聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 14 03 2018 alle 18,52

Santa Marta, 06/03/2018

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Dio ci perdona a patto che ci riconosciamo peccatori e perdoniamo gli altri

“Accusare se stessi è parte della saggezza cristiana; no, accusare gli altri, no …”. “Queste sono le due cose che ci aiuteranno a capire la strada del perdono: ‘Tu sei grande Signore, purtroppo ho peccato’ e ‘Sì, ti perdono, settanta volte sette, a patto che tu perdoni gli altri’ ”.

 


– Dio ci perdona a patto che ci riconosciamo peccatori e perdoniamo gli altri. L’ha detto papa Francesco nella messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, commentando la prima lettura tratta dal Libro del profeta Daniele, nel quale si racconta di Azaria che, gettato nella fornace ardente per  non aver rinnegato il Signore, non si lamenta con Dio del trattamento subito, non lo rimprovera rivendicando la sua fedeltà. Continua a professare la grandezza di Dio e va alla radice del male dicendo: “Tu ci hai salvati sempre, ma purtroppo abbiamo peccato”.  Accusa se stesso e il suo popolo. E Francesco afferma: “L’accusa di noi stessi è il primo passo verso il perdono”. “Accusare se stessi è parte della saggezza cristiana; no, accusare gli altri, no … Se stessi. Io ho peccato. E quando noi ci accostiamo al sacramento della penitenza avere questo in mente: Dio grande che ci ha dato tante cose e purtroppo io ho peccato, io ho offeso il Signore e chiedo salvezza”.

Il Papa ha poi raccontato l’aneddoto di una signora che nel confessionale riferiva a lungo dei peccati della suocera, cercando di giustificarsi, fino a che il sacerdote le ha detto: “Va bene, adesso confessi i suoi peccati”. “E questo piace al Signore, perché il Signore riceve il cuore contrito, perché, come di Azaria: ‘Non c’è delusione per coloro che confidano in Te’,  il cuore contrito che dice la verità al Signore: ‘Io ho fatto questo, Signore. Ho peccato contro di Te’. Il Signore gli tappa la bocca, come il papà al figliol prodigo; non lo lascia parlare. Il suo amore lo copre. Perdona tutto”.

Francesco invita a non aver vergogna di dire i propri peccati perché è il Signore che ci giustifica perdonandoci non una volta, ma sempre. Ad una condizione, però: “Il perdono di Dio viene forte in noi a patto che noi perdoniamo gli altri. E non è facile questo, perché il rancore mette il nido nel nostro cuore e sempre c’è quella amarezza. Tante volte portiamo con noi l’elenco delle cose mi hanno fatto: ‘E questo mi ha fatto quello, mi ha fatto quello, mi ha fatto questo, …’”.

“Queste – ha concluso - sono le due cose che ci aiuteranno a capire la strada del perdono: ‘Tu sei grande Signore, purtroppo ho peccato’ e ‘Sì, ti perdono, settanta volte sette, a patto che tu perdoni gli altri’ ”.