聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 16 01 2019 alle 13,54

Santa Marta, 08 gennaio 2019

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La cultura dell'indifferenza è l'opposto dell’amore di Dio

Papa Francesco nell'omelia della Messa a Casa Santa Marta commenta il Vangelo della moltiplicazione dei pani: Dio “fa il primo passo” e ci ama, perché ha compassione e misericordia, mentre noi anche se siamo buoni, tante volte non capiamo i bisogni degli altri e restiamo indifferenti “forse perché l’amore di Dio” non è entrato nei nostri cuori

 L' opposto dell'amore non è l'odio, ma l'indifferenza “L’amore di Dio sempre va per primo – spiega il Papa - è amore di compassione, di misericordia”. È vero che l’opposto dell’amore è l’odio, ma in tanta gente non c’è “un odio cosciente”.
L’opposto più quotidiano all’amore di Dio, alla compassione di Dio, è l’indifferenza: l’indifferenza. “Io sono soddisfatto, non mi manca nulla. Ho tutto, ho assicurato questa vita, e anche l’eterna, perché vado a Messa tutte le domeniche, sono un buon cristiano”. “Ma, uscendo dal ristorante, guardo da un’altra parte”. Pensiamo: questo Dio che dà il primo passo, che ha la compassione, che ha misericordia e tante volte noi, il nostro atteggiamento è l’indifferenza. Preghiamo il Signore perché guarisca l’umanità, cominciando da noi: che il mio cuore guarisca da questa malattia che è la cultura dell’indifferenza.
Auguri a Kiko: lavora per la Chiesa con zelo apostolico
Alla fine della celebrazione, Francesco invia un cordiale saluto a Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, per il suo ottantesimo compleanno, e lo ringrazia “per lo zelo apostolico con il quale lavora nella Chiesa”.
 


Papa Francesco- Dio “fa il primo passo” e ama “l’umanità che non sa amare”, perché ha compassione e misericordia, mentre noi anche se siamo buoni, tante volte non capiamo i bisogni degli altri e restiamo indifferenti “forse perché l’amore di Dio” non è entrato nei nostri cuori. Così Papa Francesco nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta, che offre per l’eterno riposo dell’arcivescovo Giorgio Zur, già nunzio apostolico in Austria, “che abitava in questa Casa” e “che è venuto a mancare ieri a mezzanotte”. Il Pontefice prende spunto dalla liturgia di oggi, dall’esortazione all’amore della Prima lettera di San Giovanni Apostolo al Vangelo di Marco sulla moltiplicazione dei pani.

Dio ha fatto il primo passo 

“Amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore” viene da Dio, ricorda il Papa citando le parole di San Giovanni nella Prima lettura. E l’apostolo spiega “come si è manifestato l’amore di Dio in noi”: “Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi abbiamo la vita per mezzo di lui”. “Questo è il mistero dell’amore – chiarisce Francesco - Dio ci ha amati per primo. Lui ha fatto il primo passo”. Un passo “verso l’umanità che non sa amare”, che “ha bisogno delle carezze di Dio per amare”, della testimonianza di Dio. “E questo primo passo che ha fatto Dio è il suo Figlio: lo ha inviato per salvarci e dare un senso alla vita, per rinnovarci, per ricrearci”.

Ascolta e scarica il servizio con la voce del Papa

Sul lago di Tiberiade Gesù ha compassione della folla

Quindi il Pontefice guarda al brano del Vangelo di Marco sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci. “Perché Dio ha fatto questo? – si domanda - Per ‘compassione’”. Compassione della grande folla che vede scendendo dalla barca, sulle rive del lago di Tiberiade, perché erano soli, sottolinea Papa Francesco: “erano come pecore che non hanno pastore”.

Il cuore di Dio, il cuore di Gesù si commosse, e vede, vede quella gente, e non può restare indifferente. L’amore è inquieto. L’amore non tollera l’indifferenza. L’amore ha compassione. Ma compassione significa mettere il cuore in gioco; significa misericordia. Giocare il proprio cuore verso gli altri: è questo l’amore. L’amore è mettere il cuore in gioco per gli altri.

Ma i discepoli: "che si arrangino a trovare cibo"

Poi il Papa descrive la scena di Gesù che insegna “molte cose” alla gente e i discepoli, alla fine, si annoiano, “perché Gesù diceva sempre le stesse cose”. E mentre Gesù insegna “con amore e compassione”, forse cominciano “a parlare tra loro”. Alla fine guardano l’orologio: “Ma è tardi…”. E Francesco cita ancora l’evangelista Marco: “Ma Maestro, il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare”. Praticamente dicono “che si arrangino” e che comprino loro il pane. “Ma noi stiamo sicuri – commenta il Pontefice - loro sapevano di avere pane per loro, e volevano custodire quello. È l’indifferenza”.

Ai discepoli non interessava la gente: interessava Gesù, perché gli volevano bene. Non erano cattivi: erano indifferenti. Non sapevano cosa fosse amare. Non sapevano cosa fosse compassione. Non sapevano cosa fosse indifferenza. Hanno dovuto peccare, tradire il Maestro, abbandonare il Maestro, per capire il nocciolo della compassione e della misericordia. E Gesù, la risposta è tagliente: “Voi stessi date loro da mangiare”. Prenditi carico di loro. Questa è la lotta fra la compassione di Gesù e l’indifferenza, l’indifferenza che si ripete nella storia sempre, sempre… 

“ Tante gente che è buona, ma non capisce i bisogni altrui, non è capace di compassione. È gente buona, forse perché non è entrato l’amore di Dio nel loro cuore o non lo hanno lasciato entrare. ”

La foto del senzatetto e della gente che evita il suo sguardo

E qui Papa Francesco descrive una foto che è sulle pareti dell’Elemosineria Apostolica:  “uno scatto spontaneo che ha fatto un bravo ragazzo romano e lo ha offerto all’Elemosineria”. L’ha scattata Daniele Garofani, fotografo de “L’Osservatore Romano”, di ritorno da un servizio di distribuzione pasti ai senzatetto con il cardinal Krajewski. E’ una notte di inverno “si vedeva per il modo di vestire della gente” spiega il Papa, che usciva “da un ristorante”. “Gente tutta ben coperta” e soddisfatta: “avevano mangiato, erano fra gli amici”. E lì, prosegue Francesco nella descrizione della foto, “c’era una senzatetto, sul pavimento, che fa così…” e mima il gesto della mano tesa a chiedere l’elemosina. Il fotografo, racconta ancora il Pontefice “è stato capace di scattare nel momento nel quale la gente guarda da un’altra parte, perché gli sguardi non si incrocino”. Questa, commenta Papa Francesco, “è la cultura dell’indifferenza. Questo è quello che hanno fatto gli Apostoli”. “Congedali, che vadano per le campagne, al buio, con la fame. Che si arrangino: è problema loro”. “Noi ne abbiamo: cinque pani e due pesci per noi”.