuovi spazi ai ‘mercanti di carne umana’ che speculano sui sogni e sui bisogni dei migranti. Finché questo impegno non sarà pienamente realizzato, si dovrà affrontare la pressante realtà dei flussi irregolari con giustizia, solidarietà e misericordia. Le forme di espulsione collettiva, che non permettono una corretta gestione dei casi particolari, non devono essere accettate”.

“Proteggere vuol dire assicurare la difesa dei diritti e della dignità dei migranti e dei rifugiati, indipendentemente dal loro status migratorio”. “. Qui sembra anche necessario rivolgere una particolare attenzione ai migranti in situazione di grande vulnerabilità, ai numerosi minori non accompagnati e alle donne” ai quali garantire anche assistenza sanitaria e umanitaria.

“Promuovere significa assicurare a tutti, migranti e locali, la possibilità di trovare un ambiente sicuro dove realizzarsi integralmente. Tale promozione comincia col riconoscimento che nessuno è uno scarto umano, ma è portatore di una ricchezza personale, culturale e professionale che può recare molto valore là dove si trova”.

“Integrare vuol dire impegnarsi in un processo che valorizzi al tempo stesso il patrimonio culturale della comunità che accoglie e quello dei migranti, costruendo così una società interculturale e aperta”. Cosa non facile, così che “spesso, rinunciamo all’incontro con l’altro e innalziamo barriere per difenderci”. “Integrare richiede dunque di non lasciarsi condizionare dalle paure e dall’ignoranza”.