聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 12 11 2018 alle 17,26

Santa Marta 05 ottobre 2018

Guai ai cristiani ipocriti, che lasciano Gesù in chiesa
Papa Francesco, nell’ omelia della Messa a Casa Santa Marta, invita a riflettere sull’ ipocrisia dei giusti, che vivono il cristianesimo “come un’abitudine sociale”, non portano Gesù nella vita quotidiana e così lo cacciano dal cuore. Se facciamo così “siamo cristiani, ma viviamo come pagani”
 
 
 


 
Papa Francesco

- Noi, che siamo nati in una società cristiana, rischiamo di  vivere il cristianesimo “come un’abitudine sociale”, formalmente, con “l’ipocrisia dei giusti”, che hanno “paura di lasciarsi amare”. E finita la Messa lasciamo Gesù in chiesa, “non torna con noi a casa”, nella vita quotidiana. Guai a noi, così cacciamo Gesù dal nostro cuore: “Siamo cristiani, ma viviamo come pagani”. Papa Francesco invita tutti ad un esame di coscienzanell’omelia della Messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, commentando il Vangelo di San Luca e il rimprovero di Gesù alla gente di Betsàida, Corazìn e Cafàrnao, che non hanno creduto in lui nonostante i miracoli. 

Gesù piange per chi non è capace di amare

Gesù “è addolorato per essere respinto”, spiega Francesco, mentre città pagane come Tiro e Sidone, vedendo i suoi miracoli “di sicuro avrebbero creduto”. E piange, “perché questa gente non era stata capace di amare”, mentre Lui “voleva arrivare a tutti i cuori, con un messaggio che non era un messaggio dittatoriale, ma era un messaggio d’amore”.

Noi, nati cristiani, che ci dimentichiamo di Gesù

Al posto degli abitanti delle tre città, mettiamo noi, mettiamo me, prosegue il Papa. “Io che ho ricevuto tanto dal Signore, sono nato in una società cristiana, ho conosciuto Gesù Cristo, ho conosciuto la salvezza”, sono stato educato alla fede. E con molta facilità mi dimentico di Gesù. Poi invece “sentiamo notizie di altra gente che subito ascolta l’annuncio di Gesù, si converte e lo segue”. Ma noi, commenta il Pontefice, siamo “abituati”.

E quest’abitudine ci fa male, perché riduciamo il Vangelo a un fatto sociale, sociologico, e non a un rapporto personale con Gesù. Gesù parla a me, parla a te, parla a ognuno di noi. La predica di Gesù è per ognuno di noi. Come mai quei pagani che, appena sentono la predica di Gesù, vanno con lui, e io che sono nato, sono nata, qui, in una società cristiana, mi abituo, e il cristianesimo è come fosse un’abitudine sociale, una veste che ho indosso e poi la lascio? E Gesù piange, su ognuno di noi quando noi viviamo il cristianesimo formalmente, non realmente.

L' ipocrisia dei giusti è paura di lasciarsi amare

Se facciamo così, chiarisce Papa Francesco, siamo un po’ ipocriti, con l’ipocrisia dei giusti.

C’è l’ipocrisia dei peccatori, ma l’ipocrisia dei giusti è la paura dell’amore di Gesù, la paura di lasciarsi amare. E in realtà, quando noi facciamo questo, cerchiamo di gestire noi il rapporto con Gesù. “Sì, io vado alla Messa ma tu fermati nella chiesa che io poi vado a casa”. 

“ E Gesù non torna con noi a casa: nella famiglia, nell’educazione dei figli, nella scuola, nel quartiere… ”

Facciamo finta di avere Gesù, ma lo abbiamo cacciato

Così Gesù rimane là in Chiesa, commenta amaro Francesco, “O rimane nel crocifisso o l’immaginetta”.

Oggi può essere per noi una giornata di esame di coscienza, con questo ritornello: “Guai a te, guai a te”, perché ti ho dato tanto, ho dato me stesso, ti ho scelto per essere cristiano, essere cristiana, e tu preferisci una vita a metà e metà, una vita superficiale: un po’ sì di cristianesimo e acqua benedetta ma niente di più. In realtà, quando si vive questa ipocrisia cristiana, quello che noi facciamo è cacciare via Gesù dal nostro cuore. Facciamo finta di averlo, ma lo abbiamo cacciato via. “Siamo cristiani, fieri di essere cristiani”, ma viviamo come pagani.

La preghiera: tu mi hai dato tanto, io sono ingrato

Ognuno di noi, conclude il Papa, pensi: “Sono Corazìn? Sono Betsàida? Sono Cafarnao?”. E se Gesù piange, chiedere la grazia di piangere anche noi. Con questa preghiera: “Signore, tu mi hai dato tanto. Il mio cuore è tanto duro che non ti lascia entrare. ho peccato di ingratitudine, sono un ingrato, sono una ingrata”. “E chiediamo allo Spirito Santo che ci spalanchi le porte del cuore, affinché Gesù possa entrare, affinché non solo udiamo Gesù”, ma ascoltiamo il suo messaggio di salvezza e “rendiamo grazie per tante cose buone che ha fatto per ognuno di noi”.