聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 29 03 2019 alle 10,04

Udienza Generale, 06 marzo 2019

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Lo stile di Dio è la mitezza

Durante l’udienza generale in piazza San Pietro, il Pontefice riprende il ciclo di catechesi dedicate al “Padre Nostro”, centrando la meditazione sulla seconda invocazione con cui ci rivolgiamo a Dio: “Venga il tuo Regno” (Mt 6,10). Nei saluti in lingua, ricorda l’inizio della Quaresima, tempo “della penitenza, del digiuno e della rinuncia”

 


Papa Francesco- “Dio non è come noi, Dio ha pazienza. Non è con la violenza che si instaura il Regno nel mondo: il suo stile di propagazione è la mitezza (cfr Mt 13,24-30)”. E’ una delle riflessioni che Papa Francesco condivide con i fedeli riuniti in piazza San Pietro per l’udienza generale. Riprendendo le catechesi dedicate alla preghiera del “Padre Nostro”, il Pontefice si sofferma sull’invocazione “venga il tuo Regno”: dopo “aver pregato perché il suo nome sia santificato, il credente esprime il desiderio che si affretti la venuta del suo Regno”. Queste parole non sono certo una “minaccia”, quanto piuttosto “un lieto annuncio, un messaggio di gioia”: Gesù “non fa proselitismo”, non intende seminare “la paura del giudizio incombente di Dio o il senso di colpa per il male commesso”, ma porta “la Buona Notizia della salvezza”. 
Il mondo è ancora segnato dal peccato
Il Figlio di Dio è venuto per la salvezza dell’uomo, spiega Papa Bergoglio nella catechesi, ma “il mondo è ancora segnato dal peccato, popolato da tanta gente che soffre, da persone che non si riconciliano e non perdonano, da guerre e da tante forme di sfruttamento”.
Tutti questi fatti sono la prova che la vittoria di Cristo non si è ancora completamente attuata: tanti uomini e donne vivono ancora con il cuore chiuso. È soprattutto in queste situazioni che sulle labbra del cristiano affiora la seconda invocazione del “Padre nostro”: “Venga il tuo regno!”. Che è come dire: “Abbiamo bisogno di Te, Gesù; abbiamo bisogno che ovunque e per sempre Tu sia Signore in mezzo a noi!”.
Parole di speranza
L’invocazione precede parole di speranza, “le stesse che lo Spirito ha posto a sigillo di tutte le Sacre Scritture: ‘Sì, vengo presto!’”. Un seme che deve essere piantato “in mezzo ai nostri peccati e fallimenti”.
Regaliamola alle persone sconfitte e piegate dalla vita, a chi ha assaporato più odio che amore, a chi ha vissuto giorni inutili senza mai capire il perché. Doniamola a coloro che hanno lottato per la giustizia, a tutti i martiri della storia, a chi ha concluso di aver combattuto per niente e che in questo mondo domina il male.
La pazienza di Dio
“Dio ci precede sempre, Dio ci sorprende sempre”, insiste il Pontefice, è grazie a Lui che “dopo la notte del Venerdì santo c’è un’alba di Risurrezione capace di illuminare di speranza il mondo intero”. Ma il suo “stile” è la “mitezza”: il “Regno di Dio è simile a un campo dove crescono insieme il buon grano e la zizzania”, il “peggior errore sarebbe di voler intervenire subito estirpando dal mondo quelle che ci sembrano erbe infestanti”.
Il Regno di Dio è certamente una grande forza, la più grande che ci sia, ma non secondo i criteri del mondo; per questo sembra non avere mai la maggioranza assoluta. È come il lievito che si impasta nella farina: apparentemente scompare, eppure è proprio esso che fa fermentare la massa (cfr Mt 13,33). Oppure è come un granello di senape, così piccolo, quasi invisibile, che però porta in sé la dirompente forza della natura, e una volta cresciuto diventa il più grande di tutti gli alberi dell’orto (cfr Mt 13,31-32).
L’inizio della Quaresima
Nei saluti in lingua, a più riprese, Papa Francesco parla dell’odierno mercoledì delle ceneri, inizio del cammino quaresimale. “Il rito dell’imposizione delle ceneri sul capo – rimarca, rivolgendosi ai fedeli di lingua polacca – ci aiuta a comprendere la nostra fugacità, il bisogno della penitenza, del digiuno e della rinuncia”. “Auguro a ciascuno di voi di vivere questo tempo in un autentico spirito penitenziale e di conversione – prosegue con i pellegrini italiani – come un ritorno al Padre, che attende tutti a braccia aperte per ammetterci alla comunione più intima con Lui”.