聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 01 10 2018 alle 19,34

Santa Marta, 21 settembre 2018

Ricordiamoci sempre da dove siamo stati scelti

La liturgia ci parla oggi della chiamata di Matteo, il pubblicano, scelto da Dio e costituito apostolo. E tre sono le parole che Papa Francesco sottolinea nella sua omelia alla messa mattutina a Casa Santa Marta: disegno di misericordia, scegliere, costituire

 


Papa Francesco-Matteo, il pubblicano era, dunque, un corrotto “perché per i soldi tradiva la patria. Un traditore del suo popolo: il peggio”.  Qualcuno può pensare, dice Francesco,  che Gesù “non ha buon senso per scegliere la gente”, perché oltre a Matteo ha scelto tanti altri prendendoli “dal posto più disprezzato”. Così la Samaritana e tanti altri peccatori e li ha costituiti apostoli. 

E poi, nella vita della Chiesa, tanti cristiani, tanti santi che sono stati scelti dal più basso … scelti dal più basso. Questa coscienza che noi cristiani dovremmo avere – da dove sono stato scelto, da dove sono stata scelta per essere cristiano – deve permanere per tutta la vita, rimanere lì e avere la memoria dei nostri peccati, la memoria che il Signore ha avuto misericordia dei miei peccati e mi ha scelto per essere cristiano, per essere apostolo.

Matteo non ha dimenticato le sue origini

Il Papa descrive poi la reazione di Matteo alla chiamata del Signore: non si vestì di lusso, osserva, non cominciò a dire agli altri: io sono il principe degli Apostoli, qui comando io. “No! Ha lavorato tutta la vita per il Vangelo”.

Quando l’Apostolo dimentica le sue origini e incomincia a fare carriera, si allontana dal Signore e diventa un funzionario; che fa tanto bene, forse, ma non è Apostolo. Sarà incapace di trasmettere Gesù; sarà un sistematore di piani pastorali, di tante cose; ma alla fine, un affarista. Un affarista del Regno di Dio, perché ha dimenticato da dove era stato scelto.

Per questo – prosegue Francesco - è importante la memoria delle nostre origini: “Questa memoria deve accompagnare la vita dell’Apostolo e di ogni cristiano”.

A noi manca la generosità, al Signore no

Invece di guardare a se stessi, però, noi siamo portati a guardare gli altri, i loro peccati e a sparlare di loro. Un’abitudine che fa star male. E’ meglio accusare se stessi, suggerisce il Papa, e ricordare da dove il Signore ci ha scelto, portandoci fin qui. Il Signore, dice Francesco, quando sceglie, sceglie per qualcosa di grande. “Essere cristiano è una cosa grande, bella. Siamo noi ad allontanarci e a voler rimanere a metà cammino”. A noi manca la generosità e negoziamo con il Signore, ma Lui ci aspetta.

Lo scandalo dei dottori della Legge

Alla chiamata, Matteo rinuncia al suo amore, ai soldi, per seguire Gesù. E, dice il Papa, ha invitato gli amici del suo gruppo a pranzare con lui per festeggiare il Maestro. Così a quella tavola sedeva “il peggio del peggio della società di quel tempo. E Gesù con loro”.

E i dottori della Legge si sono scandalizzati. Chiamarono i discepoli e dissero: “Ma come mai il tuo Maestro fa questo, con questa gente? Ma, diventa impuro!”: mangiare con un impuro ti contagia l’impurità, non sei puro. E Gesù prende la parola e dice questa terza parola: “Andate a imparare cosa vuol dire ‘misericordia io voglio, e non sacrifici’”. La misericordia di Dio cerca tutti, perdona tutti. Soltanto, ti chiede di dire: “Sì, aiutami”. Soltanto quello.

Il mistero della misericordia è il cuore di Dio

A quanti si scandalizzano, Gesù risponde che non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati e: “Misericordia voglio, e non sacrifici”. “Capire la misericordia del Signore –conclude Francesco - è un mistero; il mistero più grande, più bello, è il cuore di Dio. Se tu vuoi arrivare proprio al cuore di Dio, prendi la strada della misericordia, e lasciati trattare con misericordia”.