聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 12 11 2018 alle 17,33

Santa Marta 09 ottobre 2018

Il vero cristiano è innamorato del Signore

Marta e Maria protagoniste del Vangelo di oggi, ci insegnano come deve essere vissuta la vita del cristiano, "l'innamorato" del Signore. Francesco ne parla nell'omelia della Messa a Casa Santa Marta, invitando a riflettere sia sul modo in cui lavoriamo sia sul tempo che dedichiamo alla contemplazione

 


 

Papa Francesco- La parola chiave per non sbagliare nella vita nostra di cristiani è l'essere "innamorati" del Signore e da Lui prendere ispirazione per le nostre azioni. Così era Paolo, l'Apostolo che oggi descrive la propria vita nella Prima Lettera ai Galati. Un equilibrio dunque tra "contemplazione e servizio", due qualità ben illustrate dall'odierno Vangelo di Luca, incentrato sulle figure di Marta e Maria, sorelle di Lazzaro di Betania, nella cui casa Gesù è ospite.Cristiani indaffarati ma senza la pace del Signore

"Sono due sorelle che, con il loro modo di agire", spiega Francesco nell'omelia della Messa, "ci insegnano come deve andare avanti la vita del cristiano". " Maria ascoltava il Signore", mentre Marta era "distolta" perchè "occupata nei servizi". Ecco, Marta è una di quelle donne "forti", rimarca il Papa, è capace anche di rimproverare il Signore per non essere stato presente alla morte del fratello Lazzaro. Sa "farsi avanti", è coraggiosa dunque, osserva, ma priva di "contemplazione", incapace di "perdere il tempo guardando il Signore":

Ci sono tanti cristiani che vanno, sì, la domenica a Messa, ma poi sono indaffarati, sempre. Non hanno tempo né per i figli, neppure per giocare con i figli: è brutto, questo. “Ho tanto da fare, sono indaffarato …”. E alla fine diventano cultori di quella religione che è l’indaffaratismo: sono del gruppo degli indaffaratisti, che sempre stanno facendo … ma fermati, guarda il Signore, prendi il Vangelo, ascolta la Parola del Signore, apri il tuo cuore … No: sempre il linguaggio delle mani, sempre … E fanno del bene, ma non del bene cristiano: un bene umano. A questi manca la contemplazione. A Marta mancava quello.

 

La contemplazione non è dolce far niente

Al contrario, Maria: il suo - chiarisce Francesco - non è un "dolce far niente". Lei "guardava il Signore perché il Signore toccava il cuore e da lì, dall’ispirazione del Signore, è da dove viene il lavoro che si deve svolgere dopo". E' la regola di San Benedetto, "Ora et labora", che incarnano monaci e monache di clausura, i quali di certo - sottolinea il Papa - non "stanno tutta la giornata guardando il cielo. Pregano e lavorano". E soprattutto è quanto ha incarnato l'Apostolo Paolo, come sta scritto nella Prima Lettura di oggi: "quando Dio lo scelse" - fa notare Francesco - "non è andato a predicare" subito, ma se "n'è andato a pregare", "a contemplare il mistero di Gesù Cristo che gli era stato rivelato":

Ogni cosa che faceva Paolo la faceva con questo spirito di contemplazione, di guardare il Signore. Era il Signore che parlava dal suo cuore, perché Paolo era un innamorato del Signore. E questa è la parola-chiave per non sbagliare: innamorati. Noi, per sapere da quale parte stiamo, se esageriamo perché andiamo in una contemplazione troppo astratta, anche gnostica, o se siamo troppo indaffarati, dobbiamo farci la domanda: “Sono innamorato del Signore? Sono sicuro, sono sicura che Lui mi ha scelto, mi ha scelta? O vivo il mio cristianesimo così, facendo delle cose … sì, faccio questo, faccio, faccio ma guarda, il cuore? Contempla?”.

Lavoro come servizio

E' come quando un marito torna a casa dal lavoro e trova sua moglie ad accoglierlo: quella che è veramente innamorata non lo fa accomodare e poi continua a sbrigare le faccende di casa, ma "prende il tempo per stare con lui".  Ecco allora, anche noi prendiamo il tempo per il Signore al servizio degli altri:

Contemplazione e servizio: questa è la strada nostra della vita. Ognuno di noi pensi: quanto tempo al giorno do a contemplare il mistero di Gesù? E poi: come lavoro? Lavoro tanto che sembra un’alienazione, o lavoro coerente alla mia fede, lavoro come un servizio che viene dal Vangelo? Ci darà bene pensare questo.