聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 13 11 2018 alle 18,28

Angelus, 11 novembre 2018

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Gesù smaschera chi opprime deboli, sta con gli ultimi

Alla recita dell’Angelus il Papa esorta a donare noi stessi in una offerta “umile e generosa” per il Signore e gli altri e sottolinea come Gesù smascheri l’atteggiamento di superiorità ostentato anche per motivi religiosi. Quindi ricorda la Beatificazione ieri a Barcellona di padre Teodoro Illera del Olmo e 15 compagni martiri e annuncia la seconda Giornata mondiale dei poveri

 


Papa Francesco- Dio sta “dalla parte degli ultimi”, diamo “al Signore e ai fratelli non qualcosa di noi, ma noi stessi”, in una offerta “umile e generosa”. Questa l’esortazione del Papa allAngelus domenicale, commentando l’odierno Vangelo di Marco centrato su due figure contrapposte, lo scriba e la vedova che, nella sua povertà, offre tutto ciò che possiede (Dio sta dalla parte degli ultimi

Il primo, spiega Francesco, rappresenta “le persone importanti, ricche, influenti”, l’altra indica “gli ultimi, i poveri, i deboli”. Il giudizio “risoluto” di Gesù nei confronti degli scribi, aggiunge il Papa, non riguarda tutta la categoria, ma è riferito a coloro che “ostentano la propria posizione sociale”, si “fregiano” del titolo di “maestro”, amano essere “riveriti” e “occupare i primi posti”. Quel che è “peggio” - nota il Pontefice - “è che la loro ostentazione è soprattutto di natura religiosa, perché pregano ‘a lungo per farsi vedere’ e si servono di Dio per accreditarsi come i difensori della sua legge”. Un atteggiamento “di superiorità e di vanità”, osserva ancora il Papa, che li porta “al disprezzo per coloro che contano poco o si trovano in una posizione economica svantaggiosa”, come appunto le vedove.

Gesù smaschera questo meccanismo perverso: denuncia l’oppressione dei deboli fatta strumentalmente sulla base di motivazioni religiose, dicendo chiaramente che Dio sta dalla parte degli ultimi.

 

Il dono totale di sé

Una lezione questa offerta da Gesù ai discepoli attraverso “un esempio vivente”, la povera vedova, “la cui posizione sociale - mette in luce Francesco - era irrilevante perché priva di un marito che potesse difendere i suoi diritti”, quindi “facile preda” di creditori senza scrupoli.

Questa donna, che va a deporre nel tesoro del tempio soltanto due monetine, tutto quello che le restava, fa la sua offerta cercando di passare inosservata, quasi vergognandosi. Ma, proprio in questa umiltà, ella compie un atto carico di grande significato, significato religioso e spirituale. Quel gesto pieno di sacrificio non sfugge allo sguardo attento di Gesù, che anzi in esso vede brillare il dono totale di sé a cui vuole educare i suoi discepoli.

Dio misura la qualità

L’insegnamento di Gesù, prosegue il Papa, aiuta a recuperare quello che è “essenziale” nella nostra vita e “favorisce una concreta e quotidiana relazione con Dio”.

Le bilance del Signore sono diverse dalle nostre. Lui pesa diversamente le persone e i loro gesti: Dio non misura la quantità ma la qualità, scruta il cuore, guarda alla purezza delle intenzioni. Questo significa che il nostro “dare” a Dio nella preghiera e agli altri nella carità dovrebbe sempre rifuggire dal ritualismo e dal formalismo, come pure dalla logica del calcolo, e deve essere espressione di gratuità, come ha fatto Gesù con noi: ci ha salvato gratuitamente; non ci ha fatto pagare la redenzione. Ci ha salvato gratuitamente. E noi, dobbiamo fare le cose come espressione di gratuità.  

Spogliarci del superfluo

La vedova povera e generosa è quindi indicata da Gesù come “modello di vita cristiana da imitare”.

Di lei non sappiamo il nome, conosciamo però il suo cuore -  la troveremo in Cielo e andremo a salutarla, sicuramente -; ed è quello che conta davanti a Dio. Quando siamo tentati dal desiderio di apparire e di contabilizzare i nostri gesti di altruismo, quando siamo troppo interessati allo sguardo altrui e – permettetemi la parola - quando facciamo “i pavoni”, pensiamo a questa donna. Ci farà bene: ci aiuterà a spogliarci del superfluo per andare a ciò che conta veramente, e a rimanere umili.

Le Beatificazioni e la Giornata dei poveri

Subito dopo la preghiera mariana, Francesco ricorda la Beatificazione ieri a Barcellona di Padre Teodoro Illera del Olmo e quindici compagni martiri, “uccisi per la loro fede, in luoghi e date diversi, durante la guerra e la persecuzione religiosa del secolo scorso in Spagna”. Si tratta, dice il Papa, di “coraggiosi testimoni” del Signore. Quindi annuncia che domenica prossima si celebra la Seconda Giornata mondiale dei poveri, con tante iniziative “di evangelizzazione, di preghiera e di condivisione”. Anche in Piazza San Pietro, informa il Papa, “è stato allestito un presidio sanitario che per una settimana offrirà cure a quanti sono in difficoltà”.

Auspico che questa Giornata favorisca una crescente attenzione alle necessità degli ultimi, degli emarginati, degli affamati.

Il saluto ai polacchi

Quindi saluta, tra i 20 mila presenti, anche i “tanti polacchi” giunti in Piazza San Pietro, nel 100.mo anniversario dell'indipendenza della Polonia.