聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 15 01 2019 alle 18,13

Angelus, 30 dicembre 2018

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La famiglia è un tesoro, bisogna custodirla sempre e difenderla

Prima della preghiera mariana dell’Angelus, il Pontefice riflette sull’odierna festa della Santa Famiglia di Nazareth, “sull’esperienza di Maria, Giuseppe e Gesù, uniti da un amore intenso e animati da grande fiducia in Dio”. Presenti in piazza San Pietro 50 mila persone

 


- Stupore e angoscia: intorno a questi due elementi Papa Francesco richiama l’attenzione dei fedeli radunati in piazza San Pietro per l’Angelus. Commentando l’odierno brano evangelico (Lc 2,41-52), il viaggio della famiglia di Nazareth verso Gerusalemme, per la festa di Pasqua, e la ricerca di Gesù durante il ritorno, il Pontefice chiarisce la “centralità” del Figlio di Dio “nella Santa Famiglia”, di cui oggi la Chiesa celebra la festa. 

Durante il viaggio di ritorno da Gerusalemme, Maria e Giuseppe “si accorgono che il figlio dodicenne non è nella carovana”; dopo “tre giorni di ricerca e di timore, lo trovano nel tempio, seduto tra i dottori, intento a discutere con essi”. Papa Bergoglio mette a fuoco l’angoscia che sperimentarono la Vergine e il suo sposo, che avevano accolto “quel Figlio, lo custodivano e lo vedevano crescere in età, sapienza e grazia in mezzo a loro”, una presenza che cresceva soprattutto “dentro il loro cuore”.

Quell’angoscia che essi provarono nei tre giorni dello smarrimento di Gesù, dovrebbe essere anche la nostra angoscia quando siamo lontani da Lui, quando siamo lontani da Gesù. Dovremmo provare angoscia quando per più di tre giorni ci dimentichiamo di Gesù, senza pregare, senza leggere il Vangelo, senza sentire il bisogno della sua presenza e della sua consolante amicizia. E tante volte passano i giorni senza che io ricordi Gesù. Ma questo è brutto, questo è molto brutto. Dovremmo sentire angoscia quando succedono queste cose.

“Maria e Giuseppe lo cercarono e lo trovarono nel tempio mentre insegnava”: allo stesso modo, ogni fedele può “incontrare il divino Maestro” nella “casa di Dio”, accogliendone “il messaggio di salvezza”. “Nella celebrazione eucaristica – insiste Papa Francesco – facciamo esperienza viva di Cristo; Egli ci parla, ci offre la sua Parola che illumina il nostro cammino, ci dona il suo Corpo nell’Eucaristia da cui attingiamo vigore per affrontare le difficoltà di ogni giorno”.

Lo stupore ci apre al mondo

 A tutte quelle famiglie in cui, “per vari motivi, mancano la pace e l’armonia”, il Pontefice indica l’esempio e la protezione “della Santa Famiglia di Nazareth”, in cui non “è mai venuto meno lo stupore, neanche in un momento drammatico come lo smarrimento di Gesù”. “Stupirsi e meravigliarsi” impedisce agli uomini di “dare tutto per scontato”, interpretando “la realtà” e “gli avvenimenti della storia” semplicemente in base ai propri “criteri”.

Stupirsi è aprirsi agli altri, comprendere le ragioni degli altri: questo atteggiamento è importante per sanare i rapporti compromessi tra le persone, ed è indispensabile anche per guarire le ferite aperte nell’ambito familiare.

Quando “diamo per scontato che abbiamo ragione”, insiste, “chiudiamo la porta agli altri”, invece, è fondamentale mantenere lo stupore, “meravigliarsi di quello che c’è di buono nelle persone”, soprattutto per salvaguardare l’unità della famiglia, vero “tesoro” che va sempre custodito e difeso.

Il saluto del Papa ai fedeli presenti

Dopo la recita della preghiera mariana, Papa Bergoglio saluta “i religiosi Mercedari venuti insieme con ministranti di varie parti d’Italia”, come pure i “fedeli di Legnaro e Gragnano”. Un pensiero va anche agli “scout di Villabate”, ai “ragazzi della Cresima dell’unità pastorale di Codognè” e a “quelli di alcune parrocchie della diocesi di Bergamo”