聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 15 01 2019 alle 16,36

Udienza Generale,19 dicembre 2018

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Non mondanizziamo il Natale, accogliamo le sorprese di Gesù

Papa Francesco, nella catechesi dell’udienza generale dedicata al Natale ha parlato delle sorprese di Dio per Maria e Giuseppe invitando tutti a non sbagliare festa, riempiendosi di regali, pranzi e cene, ma non aiutando “almeno un povero, che assomiglia a Dio, venuto povero a Natale”

 


Papa Francesco- “Non mondanizziamo il Natale! Non mettiamo da parte di Festeggiato. Non sarà Natale se cercheremo i bagliori luccicanti del mondo, se ci riempiremo di regali, pranzi e cene ma non aiuteremo almeno un povero, che assomiglia a Dio, perché a Natale Dio è venuto povero. Lasciamoci sorprendere da Gesù in questo Natale”. Papa Francesco, nella catechesi dell’udienza generale intitolata “Natale: le sorprese di Dio”, invita i 7mila fedeli in aula Paolo VI e tutti noi a non “sbagliare festa”, e “preferire alle novità del Cielo le solite cose della terra”. La festa che piace a Dio non è quella dei pubblicitari
Perché la festa che piace a Dio non è quella della macchina pubblicitaria, che, spiega il Pontefice “invita a scambiarsi regali sempre nuovi per farsi sorprese”. Ma è come il primo Natale, pieno di sorprese innanzitutto per Maria “promessa sposa di Giuseppe: arriva l’angelo e le cambia la vita. Da vergine sarà madre”. Poi per Giuseppe “chiamato a essere padre di un figlio senza generarlo. Un figlio che arriva nel momento meno indicato, cioè quando Maria e Giuseppe erano sposi promessi e secondo la Legge non potevano coabitare”. E sorprende anche Giuseppe, prosegue il Papa, quando per non danneggiare Maria, non la ripudia, “ma pensa di congedarla in segreto, a costo di perdere la propria reputazione”.
Natale porta cambi di vita inaspettati
Dio in sogno, però, gli cambia ancora i piani, e “gli chiede di prendere con sé Maria”. Infine, nato Gesù, “quando aveva i suoi progetti per la famiglia, ancora in sogno gli vien detto di alzarsi e andare in Egitto. Insomma, Natale porta cambi di vita inaspettati”. E se noi vogliamo viverlo, prosegue Francesco alzando gli occhi dal testo, “dobbiamo aprire il cuore ed essere disposti ad un cambio di vita inaspettato”.
 
La Parola divina "incapace di parlare"
Ma la sorpresa più grande, spiega il Pontefice, arriva la notte di Natale: “l’ Altissimo è un piccolo bimbo. La Parola divina è un infante, che letteralmente significa ‘incapace di parlare’. Così la Parola divina divenne incapace di parlare”.
Ad accogliere il Salvatore non ci sono le autorità del tempo, o del posto o gli ambasciatori: no, sono dei semplici pastori che, sorpresi dagli angeli mentre lavoravano di notte, accorrono senza indugio. Chi se lo sarebbe aspettato?
“ Natale è celebrare l’inedito di Dio, o meglio, è celebrare un Dio inedito, che ribalta le nostre logiche e le nostre attese ”
La vita non si programma, ma si dona
Fare Natale, allora, chiarisce Papa Francesco, “è accogliere in terra le sorprese del Cielo. Non si può vivere ‘terra terra’, quando il Cielo ha portato le sue novità nel mondo”. Con il primo Natale inizia un’epoca nuova, “dove la vita non si programma, ma si dona; dove non si vive più per sé, in base ai propri gusti, ma per Dio; e con Dio, perché da Natale Dio è il Dio-con-noi”.
Vivere il Natale è lasciarsi scuotere dalla sua sorprendente novità. Il Natale di Gesù non offre rassicuranti tepori da caminetto, ma il brivido divino che scuote la storia. Natale è la rivincita dell’umiltà sull’arroganza, della semplicità sull’abbondanza, del silenzio sul baccano, della preghiera sul “mio tempo”, di Dio sul mio io.
Fare come Gesù, scendere verso chi ha bisogno
Fare Natale, continua il Papa nella catechesi natalizia, “è fare come Gesù, venuto per noi bisognosi, e scendere verso chi ha bisogno di noi”.
È fare come Maria: fidarsi, docili a Dio, anche senza capire cosa Egli farà. Fare Natale è fare come Giuseppe: alzarsi per realizzare ciò che Dio vuole, anche se non è secondo i nostri piani.
Stare in silenzio davanti al presepe

- Natale, ricorda ancora Francesco, è preferire “la voce silenziosa di Dio ai frastuoni del consumismo. Se sapremo stare in silenzio davanti al presepe, Natale sarà anche per noi una sorpresa, non una cosa già vista.

Stare in silenzio davanti al presepe: questo è l’invito, per Natale. Prenditi un po’ di tempo, vai davanti al presepe e stai in silenzio. E sentirai, vedrai la sorpresa”.

Al centro della festa non ci siamo noi, ma Lui

Purtroppo, però, è il rammarico di Papa Francesco, “si può sbagliare festa, e preferire alle novità del Cielo le solite cose della terra”.

Se Natale rimane solo una bella festa tradizionale, dove al centro ci siamo noi e non Lui, sarà un’occasione persa. Per favore, non mondanizziamo il Natale! Non mettiamo da parte il Festeggiato, come allora, quando “venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”.

Giorni di corsa, ma Gesù ci chiede di vegliare pregando

In questi giorni si corre, sottolinea alla fine il Papa, “forse come mai durante l’anno. Ma così si fa l’opposto di quel che Gesù vuole. Diamo la colpa alle tante cose che riempiono le giornate, al mondo che va veloce”. Eppure Gesù “ha chiesto a noi di non farci trascinare, di vegliare in ogni momento pregando”.

Sarà Natale se, come Giuseppe, daremo spazio al silenzio; se, come Maria, diremo “eccomi” a Dio; se, come Gesù, saremo vicini a chi è solo; se, come i pastori, usciremo dai nostri recinti per stare con Gesù. Sarà Natale, se troveremo la luce nella povera grotta di Betlemme. Non sarà Natale se cercheremo i bagliori luccicanti del mondo, se ci riempiremo di regali, pranzi e cene ma non aiuteremo almeno un povero, che assomiglia a Dio, perché a Natale Dio è venuto povero.

Un Natale ricco delle sorprese di Gesù

L’augurio finale di Francesco è quello di “un Natale ricco delle sorprese di Gesù! Potranno sembrare sorprese scomode, ma sono i gusti di Dio. Se li sposeremo, faremo a noi stessi una splendida sorpresa. Lasciamoci sorprendere da Gesù in questo Natale”.

Il pandoro con le candeline numero 82

Entrando in aula Paolo VI lungo il corridoio centrale, Papa Francesco ha ricevuto moltissimi doni dai presenti, come alcune calde scarpe invernali e un pandoro decorato con piccoli alberi di Natale e due candeline con i numeri 8 e 2, come gli anni appena compiuti.