聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 26 04 2018 alle 18,49

Santa Marta, 26/04/2018

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Se siamo fedeli’, l’amore senza limiti e il servizio fanno crescere la Chiesa

Nell’Ultima Cena Gesù “fa due gesti che sono istituzioni”: “dà da mangiare il suo corpo e da bere il suo sangue”, cioè istituisce l’Eucaristia, e fa la lavanda dei piedi. “L’amore senza limiti. Senza questo, la Chiesa non va avanti, la Chiesa non respira”. Lavatevi i piedi gli uni agli altri, come io ho lavato a voi i piedi. Due nuovi comandamenti e un’avvertenza: “voi potete servire, ma inviati da me, mandati da me. Voi non siete più grandi di me”.

 


Papa Francesco– Nell’Ultima Cena, Gesù con l'Eucaristia ci insegna l’amore e con la lavanda dei piedi ci insegna il servizio, ma ci ricorda che l’inviato non è mai più grande di quello che lo ha mandato, del padrone. Queste tre cose sono il fondamento della Chiesa, ha detto papa Francesco nella messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, prendendo spunto dal passo del Vangelo di Giovanni (13,16-20) che riporta le parole di Gesù dopo la lavanda dei piedi.

E’, ha sottolineato il Papa, un discorso lungo e bello e, inoltre, Gesù “fa due gesti che sono istituzioni”, “sono il fondamento, per così dire, della sua dottrina”. Gesù “dà da mangiare il suo corpo e da bere il suo sangue”, cioè istituisce l’Eucaristia, e fa la lavanda dei piedi. “Da questi gesti nascono i due comandamenti che faranno crescere la Chiesa se noi siamo fedeli”.

Il primo è il comandamento dell’amore: non più solo “amare il prossimo come me stesso” ma un passo in più: “amare il prossimo come io vi ho amato”. “L’amore senza limiti. Senza questo, la Chiesa non va avanti, la Chiesa non respira”. “Senza l’amore, non cresce, si trasforma in una istituzione vuota, di apparenze, di gesti senza fecondità. Andare nel suo corpo: Gesù dice come noi dobbiamo amare, fino alla fine”.

Amatevi come io vi ho amato e poi il secondo nuovo comandamento, che nasce dalla lavanda dei piedi: “servite gli uni gli altri”. Lavatevi i piedi gli uni agli altri, come io ho lavato a voi i piedi. Due nuovi comandamenti e un’avvertenza: “voi potete servire, ma inviati da me, mandati da me. Voi non siete più grandi di me”. Gesù chiarisce infatti: “un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato”. Questa e l’umiltà semplice e vera, non “l’umiltà finta”. “La consapevolezza che Lui è più grande di tutti noi, e noi siamo servi, e non possiamo oltrepassare Gesù, non possiamo usare Gesù. Lui è il Signore, non noi. Questo è il testamento del Signore. Si dà da mangiare e bere, e ci dice: amatevi così. Lava i piedi, e ci dice: servitevi così, ma state attenti, un servo mai è più grande di quello che lo invia, del padrone. Sono parole e gesti contundenti: è il fondamento della Chiesa. Se noi andiamo avanti con queste tre cose, non sbaglieremo mai”.

I martiri e tanti santi, ha proseguito il Pontefice, sono andati avanti così: “con questa consapevolezza di essere servi”. E poi Gesù inserisce con un’altra avvertenza: “Io conosco quelli che ho scelto” e dice: “Ma so che uno di voi mi tradirà”. Per questo Papa Francesco ha consigliato a tutti, in un momento di silenzio, di lasciarsi guardare dal Signore: “È lasciare che lo sguardo di Gesù entri in me. Sentiremo tante cose: sentiremo amore, sentiremo forse nulla… saremo bloccati lì, sentiremo vergogna. Ma lasciare sempre che lo sguardo di Gesù venga. Lo stesso sguardo con il quale guardava a cena, quella sera, i suoi. Signore tu conosci, tu sai tutto”. Come Pietro a Tiberiade: “Tu conosci, tu sai tutto. Tu sai che ti amo, sai cosa c’è dentro il mio cuore”. Amore fino alla fine, è la conclusione, “e usiamo una parola un po’ militare ma che ci serve: subordinazione, cioè Lui è il più grande, io sono il servo, nessuno può passargli davanti”.