聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 14 03 2018 alle 18,47

Santa Marta, 05/03/2018

In Quaresima, la Chiesa fa riflettere sulla conversione del pensiero e delle opere

La religione e la fede non sono “uno spettacolo”. “Fare opere nuove, opere con lo stile cristiano, quello stile che viene dalle Beatitudini”. Si può recitare “tutto il Credo, anche tutti i dogmi della Chiesa”, ma se non lo si fa “con lo spirito cristiano”, non serve a “nulla”.

 

 


– La religione e la fede non sono “uno spettacolo” e in Quaresima, la Chiesa ci fa riflettere sulla conversione del pensiero, dello stile di esso, oltre che sulla conversione delle opere e dei sentimenti.  L’ha detto papa Francesco nella messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, commentando la Prima lettura dedicata a Naamàn il Siro e il Vangelo di Luca in cui Gesù spiega che nessun profeta è bene accetto in patria.

“La Chiesa – ha affermato Francesco - ci dice che le nostre opere devono convertirsi, e ci parla del digiuno, dell’elemosina, della penitenza: è una conversione delle opere. Fare opere nuove, opere con lo stile cristiano, quello stile che viene dalle Beatitudini, in Matteo 25: fare questo. Anche la Chiesa ci parla della conversione dei sentimenti: anche i sentimenti devono convertirsi. Pensiamo per esempio alla Parabola del Buon Samaritano: convertirsi alla compassione. Sentimenti cristiani. Conversione delle opere; conversione dei sentimenti; ma, oggi, ci parla della ‘conversione del pensiero’: non di quello che pensiamo, ma anche di come pensiamo, dello stile di pensiero. Io penso con uno stile cristiano o con uno stile pagano? Questo è il messaggio che oggi la Chiesa ci dà”.

A proposito dell’episodio di Naamàn il Siro, malato di lebbra, il Papa ricorda che “va da Elisèo per essere guarito” e si sente consigliare di bagnarsi sette volte nel Giordano. Pensa invece che i fiumi di Damasco siano migliori delle acque d’Israele, “si arrabbia, si sdegna e vuol tornare senza farlo”, perché, ha ricordato Francesco,  “quest’uomo aspettava lo spettacolo”. Ma lo stile di Dio è un altro: “guarisce in un altro modo”.

Lo stesso, ha aggiunto, accade con Gesù che torna a Nazareth e va alla Sinagoga. Inizialmente “la gente lo guardava”, “era stupita”, “era contenta”. “Ma mai manca un chiacchierone, che ha cominciato a dire: ‘Ma questo, questo è il figlio del falegname. Cosa ci insegna? In quale università ha studiato questo?’. ‘Sì! È il figlio di Giuseppe’. Incominciarono a incrociarsi le opinioni; e cambia l’atteggiamento della gente, e vogliono ucciderlo. Dall’ammirazione, dallo stupore, alla voglia di ucciderlo. Anche questi volevano lo spettacolo. ‘Ma, che faccia dei miracoli, quello che dicono che ha fatto nella Galilea, e noi crederemo’. E Gesù spiega: ‘In verità io vi dico: Nessun profeta è ben accetto nella sua patria’. Perché noi facciamo resistenza a dire che qualcuno di noi può correggerci. Deve venire uno con lo spettacolo, a correggerci. E la religione non è uno spettacolo. La fede non è uno spettacolo: è la Parola di Dio e lo Spirito Santo che agisce nei cuori”.

La Chiesa, ha detto ancora il Papa, ci invita dunque a cambiare il modo di pensare, lo stile di pensare. Si può recitare “tutto il Credo, anche tutti i dogmi della Chiesa”, ma se non lo si fa “con lo spirito cristiano”, non serve a “nulla”. “La conversione del pensiero. Non è abituale che noi pensiamo in questo modo. Non è abituale. Anche il modo di pensare, il modo di credere, va convertito. Possiamo fare la domanda: ‘Con quale spirito io penso? Con lo spirito del Signore o con lo spirito proprio, lo spirito della comunità alla quale appartengo o del gruppetto o della classe sociale alla quale appartengo, o del partito politico al quale appartengo? Con quale spirito io penso?’ E cercare se io penso davvero con lo spirito di Dio. E chiedere la grazia di discernere quando penso con lo spirito del mondo, e quando penso con lo spirito di Dio. E chiedere la grazia della conversione del pensiero”.