聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 07 12 2018 alle 15,24

Santa Marta, 30 novembre 2018

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Annunciare Cristo non è marketing, ma coerenza di vita

Nella Messa a Santa Marta, Francesco esorta ad essere vicini alla Chiesa di Costantinopoli, di cui è patrono Sant’Andrea apostolo, che si festeggia oggi. Il Papa prega per l’unità delle Chiese, quindi spiega che la testimonianza di Cristo è mettere in gioco la propria vita

 


Papa Francesco- Come gli apostoli Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, lasciamo “tutto quello che ci impedisce di andare avanti nell’annuncio della testimonianza” di Cristo. Così il Papa nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, nella festa di Sant’Andrea apostolo: nell’occasione Francesco invita ad essere “vicini alla Chiesa di Costantinopoli, la Chiesa di Andrea”, pregando “per l’unità delle Chiese” 

Coerenti nell’annunciare Cristo

Nell’omelia, il Pontefice esorta a mettere da parte “quell’atteggiamento, quel peccato, quel vizio” che ognuno di noi ha “dentro” di sé per essere “più coerenti” e annunciare Gesù, così che “la gente creda” con la nostra testimonianza. Riflettendo sulla Prima Lettura in cui San Paolo spiega come la fede venga dall’ascolto e l’ascolto riguardi la Parola di Cristo, il Papa ricorda come sia “importante l’annuncio del Vangelo”, l’annuncio “che Cristo ci ha salvato, che Cristo è morto, risorto per noi”. L’annuncio di Gesù è infatti portare “non una notizia semplice” ma “la unica grande Buona Notizia”. Francesco spiega quindi cosa sia l’annuncio.

Non è un lavoro di pubblicità, fare pubblicità per una persona molto buona, che ha fatto del bene, ha guarito tanta gente, e ci ha insegnato cose belle. No, non è pubblicità. Neppure è per fare proselitismo. Se qualcuno va a parlare di Gesù Cristo, a predicare Gesù Cristo per fare proselitismo, no, questo non è annuncio di Cristo: questo è un lavoro, di predicatore, retto dalla logica del marketing. Che cosa è l’annuncio di Cristo? Che non è né proselitismo né pubblicità né marketing: va oltre. Come si può capire questo? È prima di tutto essere inviato.

Mettersi in gioco

Essere dunque inviati “alla missione”, facendo entrare “in gioco la propria vita”. L’apostolo, l’inviato che “porta avanti l’annuncio di Gesù Cristo”, spiega Francesco, “lo fa a condizione che metta in gioco la propria vita, il proprio tempo, i propri interessi, la propria carne”. Il Papa ricorda quindi un detto argentino, che implica “mettere la propria carne sulla griglia”, mettersi appunto in gioco.

Questo viaggio, di andare all’annuncio, rischiando la vita, perché io gioco la mia vita, la mia carne – questo viaggio – ha soltanto il biglietto di andata, non del ritorno. Ritornare è apostasia. Annuncio di Gesù Cristo con la testimonianza. Testimonianza vuol dire mettere in gioco la propria vita. Quello che io dico lo faccio.

Martiri provano vero annuncio

La parola, “per essere annuncio”, deve essere testimonianza, ribadisce Francesco. Parla di “scandalo” a proposito di quei cristiani che dicono di esserlo e poi vivono “come pagani, come non credenti”, come se non avessero “fede”. Invita quindi alla “coerenza, tra la parola e la propria vita: questo - evidenzia - si chiama testimonianza. L’apostolo, l’annunciatore, “quello che porta la Parola di Dio, è un testimone”, che gioca la propria vita “fino alla fine”, ed è “anche un martire”. D’altra parte è stato Dio Padre che “per farsi conoscere” ha inviato “suo Figlio in carne, rischiando la propria vita”. Un fatto che “scandalizzava tanto e continua a scandalizzare”, perché Dio si è fatto “uno di noi”, in un viaggio “con biglietto soltanto di andata”.

Il diavolo ha cercato di convincerlo a prendere un’altra strada, e Lui non ha voluto, ha fatto la volontà del Padre fino alla fine. E l’annuncio di Lui deve andare per la stessa strada: la testimonianza, perché Lui è stato il testimone del Padre fatto carne. E noi dobbiamo farci carne, cioè farci testimoni: fare, fare quello che diciamo. E questo è l’annuncio di Cristo. I martiri sono coloro che [dimostrano] che l’annuncio è stato vero. Uomini e donne che hanno dato la vita – gli apostoli hanno dato la vita – con il sangue; ma anche tanti uomini e donne nascosti nella nostra società e nelle nostre famiglie, che danno testimonianza tutti i giorni, in silenzio, di Gesù Cristo, ma con la propria vita, con quella coerenza di fare quello che dicono.

Un annuncio fruttuoso

Tutti noi, ricorda il Papa, con il Battesimo assumiamo “la missione” di annunciare Cristo”: vivendo come Gesù “ci ha insegnato a vivere”, “in armonia con quello che predichiamo”, l’annuncio sarà “fruttuoso”. Se invece viviamo “senza coerenza”, “dicendo una cosa e facendone un’altra contraria”, il risultato sarà lo scandalo. E quello dei cristiani, conclude, fa “tanto male al popolo di Dio”.