聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 28 06 2018 alle 02,06

Angelus, 24 giugno 2018

Genitori collaboratori di Dio in santuario della vita

Nella festa della Natività di Giovanni Battista, Francesco all’Angelus riflette sulla vita e parla degli stati d’animo della fede: gioia, senso di stupore, senso di sorpresa e gratitudine. Quindi saluta il Paraguay, dove ieri è stata proclamata Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato

 


Papa Francesco- In ogni persona umana “c’è l’impronta di Dio, sorgente della vita”. Lo ricorda il Papa all’Angelus nell’odierna domenica in cui si celebra la festa della Natività di Giovanni Battista Proprio ripercorrendo gli eventi legati al concepimento e alla nascita del Santo, Francesco riflette sul senso della vita e della fede, osservando come “nella generazione di un figlio i genitori agiscono come collaboratori di Dio”.

Una missione veramente sublime che fa di ogni famiglia un santuario della vita e risveglia – ogni nascita di un figlio – la gioia, lo stupore, la gratitudine.

Nascita, evento che illumina

Il Pontefice ricorda come la nascita di San Giovanni Battista sia “l’evento che illumina” la vita degli anziani genitori, Elisabetta e Zaccaria, che quasi non “l’aspettavano più”. L’uomo è addirittura incredulo “perché le leggi naturali non lo consentivano”, “erano anziani”, e “di conseguenza il Signore lo rese muto per tutto il tempo della gestazione”.

Ma Dio non dipende dalle nostre logiche e dalle nostre limitate capacità umane. Bisogna imparare a fidarsi e a tacere di fronte al mistero di Dio e a contemplare in umiltà e silenzio la sua opera, che si rivela nella storia e che tante volte supera la nostra immaginazione. 

Dio ha fatto grazia

Elisabetta, come ricorda il Vangelo di Luca, sceglie il nome, che significa “Dio ha fatto grazia”. Giovanni, infatti, come “dono gratuito e ormai inatteso”, è “araldo, testimone della grazia di Dio per i poveri che aspettano con umile fede la sua salvezza”. Zaccaria conferma “inaspettatamente” la scelta di quel nome, riacquistando la parola. D’altra parte, sottolinea Francesco, tutto l’avvenimento della nascita di Giovanni Battista è circondato “da un gioioso senso di stupore, di sorpresa e di gratitudine”.

Gioia, stupore, sorpresa e gratitudine

Il popolo fedele di Dio intuisce “che è accaduto qualcosa di grande, anche se umile e nascosto” ed “è capace di vivere la fede con gioia, con senso di stupore, di sorpresa e di gratitudine”. Il Papa invita a chiederci allora se la nostra sia una “fede gioiosa” o “sempre uguale”, “piana”, se ci facciamo prendere da un “senso dello stupore” vedendo le opere del Signore o sentendo parlare “dell’evangelizzazione o della vita di un Santo” o, ancora, vedendo “tanta gente buona”: l’esortazione è cioè a domandarci se sentiamo “la grazia dentro o niente si muove” nel nostro cuore, non ascoltando “le consolazioni dello Spirito”.

Domandiamoci, ognuno di noi, in un esame di coscienza: “Come è la mia fede? E’ gioiosa? E’ aperta alle sorprese di Dio, perché Dio è il Dio delle sorprese? Ho assaggiato nell’anima quel senso dello stupore che fa la presenza di Dio, quel senso di gratitudine?”. Pensiamo a queste parole, che sono stati d’animo della fede: gioia, senso di stupore, senso di sorpresa e gratitudine.

La Beatificazione della Chiquitunga

Subito dopo la recita della preghiera mariana, in una Piazza San Pietro gremita da 20 mila fedeli, Francesco ricorda come ieri ad Asunción, in Paraguay, sia stata proclamata Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato, al secolo Maria Felicia Guggiari Echeverría, familiarmente chiamata la “Chiquitunga”. Vissuta nella prima metà del ventesimo secolo, aderì “con entusiasmo” all’Azione Cattolica e si prese cura di anziani, malati e carcerati, consacrandosi al Signore. Morì a 34 anni, accettando “con serenità” la malattia.

La testimonianza di questa giovane Beata è un invito per tutti i giovani, specialmente quelli paraguaiani, a vivere la vita con generosità, mansuetudine e gioia. E salutiamo la Chiquitunga con un applauso, e tutto il popolo paraguaiano!