聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 13 04 2018 alle 11,46

Santa Marta, 12/04/2018

Oggi ci sono cristiani in carcere, sgozzati e impiccati per confessare Gesù.
 La testimonianza, insieme con obbedienza e concretezza furono mostrate dagli apostoli dopo la Risurrezione. I peccati, i compromessi, la paura ci fanno dimenticare” il primo incontro con Gesù, l’incontro che ci ha cambiato la vita. Eh, si ci porta un ricordo, ma un ricordo annacquato; ci fa diventare cristiani ma ‘all’acqua di rose’.

 


Papa Francesco– Ci sono più cristiani perseguitati oggi che nei primi secoli: “in carcere, sgozzati e impiccati per confessare Gesù”. E’ tornato a dirlo papa Francesco nella messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, parlando dell’obbedienza, testimonianza, concretezza mostrate dagli apostoli dopo la Pasqua.

I 50 giorni del tempo pasquale, ha evidenziato Francesco, sono stati per gli apostoli un “tempo di gioia” per la Risurrezione. Una gioia vera ma ancora dubbiosa, timorosa, che si chiede come andranno le cose,  mentre dopo, con la discesa dello Spirito Santo, la gioia diventa “coraggiosa”: prima “capivano perché vedevano il Signore, ma non capivano tutto”, erano contenti ma non riuscivano a capire. “E’ stato lo Spirito Santo a fargli capire tutto”.

Agli apostoli, ha ricordato il Papa, era stato proibito di predicare di annunciare Gesù eppure, dopo la liberazione dal carcere per mezzo di un angelo, tornano ad insegnare nel tempio. Come narra la Prima lettura di oggi tratta dagli Atti (At 5,27-33), vengono quindi portati davanti al sinedrio dove il sommo sacerdote ricorda di avergli proibito di insegnare nel nome di Gesù. “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”: è la risposta di Pietro. La parola “obbedienza” torna, poi, anche nel Vangelo odierno (Gv 3,31-36). E il Papa l’ha sottolineata perché “una vita di obbedienza” è quella che caratterizza gli apostoli che hanno ricevuto lo Spirito Santo. Obbedienza per seguire la strada di Gesù che “obbedì fino alla fine” come nell’Orto degli Ulivi. Obbedienza che consiste nel fare la volontà di Dio. L’obbedienza è il cammino che il Figlio “ci ha aperto”, dice Francesco, e il cristiano, quindi, “obbedisce a Dio”.

I sacerdoti, invece, che volevano comandare, hanno regolato il tutto, con una mancia: “la tangente è arrivata fino al Sepolcro”. Così risolve le cose il mondo, cioè “con cose mondane”. La prima è “il denaro”, il cui signore è il diavolo. Gesù stesso, infatti, dice che non si possono servire due signori.

La seconda caratteristica degli apostoli è “la testimonianza”. E “la testimonianza cristiana dà fastidio”. Un po’, ha spiegato, magari cerchiamo una via di compromesso “fra il mondo e noi”, ma “la testimonianza cristiana non conosce le vie di compromesso”. “Conosce la pazienza di accompagnare le persone che non condividono il nostro modo di pensare, la nostra fede, di tollerare, di accompagnare, ma mai di vendere la verità”. “Primo, obbedienza. Secondo, testimonianza, che dà tanto fastidio. E tutte le persecuzioni che ci sono, da quel momento fino ad oggi … Pensate ai cristiani perseguitati in Africa, in Medio Oriente … Ma ce ne sono di più che nei primi tempi oggi, in carcere, sgozzati, impiccati per confessare Gesù. Testimonianza fino alla fine”.

La concretezza degli apostoli è, poi, il terzo aspetto sul quale si è soffermato il Papa: parlavano di cose concrete, “non di “favole”. Quindi, come gli apostoli hanno visto e toccato,  “ognuno di noi ha toccato Gesù nella propria vita”. “Succede che tante volte i peccati, i compromessi, la paura ci fanno dimenticare questo primo incontro, dell’incontro che ci ha cambiato la vita. Eh, si ci porta un ricordo, ma un ricordo annacquato; ci fa diventare cristiani ma ‘all’acqua di rose’. Annacquati, superficiali. Chiedere sempre la grazia allo Spirito Santo della concretezza. Gesù è passato nella mia vita, per il mio cuore. Lo Spirito è entrato in me. Poi, forse, ho dimenticato ma, la grazia della memoria del primo incontro”.

Quindi, è tempo di chiedere la gioia pasquale. “Chiediamola gli uni per gli altri, ma quella gioia che viene dallo Spirito Santo, che dà lo Spirito Santo: la gioia dell’obbedienza pasquale, la gioia della testimonianza pasquale e la gioia della concretezza pasquale”.