聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 28 03 2019 alle 14,34

Udienza Generale 6 febbraio 2019

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Dialogo tra Cristianesimo e Islam sia fattore decisivo per la pace

L’udienza generale, nell’aula Paolo VI, è dedicata al recente viaggio apostolico del Pontefice negli Emirati Arabi Uniti, un Paese divenuto “un crocevia tra Oriente e Occidente, un’oasi multietnica e multireligiosa”, “un luogo adatto per promuovere la cultura dell’incontro”

 


Paoa Francesco- In un’epoca “in cui è forte la tentazione di vedere in atto uno scontro tra le civiltà cristiana e quella islamica”, abbiamo “voluto dare un ulteriore segno, chiaro e deciso, che invece è possibile incontrarsi, è possibile rispettarsi e dialogare”. Con queste parole, nella catechesi dell'udienza generale, Papa Francesco mette a fuoco il senso del suo recente viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti, tra il 3 e il 5 febbraio. “Un Viaggio breve ma molto importante – rimarca – che, riallacciandosi all’incontro del 2017 ad Al-Azhar, in Egitto, ha scritto una nuova pagina nella storia del dialogo tra Cristianesimo e Islam e nell’impegno di promuovere la pace nel mondo sulla base della fratellanza umana”. 
Il Documento sulla Fratellanza Umana
Nel corso del viaggio, che “appartiene alle ‘sorprese’ di Dio”, il Pontefice e il Grande Imam di Al-Azhar hanno firmato ad Abu Dhabi il Documento sulla Fratellanza Umana, nel quale è riaffermata “la comune vocazione di tutti gli uomini e le donne ad essere fratelli in quanto figli e figlie di Dio”, ed è condannata “ogni forma di violenza, specialmente quella rivestita di motivazioni religiose”.
In un’epoca come la nostra, in cui è forte la tentazione di vedere in atto uno scontro tra le civiltà cristiana e quella islamica, e anche di considerare le religioni come fonti di conflitto, abbiamo voluto dare un ulteriore segno, chiaro e deciso, che invece è possibile incontrarsi, è possibile rispettarsi e dialogare, e che, pur nella diversità delle culture e delle tradizioni, il mondo cristiano e quello islamico apprezzano e tutelano valori comuni: la vita, la famiglia, il senso religioso, l’onore per gli anziani, l’educazione dei giovani, e altri ancora.
Promuovere una vera cultura dell’incontro
Il viaggio apostolico, il primo di un pontefice nella penisola arabica, ha avuto luogo a 800 anni dalla visita di san Francesco al sultano al-Malik al-Kamil. Papa Francesco confida che nella tre giorni spesso ha pensato al Poverello di Assisi. “Mi aiutava a tenere nel cuore il Vangelo – precisa – l’amore di Gesù Cristo, mentre vivevo i vari momenti della visita; nel mio cuore c’era il Vangelo di Cristo, la preghiera al Padre per tutti i suoi figli”, la preghiera perché “il dialogo tra il Cristianesimo e l’Islam sia fattore decisivo per la pace nel mondo”. Il Pontefice ringrazia tutti per l’accoglienza ricevuta, intrisa di “grande cortesia”, e ricorda le tappe fondamentali del viaggio: i colloqui privati con il Principe Ereditario e con il Consiglio Musulmano degli Anziani; l’incontro interreligioso presso il Memoriale del Fondatore degli Emirati Arabi Uniti, lo Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan.
Questo documento sarà studiato nelle scuole e nelle università di parecchi Paesi. Ma anche io mi raccomando che voi lo leggiate, lo conosciate, perché dà tante spinte per andare avanti nel dialogo sulla fratellanza umana.
I cristiani negli Emirati Arabi Uniti
Papa Bergoglio ricorda anche l’intenso abbraccio con il milione di cristiani presente negli Emirati Arabi Uniti, “lavoratori originari di vari Paesi dell’Asia”: l’appuntamento nella cattedrale di san Giuseppe ad Abu Dhabi e la messa nello stadio della città, durante la quale si è pregato con “speciale intenzione al Medio Oriente e allo Yemen”.
Ho avuto l’opportunità di salutare il primo sacerdote che era andato, che ancora è vivo - novantenne - fondatore di tante comunità lì. É sulla sedia a rotelle, cieco, ma il sorriso non cade dalle sue labbra, il sorriso di aver servito il Signore e di aver fatto tanto bene. Anche, ho salutato un altro novantenne - ma questo camminava e continua a lavorare. Bravo! – e tanti sacerdoti che sono lì al servizio delle comunità cristiane di rito latino, di rito siro-malabarese, siro-malankarese, di rito maronita che vengono dal Libano, dall’India, dalle Filippine e da altri Paesi.