聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 28 03 2019 alle 17,35

Angelus, 24 febbraio 2019

0

L’amore al nemico ha generato la rivoluzione della misericordia

In questa intensa mattinata, in cui si è chiuso in Vaticano l’Incontro sulla protezione dei minori, la riflessione del Papa all'Angelus si concentra su un punto centrale della vita cristiana: l’amore al nemico, un comando che ha generato nel mondo una nuova cultura

 


Papa Francesco- L’amore per i nemici non è un optional, è un comando. Non per tutti ma per i discepoli. E’ infatti un amore che “Gesù dona a chi lo ascolta”: amare anche chi non ci ama e ci fa del male “va al di là delle nostre possibilità” ma diventa possibile grazie al suo Spirito, è Gesù a trasformarci. Lo ricorda il Papa all’Angelus di questa domenica, dopo il suo forte discorso al termine della Messa conclusiva dell’Incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa. Il punto di partenza della sua riflessione è il Vangelo odierno in cui Gesù con “parole nette” dice a chi lo ascolta: “Amate i vostri nemici”. Gesù, ricorda Francesco, vuole che in ogni cuore l’amore di Dio “trionfi sull’odio e sul rancore”:
Non c’è nulla di più grande e più fecondo dell’amore: esso conferisce alla persona tutta la sua dignità, mentre, al contrario, l’odio e la vendetta la sminuiscono, deturpando la bellezza della creatura fatta a immagine di Dio. Questo comando, di rispondere all’insulto e al torto con l’amore, ha generato nel mondo una nuova cultura: la «cultura della misericordia – e dobbiamo impararla bene, eh? E praticarla bene – questa cultura della misericordia che dà vita a una vera rivoluzione». È la rivoluzione dell’amore, i cui protagonisti sono i martiri di tutti i tempi.
Non essere collezionisti di ingiustizie
Dio ci perdona sempre, ricorda poi il Papa, ma “se non perdoniamo del tutto, non possiamo pretendere di essere perdonati”. Se, invece, il cuore si apre alla misericordia, “proclamiamo davanti al mondo che è possibile vincere il male con il bene”. Una parola “bruciante di fuoco”, questa di Gesù, la definisce Papa Francesco. Una parola che rende capaci di “fare del bene senza contraccambio” testimoniando dappertutto “la vittoria dell’amore”.
Delle volte per noi è più facile ricordare i torti che ci hanno fatto e i mali che ci hanno fatto e non le cose buone, al punto che c’è gente che ha questa abitudine e diventa una malattia. Sono “collezionisti di ingiustizie”: soltanto ricordano le cose brutte che hanno fatto. E questa non è una strada. Dobbiamo fare il contrario, dice Gesù. Ricordare le cose buone è quando qualcuno viene con una chiacchiera, che parla male dell’altro, e dire: “Ma sì, forse, ma ha questo di buono”. Rovesciare il discorso. Questa è la rivoluzione della misericordia.
 
Non violenti ma capaci di tenerezza
Nella forte catechesi che ruota attorno al cuore del Vangelo, Papa Francesco ricorda che la logica dell’amore è “il distintivo del cristiano” e che per superare l’istinto umano e “la legge mondana della ritorsione”, bisogna ascoltare Gesù e sforzarsi di seguirlo “anche se costa”, così si comincia a somigliare al Padre che è nei cieli:
Diventiamo capaci di cose che mai avremmo pensato di poter dire o fare, e di cui anzi ci saremmo vergognati, ma che invece adesso ci danno gioia e pace. Non abbiamo più bisogno di essere violenti, con le parole e i gesti; ci scopriamo capaci di tenerezza e di bontà; e sentiamo che tutto questo non viene da noi ma da Lui!, e dunque non ce ne vantiamo, ma ne siamo solo grati.