聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 12 11 2018 alle 18,23

Udienza Generale 17 ottobre 2018

Non amare è il primo passo per uccidere

Se uccidere significa distruggere, sopprimere, eliminare qualcuno, allora non uccidere vorrà dire curare, valorizzare, includere e perdonare. Così Francesco soffermandosi sul Vangelo di Matteo in cui Gesù rivela un senso “più profondo” del comandamento “non uccidere”

 


Papa Francesco- Grazie a Gesù, morto e risorto per noi, possiamo accogliere il comandamento del Padre “non uccidere” come “l’appello più importante ed essenziale”, cioè “la chiamata all’amore”. Papa Francesco lo mette in risalto nell’udienza generale, in cui prosegue la catechesi sulla “Quinta Paola del Decalogo”. Il Pontefice si sofferma sul Vangelo di Matteo in cui Gesù rivela un senso “più profondo” del comandamento, che pure già esprime come “agli occhi di Dio” la vita umana sia “preziosa, sacra e inviolabile”, perché “nessuno può disprezzare la vita altrui o la propria”, in quanto l’uomo “porta in sé l’immagine di Dio ed è oggetto del suo amore infinito, qualunque sia la condizione in cui è stato chiamato all’esistenza”

Tante forme di omicidio

Cristo, spiega il Papa, estende il significato del “non uccidere” all’“ira contro un fratello”, equiparata ad una “forma di omicidio”, come anche l’insulto e il disprezzo.

Noi siamo abituati a insultare, è vero. E ci viene un insulto come se fosse un respiro. E Gesù ci dice: “Fermati, perché l’insulto fa male, uccide”. Il disprezzo. “Ma io… questa gente, questo lo disprezzo”. E questa è una forma per uccidere la dignità di una persona. E bello sarebbe che questo insegnamento di Gesù entrasse nella mente e nel cuore, e ognuno di noi dicesse: “Non insulterò mai nessuno”. Sarebbe un bel proposito, perché Gesù ci dice: “Guarda, se tu disprezzi, se tu insulti, se tu odi, questo è omicidio”. 

 

A Messa, atteggiamento di riconciliazione

Ebbene, nota Francesco, “nessun codice umano equipara atti così differenti assegnando loro lo stesso grado di giudizio”. Se ci si ricorda - dice - che un fratello è offeso nei nostri confronti, Gesù esorta ad “andare a cercarlo e riconciliarsi con lui”.

Anche noi, quando andiamo alla Messa, dovremmo avere questo atteggiamento di riconciliazione con le persone con le quali abbiamo avuto dei problemi. Anche se abbiamo pensato male di loro, li abbiamo insultati. Ma tante volte, mentre aspettiamo che venga il sacerdote a dire la Messa, si chiacchiera un po’ e si parla male degli altri. Ma questo non si può fare. Pensiamo alla gravità dell’insulto, del disprezza, dell’odio: Gesù li mette sulla linea dell’uccisione. 

L’indifferenza uccide

Il Papa riflette allora su cosa intenda dire davvero Gesù.

L’uomo ha una vita nobile, molto sensibile, e possiede un io recondito non meno importante del suo essere fisico. Infatti, per offendere l’innocenza di un bambino basta una frase inopportuna. Per ferire una donna può bastare un gesto di freddezza. Per spezzare il cuore di un giovane è sufficiente negargli la fiducia. Per annientare un uomo basta ignorarlo. L’indifferenza uccide. È come dire all’altra persona: “Tu sei un morto per me”, perché tu l’hai ucciso nel tuo cuore. Non amare è il primo passo per uccidere; e non uccidere è il primo passo per amare.

Custodi dei nostri fratelli

Riprendendo dalla Bibbia le parole di Caino, dopo che il Signore gli chiede dove sia suo fratello Abele, Francesco osserva come gli assassini siano soliti dire - proprio come il “primo omicida” - “non mi riguarda”, “sono fatti tuoi”. Il Pontefice ricorda quindi ai fedeli come si sia tutti “custodi dei nostri fratelli”.

Siamo custodi gli uni degli altri! E questa è la strada della vita, è la strada della non uccisione. La vita umana ha bisogno di amore. E qual è l’amore autentico? E’ quello che Cristo ci ha mostrato, cioè la misericordia. L’amore di cui non possiamo fare a meno è quello che perdona, che accoglie chi ci ha fatto del male. Nessuno di noi può sopravvivere senza misericordia, tutti abbiamo bisogno del perdono. Quindi, se uccidere significa distruggere, sopprimere, eliminare qualcuno, allora non uccidere vorrà dire curare, valorizzare, includere. E anche perdonare.

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Il bene da compiere ci rende noi stessi

Nessuno, prosegue il Papa, può illudersi pensando: “Sono a posto perché non faccio niente di male”.

Un minerale o una pianta hanno questo tipo di esistenza, invece un uomo no. Una persona - un uomo o una donna - no. A un uomo o a una donna è richiesto di più. C’è del bene da fare, preparato per ognuno di noi, ciascuno il suo, che ci rende noi stessi fino in fondo. “Non uccidere” è un appello all’amore e alla misericordia, è una chiamata a vivere secondo il Signore Gesù, che ha dato la vita per noi e per noi è risorto. 

Perseverare nonostante le persecuzioni

Esortando a fare sempre “del bene” e ad “andare oltre”, nei saluti finali Francesco ricorda tra le altre la delegazione del “Popolo della famiglia” presente in piazza e sottolinea inoltre come oggi ricorra la memoria liturgica di Sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire a Roma.

Impariamo da questo santo vescovo dell’antica Siria a testimoniare con coraggio la nostra fede. Per sua intercessione, il Signore dia a ciascuno di noi la forza della perseveranza, nonostante le avversità e le persecuzioni.