聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 29 03 2019 alle 10,29

Santa Marta, 08 marzo 2019

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I cristiani non siano ipocriti, con l’anima truccata

Durante la Messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta, il Pontefice commenta la prima Lettura, tratta dal libro del profeta Isaia (Is 58,1-9a), e spiega “la differenza che c’è nella nostra vita fra il reale e il formale”, condannando ogni forma di ipocrisia

 


Papa Francesco- “Il formale è un’espressione del reale”, ma devono procedere “insieme”, altrimenti si finisce per vivere un’esistenza di “apparenze”, una vita “senza verità” nel “cuore”. E’ la riflessione che Papa Francesco offre nell’omelia della Messa celebrata a Santa Marta, partendo da un brano tratto dal libro del profeta Isaia. 
Fare penitenza mostrandosi lieti
 
La semplicità delle apparenze dovrebbe essere riscoperta soprattutto in questo periodo di Quaresima, attraverso l’esercizio del digiuno, dell’elemosina e della preghiera. I cristiani, infatti, dovrebbero fare penitenza mostrandosi lieti; essere generosi con chi è nel bisogno senza “suonare la tromba”; rivolgersi al Padre quasi “di nascosto”, senza cercare l’ammirazione degli altri. Al tempo di Gesù, spiega Papa Bergoglio nell’omelia, l’esempio era palese nella condotta del fariseo e del pubblicano, oggi i cattolici si sentono “giusti” perché appartengono a una tale “associazione”, vanno a “Messa tutte le domeniche” e non sono “come quei poveracci che non capiscono nulla”.
Coloro che cercano le apparenze, mai si riconoscono peccatori e se tu dici loro: “Ma tu anche sei peccatore!” – “Ma, sì, peccati abbiamo tutti!”, e relativizzano tutto e tornano a diventare giusti. Anche cercano di apparire con faccia da immaginetta, di santino: tutto apparenza. E quando c’è questa differenza tra la realtà e l’apparenza, il Signore usa un aggettivo: “Ipocrita”.
L’ipocrisia del quotidiano e i professionisti della religione
Ogni individuo è tentato dalle ipocrisie e il tempo che ci conduce alla Pasqua può essere occasione per riconoscere le proprie incoerenze, per individuare gli strati di strucco applicati per “nascondere la realtà”. Papa Francesco insiste sull’aspetto dell’ipocrisia, un tema emerso con forza anche durante la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. I giovani, precisa, sono non colpiti da quanti cercano di apparire, ma poi non si comportano di conseguenza, soprattutto quando questa ipocrisia è indossata dai “professionisti della religione”. Il Signore chiede, invece, coerenza.
Tanti cristiani, anche cattolici, che si dicono cattolici praticanti, come sfruttano la gente! Come sfruttano gli operai! Come li mandano a casa all’inizio dell’estate per riprenderli alla fine, così non hanno diritto alla pensione, non hanno diritto ad andare avanti. E tanti di questi si dicono cattolici: vanno alla Messa la domenica … ma fanno questo. E questo è peccato mortale! Quanti umiliano i loro operai.
Un’anima acqua e sapone
In questo tempo di Quaresima, Papa Francesco invita tutti a riscoprire la bellezza della semplicità, della realtà che “deve essere unita all’apparenza”.
Chiedi al Signore la forza e vai umilmente avanti, con quello che puoi. Ma non truccarti l’anima, perché se tu ti trucchi l’anima, il Signore non ti riconoscerà. Chiediamo al Signore la grazia di essere coerenti, di non essere vanitosi, di non apparire più degni di quello che siamo. Chiediamo questa grazia, in questa Quaresima: la coerenza tra il formale e il reale, tra la realtà e le apparenze.