聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 30 04 2018 alle 20,59

Regina Coeli, 29/04/2018

La collaborazione in Corea porti ‘frutti di bene’ per il mondo intero

“Rimanere con il Signore per trovare il coraggio di uscire da noi stessi, dalle nostre comodità, dai nostri spazi ristretti e protetti, per inoltrarci nel mare aperto delle necessità degli altri e dare ampio respiro alla nostra testimonianza cristiana nel mondo”. “Il dinamismo della carità del credente non è frutto di strategie, non nasce da sollecitazioni esterne, da istanze sociali o ideologiche, ma dall’incontro con Gesù e dal rimanere in Gesù”.

 


Papa Francesco– Il Papa “accompagna” con la preghiera “l’esito positivo del Summit Inter-coreano” e chiede che collaborazione in Corea porti “frutti di bene” per il mondo intero. Francesco è tornato a esprimere la sua attenzione alla vicenda coreana al termine della preghiera del Regina Caeli, prima del quale ha sottolineato il rapporto tra il “rimanere” con Gesù e l’impegno per gli altri.

 “La Parola di Dio – ha detto alle 30mila persone presenti in piazza san Pietro - anche in questa quinta Domenica di Pasqua, continua a indicarci la strada e le condizioni per essere comunità del Signore Risorto. Domenica scorsa era messo in risalto il rapporto tra il credente e Gesù Buon Pastore. Oggi il Vangelo ci propone il momento in cui Gesù si presenta come la vera vite e ci invita a rimanere uniti a Lui per portare molto frutto (cfr Gv 15,1-8). La vite è una pianta che forma un tutt’uno con i tralci; e i tralci sono fecondi unicamente in quanto uniti alla vite. Questa relazione è il segreto della vita cristiana e l’evangelista Giovanni la esprime col verbo ‘rimanere’, che nel brano odierno è ripetuto sette volte”.

“Si tratta di rimanere con il Signore per trovare il coraggio di uscire da noi stessi, dalle nostre comodità, dai nostri spazi ristretti e protetti, per inoltrarci nel mare aperto delle necessità degli altri e dare ampio respiro alla nostra testimonianza cristiana nel mondo. Questo coraggio di uscire da sé nasce dalla fede nel Signore Risorto e dalla certezza che il suo Spirito accompagna la nostra storia. Uno dei frutti più maturi che scaturisce dalla comunione con Cristo è, infatti, l’impegno di carità verso il prossimo, amando i fratelli con abnegazione di sé, fino alle ultime conseguenze, come Gesù ci ha amato. Il dinamismo della carità del credente non è frutto di strategie, non nasce da sollecitazioni esterne, da istanze sociali o ideologiche, ma dall’incontro con Gesù e dal rimanere in Gesù. Egli per noi è la vite dalla quale assorbiamo la linfa, cioè la ‘vita’ per portare nella società un modo diverso di vivere e di spendersi, che mette al primo posto gli ultimi”.

“Quando si è intimi con il Signore, come sono intimi e uniti tra loro la vite e i tralci, si è capaci di portare frutti di vita nuova, di misericordia, di giustizia e di pace, derivanti dalla Risurrezione del Signore. È quanto hanno fatto i Santi, coloro che hanno vissuto in pienezza la vita cristiana e la testimonianza della carità, perché sono stati veri tralci della vite del Signore. Ma per essere santi «non è necessario essere vescovi, sacerdoti o religiosi. […] Tutti noi siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova» (Esort. ap. Gaudete et exsultate, 14). Tutti noi siamo chiamati a essere santi”.

“Ogni attività – il lavoro e il riposo, la vita familiare e sociale, l’esercizio delle responsabilità politiche, culturali ed economiche – ogni attività, se vissuta in unione con Gesù e con atteggiamento di amore e di servizio, è occasione per vivere in pienezza il Battesimo e la santità evangelica”.

E’ stato dopo la recita della preghiera mariana che il Papa ha dedicato un pensiero alla Corea. “Accompagno con la preghiera – le sue parole - l’esito positivo del Summit Inter-coreano di venerdì scorso e il coraggioso impegno assunto dai Leader delle due Parti a realizzare un percorso di dialogo sincero per una Penisola Coreana libera dalle armi nucleari. Prego il Signore perché le speranza di un futuro di pace e più fraterna amicizia non siano deluse, e perché la collaborazione possa proseguire portando frutti di bene per l’amato popolo coreano e per il mondo intero”.

Francesco ha infine annunciato che “dopodomani, 1° maggio, nel pomeriggio inizierò il Mese Mariano con un pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Divino Amore. Reciteremo il Rosario, pregando in particolare per la pace in Siria e nel mondo intero. Invito ad unirsi spiritualmente e a prolungare per tutto il mese di maggio la preghiera del Rosario per la pace”.