聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 28 03 2019 alle 17,17

Santa Marta, 18 febbraio 2019

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Il Signore chiede dove è nel nostro cuore il fratello affamato, malato e carcerato

Dove sei? Dove è tuo fratello? Sono le domande che il Signore pone ad Adamo e a Caino, nel Libro della Genesi, e che oggi rivolge a noi, ricorda il Papa nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta

 


Papa Francesco- Come a Caino, il Signore rivolge anche a noi oggi la domanda: “Dov’è tuo fratello?”. Nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta il Papa esorta a rispondere personalmente, non però con risposte di compromesso per scappare dal problema. Il Papa ricorda infatti che si sta parlando del fratello ammalato, carcerato, affamato, come dice il Vangelo di Matteo al capitolo 25.
La vicenda di Caino e Abele, proposta dalla Prima Lettura della Liturgia di oggi (Gen 4,1-15.25), è dunque al centro della sua riflessione. Una Lettura che fa parte di quel genere letterario che si ripete tante volte nella Bibbia: “possiamo chiamarlo ‘domande scomode e risposte di compromesso’”. E’ infatti proprio “una domanda imbarazzante”, quella rivolta da Dio a Caino: “Dov’è tuo fratello?”. E la risposta è in questo caso “un po’ di compromesso”, ma anche data per difendersi: “Ma cosa c’entro io, nella vita di mio fratello? Forse sono io il custode? Io me ne lavo le mani. E con questo Caino cerca di fuggire lo sguardo di Dio”, nota il Papa. 
Domande scomode
Francesco poi si sofferma sulle “domande scomode” che Gesù ha rivolto. Tante volte ne ha poste a Pietro, ad esempio quando gli ha chiesto tre volte: “Mi ami?”. Tanto che alla fine Pietro non sapeva più cosa rispondere. Così come le ha rivolte ai discepoli: “La gente cosa dice di me?”. E loro hanno risposto: “un profeta, il Battista ...”. “Ma voi, cosa dite?”, gli ha chiesto. “Una domanda imbarazzante”, dunque. Dio a Caino ha fatto un'altra domanda: dov’è tuo fratello? “Questa - sottolinea - è una domanda scomoda: meglio non farla. E noi conosciamo tante risposte: ma, è la sua vita, io la rispetto, me ne lavo le mani … io non mi immischio nella vita altrui”, ognuno è libero di scegliere la propria strada …. Il Papa, con questi esempi, vuole mettere in evidenza come nella vita di tutti i giorni a queste domande scomode del Signore, “rispondiamo un po’ con principi generici che non dicono niente ma dicono tutto, tutto quello che c’è nel cuore”.
Risposte di compromesso
Il Signore oggi a ognuno di noi fa dunque questa domanda: “Dove è tuo fratello?”. Forse qualcuno che è un po’ distratto può dire che è casa con sua moglie, ma il Papa chiarisce che si sta parlando del fratello affamato, dell’ammalato, del carcerato, del perseguitato per la giustizia:
“Dov’è tuo fratello?” – “Non lo so” – “Ma tuo fratello è affamato!” – “Sì, sì, sicuramente è a pranzo nella Caritas della parrocchia, sì, sicuramente gli daranno da mangiare”, e con questa risposta – di compromesso – salvo la pelle. “No, l’altro, l’ammalato …” – “Sicuro che è in ospedale!” – “Ma non c’è posto in ospedale! E ha le medicine?” – “Ma, è una cosa sua, io non posso immischiarmi nella vita altrui … avrà dei parenti che gli danno le medicine”, e me ne lavo le mani. “Dov’è tuo fratello, il carcerato?” – “Ah, sta pagando quello che si merita. L’ha fatta, che la paghi. Noi siamo stanchi di tanti delinquenti per strada: paghi”. Ma magari mai tu senti questa risposta detta a te dalla bocca del Signore. Dov’è tuo fratello? Dov’è il tuo fratello sfruttato, quello che lavora in nero, nove mesi l’anno per riprendere, dopo tre mesi, un altro anno? E così non c’è sicurezza, non c’è vacanze … “Eh, oggi non c’è lavoro e uno prende quello che può …”: un’altra risposta di compromesso.
 
Con questi esempi concreti il Papa chiede che ciascuno prenda questa parola del Signore come se fosse rivolta a ognuno di noi personalmente:
Il Signore a me domanda “dov’è tuo fratello?”, e mettere il nome dei fratelli che il Signore nomina nel capitolo 25 di Matteo: l’ammalato, l’affamato, l’assetato, quello che non ha vestiti, quel fratellino piccolino che non può andare a scuola, il drogato, il carcerato … dov’è? Dov’è tuo fratello nel tuo cuore? C’è posto per questa gente nel nostro cuore? O noi parliamo, sì, della gente, scarichiamo un po’ la coscienza dando un’elemosina
Ma che non disturbino troppo "per favore perché - prosegue il Papa - con queste cose sociali dalla Chiesa”, finisce che sembri “un partito comunista e questo ci fa male. Va bene, ma il Signore lo ha detto: dov’è tuo fratello? Non è il partito, è il Signore”. “Siamo abituati - sottolinea ancora - a dare delle risposte di compromesso, risposte per scappare dal problema, per non vedere il problema, per non toccare il problema”.
Dove sei?
Francesco, in conclusione, torna ad esortare a “fare la lista” di tutti coloro che il Signore nomina in Matteo 25. Altrimenti comincia a crearsi “una vita oscura”: il peccato è accovacciato alla tua porta, dice il Signore a Caino, e “quando portiamo questa vita oscura senza prendere in mano quello che il Signore Gesù ci ha insegnato, alla porta c’è il peccato, accovacciato, aspettando per entrare. E distruggerci”, ricorda esortando anche a porsi l’altra domanda contenuta nel Libro della Genesi, quella che Dio rivolge ad Adamo, dopo il peccato: “Adamo, dove sei?”.
E Adamo si nascose di vergogna, di paura. Magari noi sentissimo questa vergogna. Dov’è tuo fratello? Dove sei? In quale mondo vivi, che non te ne accorgi di queste cose, di queste sofferenze, di questi dolori? Dov’è tuo fratello? …Dove sei? Non nasconderti dalla realtà. Rispondere apertamente, con lealtà, con gioia anzi, a queste due domande del Signore.