聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 10 09 2018 alle 16,57

Santa Marta, 06/09/2018

Il primo passo della conversione è accusare se stessi, non gli altri

Tutti “sappiamo di essere peccatori”, ma “non è facile” accusare se stessi di essere concretamente peccatori. “C’è gente che vive sparlando degli altri, accusando gli altri e mai pensa a se stesso e quando vado a confessarmi come mi confesso, come i pappagalli? ‘Bla, bla, bla… Ho fatto questo, questo…’. Ma il cuore ti tocca quello che hai fatto? Tante volte, no”.

 


Papa rancesco– Il primo passo della conversione è quello di accusare se stessi, e “un cristiano non sa accusare se stesso è quando è abituato ad accusare gli altri, a sparlare degli altri, a mettere il naso nella vita altrui. E’ ciò un brutto segnale”. L’ha detto oggi papa Francesco nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Casa Santa Marta, prendendo spunto dal passo del Vangelo di Luca (Lc 5,1-11) nel quale Gesù chiede a Pietro di poter salire sulla barca e, dopo aver predicato, lo invita a gettare le reti e avviene una pesca miracolosa.

L’episodio richiama alla mente l’altra pesca miracolosa, quella dopo la Risurrezione e in entrambi i casi, ha evidenziato il Papa, “c’è un’unzione di Pietro: prima come pescatore di uomini, poi come pastore. Gesù, poi, cambia il suo nome da Simone a Pietro e da ‘buon israelita’ Pietro sapeva che un cambio di nome significa un cambio di missione. Pietro ‘si sentiva orgoglioso perché davvero amava Gesù’ e questa pesca miracolosa rappresenta un passo avanti nella sua vita”.

Dopo aver visto che le reti quasi si rompevano per la grande quantità di pesci, si gettò infatti alle ginocchia di Gesù dicendogli: “Signore, allontanati da me perché sono un peccatore”. “Questo – ha sottolineato Francesco - è il primo passo decisivo di Pietro sulla strada di discepolato, di discepolo di Gesù, accusare se stesso: ‘Sono un peccatore’. Il primo passo di Pietro è questo e anche il primo passo di ognuno di noi, se vuole andare nella vita spirituale, nella vita di Gesù, servire Gesù, seguire Gesù, deve essere questo, accusare se stesso: senza accusare se stesso non si può camminare nella vita cristiana”.

C’è però un rischio. Tutti “sappiamo di essere peccatori”, ma “non è facile” accusare se stessi di essere concretamente peccatori. “Noi siamo tanto abituati a dire: ‘Sono un peccatore’ – ha rilevato il Papa -  ma nello stesso modo in cui diciamo: ‘io sono umano’ o ‘io sono cittadino italiano’”. Accusare se stessi è invece sentire la propria miseria: ‘sentirsi miserabili’, miseri, davanti al Signore. Si tratta di sentire vergogna. Ed è qualcosa che non si fa a parole ma con il cuore, cioè è un’esperienza concreta come quando Pietro dice a Gesù di allontanarsi da lui peccatore: ‘si sentiva un peccatore davvero’ e poi si sentì salvato. La salvezza che ‘ci porta Gesù’ ha bisogno di questa confessione sincera perché ‘non è una cosa cosmetica’, che ti cambia un po’ la faccia con ‘due pennellate’: trasforma ma, perché entri, bisogna farle posto con la confessione sincera dei propri peccati, così si sperimenta lo stupore di Pietro.

Il primo passo della conversione è quindi quello di accusare se stessi con vergogna e provare lo stupore di sentirsi salvati. “Dobbiamo convertirci”, “dobbiamo fare penitenza”, ha esortato il Papa invitando a riflettere sulla tentazione di accusare gli altri. “C’è gente che vive sparlando degli altri, accusando gli altri e mai pensa a se stesso e quando vado a confessarmi come mi confesso, come i pappagalli? ‘Bla, bla, bla… Ho fatto questo, questo…’. Ma il cuore ti tocca quello che hai fatto? Tante volte, no. Tu vai lì a fare la cosmetica, a truccarti un po’ per uscire bello. Ma non è entrato nel tuo cuore completamente, perché tu non hai lasciato posto, perché non sei stato capace di accusare te stesso”.

Il primo passo è dunque una grazia: quella che ognuno impari ad accusare se stesso e non gli altri. “Un segnale che una persona non sa, che un cristiano non sa accusare se stesso è quando è abituato ad accusare gli altri, a sparlare degli altri, a mettere il naso nella vita altrui. E’ ciò un brutto segnale. Io faccio questo? E’ una bella domanda per arrivare al cuore. Chiediamo oggi al Signore la grazia, la grazia di trovarci davanti a Lui con questo stupore che dà la sua presenza e la grazia di sentirci peccatori, ma concreti e dire come Pietro: ‘Allontanati da me perché sono un peccatore’”.