聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 28 03 2019 alle 14,26

Santa Marta, 08 febbraio 2019

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La vita ha valore nel donarla

Papa Francesco, nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta, invita a meditare sui quattro protagonisti della fine del Battista: il re corrotto e indeciso, la donna diabolica che odiava, la ballerina vanitosa e capricciosa, e il profeta decapitato solo in carcere, l’”uomo più grande nato da donna” che si è diminuito per far crescere Gesù

 


Papa Francesco- Il martirio di Giovanni, “l’uomo più grande nato da donna” secondo Gesù, è una grande testimonianza: la vita ha valore solonel donarla agli altri“nell’amore, nella verità, nella vita quotidiana, nella famiglia”. Papa Francesco commenta così, nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta, il brano del Vangelo di Marco protagonista della liturgia di oggi, e dedicato al martirio per decapitazione di San Giovanni Battista.

Quattro personaggi nei quali il Signore ci parla

Un racconto con quattro personaggi, che il Papa invita a guardare “aprendo il cuore” perché il Signore ci parli: il re Erode “corrotto e indeciso”, Erodìade, la moglie del fratello del re, che “sapeva solo odiare”, Salomè, “la ballerina vanitosa”, e “il profeta decapitato solo in cella”. Un racconto che Francesco descrive iniziando dalla fine, con i discepoli di Giovanni che chiedono il corpo del profeta e lo pongono in un sepolcro.

 

Giovanni ci fa vedere Gesù, poi la sua luce si spegne

“Il più grande finì così - commenta il Pontefice – “Ma Giovanni sapeva questo, sapeva che doveva annientarsi”. Lo aveva detto dall’inizio, parlando di Gesù: “Lui deve crescere, io invece diminuire”. E lui “si è diminuito fino alla morte”. E’ stato, prosegue Papa Francesco, il precursore, l’annunciatore di Gesù, che ha detto “Non sono io, è questo” il Messia. “Lo ha fatto vedere ai primi discepoli - ricorda il Papa - e poi la sua luce si era spenta poco a poco, fino all’oscuro di quella cella, nel carcere, dove, solo, è stato decapitato”.

Il martirio è un servizio, un mistero, un dono

Ma perché è successo questo? Si chiede Francesco. “La vita dei martiri non è facile da raccontare – spiega - Il martirio è un servizio, è un mistero, è un dono della vita molto speciale e molto grande”. E alla fine le cose si concludono violentemente, a causa di “atteggiamenti umani che portano a togliere la vita di un cristiano, di una persona onesta, e a farlo martire”.

Il re corrotto che non riesce a cambiar vita

Quindi il Pontefice analizza gli atteggiamenti dei tre personaggi protagonisti del martirio. Il re, innanzitutto, che “credeva che Giovanni fosse un profeta”, “lo ascoltava volentieri”, a un certo punto “lo proteggeva”, ma lo teneva in carcere. Era indeciso, perché Giovanni gli “rimproverava il suo peccato”, l’adulterio. Nel profeta, spiega Papa Francesco, Erode “sentiva la voce di Dio che gli diceva: ‘Cambia vita’, ma non riusciva a farlo. Il re era corrotto, e dove c’è corruzione, è molto difficile uscire”. Un corrotto che “cercava di fare equilibri diplomatici” fra la propria vita, non solo adultera, ma anche piena “di tante ingiustizie che portava avanti”, e la coscienza della “santità del profeta che aveva avanti”. E non riusciva a sciogliere il nodo.

La donna che aveva lo spirito satanico dell’odio

Poi il Papa descrive Erodìade, la moglie del fratello del re, ucciso da Erode per averla. Il Vangelo dice di lei soltanto che “odiava” Giovanni, perché parlava chiaro. “E noi sappiamo che l’odio è capace di tutto – commenta Francesco - è una forza grande. L’odio è il respiro di satana. Pensiamo che lui non sa amare, non può amare. Il suo ‘amore’ è l’odio. E questa donna aveva lo spirito satanico dell’odio”, che distrugge.

A Salomè il re dice “ti darò tutto” come satana

Infine il terzo personaggio, la figlia di Erodìade, Salomè, brava a ballare, “che piacque tanto ai commensali, al re”. Erode, in quell’entusiasmo, promise alla ragazza “Ti darò tutto”. “Usa le stesse parole  - ricorda il Pontefice - che ha usato satana per tentare Gesù. ‘Se tu mi adori ti darò tutto, tutto il regno’”. Ma Erode non lo poteva sapere.

Dietro questi personaggi c’è satana, seminatore di odio nella donna, seminatore di vanità nella ragazza, seminatore di corruzione nel re. E l’”uomo più grande nato da donna” finì solo, in una cella scura del carcere, per il capriccio di una ballerina vanitosa, l’odio di una donna diabolica, e la corruzione di un re indeciso. È un martire, che lasciò che la sua vita venisse meno, meno, meno, per dare il posto al Messia.

La testimonianza di un grande uomo e grande santo

Giovanni muore lì nella cella, nell’anonimato, “come tanti martiri nostri” commenta amaro Papa Francesco. Il Vangelo dice solo che “i discepoli sono andati a prendere il cadavere per dargli sepoltura”. Tutti pensiamo, aggiunge il Papa, che questa “è una grande testimonianza, di un grande uomo, di un grande santo”.

La vita ha valore solo nel donarla, nel donarla nell’amore, nella verità, nel donarla agli altri, nella vita quotidiana, nella famiglia. Sempre donarla. Se qualcuno prende la vita per sé, per custodirla, come il re nella sua corruzione o la signora con l’odio, o la fanciulla, la ragazza, con la propria vanità – un po’ adolescente, incosciente – la vita muore, la vita finisce appassita, non serve.

Aprire il cuore, il Signore ci parla in queste figure

Giovanni, conclude Francesco, donò la sua vita: “Io invece devo diminuire perché Lui sia ascoltato, sia visto, perché Lui si manifesti, il Signore”.

Soltanto vi consiglio di non pensare troppo a questo, ma di ricordare l’immagine, i quattro personaggi: il re corrotto, la signora che soltanto sapeva odiare, la ragazza vanitosa che non ha coscienza di nulla, e il profeta decapitato solo in cella. Guardare quello, e ognuno apra il cuore perché il Signore gli parli su questo