聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 13 11 2018 alle 17,42

Santa Marta 06 novembre 2018

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Gesù ci invita al banchetto del Regno, attenzione a dirgli di no

Il Regno di Dio spesso si immagina come un banchetto. Gesù ci invita a fare festa con Lui ma, domanda il Papa, quante volte ci inventiamo scuse per rifiutare il suo invito? Ma tanto Gesù è buono... Sì, dice Francesco, è buono, ma è giusto

 


Papa Francesco- Il brano del Vangelo di oggi è tratto dal capitolo quattordicesimo di Luca. Ruota quasi tutto intorno a un pranzo, al banchetto che un capo dei farisei ha organizzato e a cui ha invitato anche Gesù. In quell’occasione, raccontava la pagina del Vangelo ieri di cui quella odierna è la prosecuzione, Gesù aveva guarito un malato e aveva osservato che molti invitati cercavano di occupare i primi posti. Aveva quindi raccomandato al fariseo di invitare a pranzo piuttosto gli ultimi, quelli che non possono ricambiare il favore.

Il doppio rifiuto

Ad un certo punto, al banchetto, e qui comincia il brano di Luca di oggi, il brano del doppio rifiuto, dice il Papa, uno dei commensali, esclama: “Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!”. E Gesù allora racconta la storia di un uomo che diede una grande cena e fece molti inviti. I suoi servi dicono agli invitati: “Venite, è pronto! Ma tutti cominciamo a scusarsi per non andare. Chi perché ha comprato un campo, chi cinque paia di buoi, chi perché si è appena sposato. “E sempre scuse. Si scusano. Scusarsi è la parola educata per non dire: “Rifiuto”. Allora il padrone manda i servi in strada a chiamare i poveri, i malati, gli zoppi, i ciechi e loro arrivano alla festa. “E il brano del Vangelo – afferma Francesco - finisce con il secondo rifiuto, ma questo dalla bocca di Gesù”. (…) “Gesù aspetta, dà una seconda opportunità, forse una terza, una quarta, una quinta … Ma alla fine rifiuta Lui”

E questo del rifiuto ci deve far pensare a noi, alle volte che Gesù ci chiama; ci chiama a fare festa con Lui, a essere vicino a Lui, cambiare vita. Pensate che cerca i suoi amici più intimi e loro rifiutano! Poi cerca gli ammalati … e vanno; forse qualcuno rifiuta. Quante volte noi sentiamo la chiamata di Gesù per andare da Lui, per fare un’opera di carità, per pregare, per incontrarlo e noi diciamo: “Ma, scusa Signore, sono indaffarato, non ho tempo. Sì, domani, non posso … “. E Gesù rimane lì.

 

Quante volte ci inventiamo scuse con Gesù

Il Papa si chiede quante volte anche noi chiediamo a Gesù di scusarci quando Lui “ci chiama a incontrarci, a parlare, a fare una bella chiacchera”. Anche noi rifiutiamo l’invito di Gesù.

Ognuno di noi pensi: nella mia vita, quante volte ho sentito l’ispirazione dello Spirito Santo a fare un’opera di carità, a incontrare Gesù in quell’opera di carità, di andare a pregare, di cambiare vita in questo, in questo che non va bene? E sempre ho trovato un motivo per scusarmi, per rifiutare.

Gesù è buono, ma è giusto

Francesco dice che alla fine entrerà nel Regno di Dio chi non rifiuta Gesù o chi non è rifiutato da Lui. E rispondendo a chi pensa che tanto Gesù è buono e alla fine perdona tutto, il Papa dice:

‘Sì, è buono, è misericordioso’ – è misericordioso, ma è giusto. E se tu chiudi la porta del tuo cuore da dentro, Lui non può aprirla, perché è molto rispettoso del nostro cuore. Rifiutare Gesù è chiudere la porta da dentro e Lui non può entrare. E nessuno di noi, nel momento che rifiuta Gesù, pensa a questo: “Io chiudo la porta a Gesù da dentro”.

E' con la sua morte che Gesù ha pagato il banchetto

Ma c’è un altro elemento su cui va l’attenzione del Papa e cioè chi paga il banchetto? E’ Gesù! L’apostolo Paolo nella prima Lettura, “ci fa vedere la fattura di questa festa” parlando di Gesù che ‘svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo e umiliando se stesso fino a morire in croce. “Con la sua vita – dice Francesco - Gesù ha pagato la festa. E io dico: ‘Non posso’ (...) Ci dia il Signore – conclude - la grazia di capire questo mistero di durezza di cuore, di ostinazione, di rifiuto e la grazia di piangere”.