聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 13 11 2018 alle 17,48

Udienza Generale 07 novembre 2018

Davanti a scandalosa indigenza, ricchezza abbia dimensione sociale

All’udienza generale Francesco ha ricordato come la ricchezza del mondo oggi sia nelle mani di pochi e la povertà, la miseria e la sofferenza siano per tanti. L’esortazione è stata a far sì che la vita diventi tempo per amare

 


Papa Francesco- La nostra vita non è fatta per “possedere” ma “per amare”. Papa Francesco lo ribadisce nell’udienza generale in Piazza San Pietro, continuando le catechesi sui comandamenti e soffermandosi oggi sul settimo, “Non rubare”. Partendo dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo, il Pontefice riflette su “una lettura più ampia di questa Parola” alla luce della sapienza cristiana e sul suo “significato positivo” che conduce a “fare del bene, il più possibile” con ciò che possediamo, in modo che “i nostri beni” diventino “un dono per tutti”Destinazione universale dei beni

In effetti, dice il Papa, il comandamento fa pensare “al tema del furto e al rispetto della proprietà altrui”, perché in fondo - osserva - “non esiste cultura in cui furto e prevaricazione dei beni siano leciti”: la sensibilità umana è infatti “molto suscettibile sulla difesa del possesso”. La dottrina sociale della Chiesa parla di destinazione universale dei beni, affidati cioè da Dio “alla gestione comune dell’umanità”. “La Provvidenza, però, non ha disposto - spiega Francesco - un mondo ‘in serie’, ci sono differenze, condizioni diverse, culture diverse, così si può vivere provvedendo gli uni agli altri”.

Il mondo è ricco di risorse per assicurare a tutti i beni primari. Eppure molti vivono in una scandalosa indigenza e le risorse, usate senza criterio, si vanno deteriorando. Ma il mondo è uno solo! L’umanità è una sola! La ricchezza del mondo, oggi, è nelle mani della minoranza, di pochi, e la povertà, anzi la miseria e la sofferenza, di tanti, della maggioranza. Se sulla terra c’è la fame non è perché manca il cibo! Anzi, per le esigenze del mercato si arriva a volte a distruggerlo, si butta. Ciò che manca è una libera e lungimirante imprenditoria, che assicuri un’adeguata produzione, e una impostazione solidale, che assicuri un’equa distribuzione.

 

Possedere per donare

Il Catechismo spiega proprio che la proprietà di un bene “fa di colui che lo possiede un amministratore della Provvidenza”, “nessuno è padrone assoluto dei beni”: “ogni ricchezza - mette in luce il Papa - per essere buona deve avere una dimensione sociale”.

Il possesso è una responsabilità: “Ma io sono ricco di tutto…” – questa è una responsabilità che tu hai. E ogni bene sottratto alla logica della Provvidenza di Dio è tradito, è tradito nel suo senso più profondo. Ciò che possiedo veramente è ciò che so donare. Questa è la misura per valutare come io riesco a gestire le ricchezze, se bene o male; questa parola è importante: ciò che possiedo veramente è ciò che so donare. Se io so donare, sono aperto, allora sono ricco non solo in quello che io possiedo, ma anche nella generosità, generosità anche come un dovere di dare la ricchezza, perché tutti vi partecipino.

Crescere in carità e generosità

Se non riusciamo infatti a donare qualcosa è perché essa ci “possiede”, facendoci schiavi. Il possesso dei beni è, ribadisce Francesco, “un’occasione per moltiplicarli con creatività e usarli con generosità”, per crescere “nella carità e nella libertà”. Cristo stesso, rammenta il Papa, pur essendo Dio, “svuotò se stesso” arricchendoci “con la sua povertà”.

Mentre l’umanità si affanna per avere di più, Dio la redime facendosi povero: quell’Uomo Crocifisso ha pagato per tutti un riscatto inestimabile da parte di Dio Padre, "ricco di misericordia". Quello che ci fa ricchi non sono i beni ma l’amore. Tante volte abbiamo sentito quello che il popolo di Dio dice: “Il diavolo entra dalle tasche”. Si comincia con l’amore per il denaro, la fame di possedere; poi viene la vanità: “Ah, io sono ricco e me ne vanto”; e, alla fine, l’orgoglio e la superbia. Questo è il modo di agire del diavolo in noi. Ma la porta d’entrata sono le tasche …

Vita è tempo per amare

Ancora una volta dunque Gesù Cristo ci svela il senso pieno delle Scritture.

“Non rubare” vuol dire: ama con i tuoi beni, approfitta dei tuoi mezzi per amare come puoi. Allora la tua vita diventa buona e il possesso diventa veramente un dono. Perché la vita non è il tempo per possedere ma per amare.

I saluti finali

Al termine della catechesi, rivolgendosi ai pellegrini nelle varie lingue, Francesco saluta tra gli altri i partecipanti alla prima “Conferenza Internazionale degli Uomini”, che si tiene a Roma in questi giorni; ricorda poi che domenica prossima cade il 100° anniversario dell’indipendenza della Polonia, augurando “che il popolo polacco possa vivere il dono della libertà nella pace e nella prosperità, costruendo per la patria un felice futuro, nell’unione basata sull’eredità spirituale degli avi e sull’amore fraterno”; e conclude salutando anche la Facoltà di diritto canonico "San Pio X" di Venezia accompagnata dal Patriarca, mons. Francesco Moraglia, e citando la ricorrenza, venerdì, della Dedicazione della Basilica Lateranense, cattedrale del vescovo di Roma, esortando a pregare affinché il Papa possa “confermare sempre i fratelli nella fede”.