聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 15 01 2019 alle 18,06

Angelus, 26 dicembre 2018

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Gioia di Betlemme e morte di S. Stefano non sono in contrasto

Oggi, la Chiesa festeggia Santo Stefano che, ha detto il Papa all'Angelus in piazza san Pietro, "fu il primo a seguire le orme del divino Maestro: morì come Gesù affidando la propria vita a Dio e perdonando i suoi persecutori"

 


Papa Francesco- Non è “strano” accostare la memoria di Santo Stefano alla nascita di Gesù, e Papa Francesco lo ha evidenziato chiaramente all’Angelus di oggi, 26 dicembre, in cui si celebra il primo martire della Chiesa nascente. "Santo Stefano - ha detto Francesco - fu il primo a seguire le orme del divino Maestro con il martirio; morì come Gesù affidando la propria vita a Dio e perdonando i suoi persecutori".

Un invito per noi

L’atteggiamento di Stefano, ha sottolineato ancora il Papa, è un invito rivolto a ciascuno di noi “ad accogliere con fede dalle mani del Signore ciò che la vita ci riserva di positivo e anche di negativo”:

La fiducia in Dio ci aiuta ad accogliere i momenti faticosi e a viverli come occasione di crescita nella fede e di costruzione di nuove relazioni con i fratelli. Si tratta di abbandonarci nelle mani del Signore, che sappiamo essere un Padre ricco di bontà verso i suoi figli.

I due atteggiamenti di Stefano

Il primo giovane martire della storia della Chiesa, oltre ad affidare, come fece Gesù, la propria vita a Dio, perdonò i suoi persecutori e pregò per loro. Questo atteggiamento, ha proseguito Francesco, "ci chiama ad imparare da lui a perdonare":

Il proto-martire Stefano ci indica la strada da percorrere nelle relazioni interpersonali in famiglia, nei luoghi di scuola e di lavoro, in parrocchia e nelle diverse comunità. La logica del perdono e della misericordia è sempre vincente e apre orizzonti di speranza. Ma il perdono si coltiva con la preghiera, che ci permette di tenere fisso lo sguardo su Gesù. 

 

La forza della preghiera

Stefano, ha messo in evidenza Papa Francesco, è riuscito a perdonare, in virtù della forza che gli arrivava dalla preghiera, una forza che gli permise di affrontare il martirio e che può guarire le nostre debolezze:

Dobbiamo pregare con insistenza lo Spirito Santo perché effonda su di noi il dono della fortezza che guarisce le nostre paure, le nostre debolezze, le nostre piccolezze.

A conclusione dell’Angelus, il Papa ha salutato i pellegrini presenti, rinnovando l’augurio “che la contemplazione del Bambino Gesù, con accanto Maria e Giuseppe, possa suscitare atteggiamenti di fraternità e di condivisione nelle famiglie e nelle comunità”. Ha poi rivolto il suo grazie a tutti coloro che gli hanno inviato messaggi augurali:

In questi giorni ho ricevuto tanti messaggi augurali da Roma e da altre parti del mondo. Non mi è possibile rispondere a ciascuno. Pertanto, esprimo oggi a voi e a tutti il mio sincero ringraziamento, specialmente per il dono della preghiera.