聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 30 01 2018 alle 09,31

Discorso - Giornata mondiale della memoria, 29/01/2018

Responsabilità e memoria comune contro l’indifferenza e l’anti-semitismo

A due giorni dalla Giornata mondiale della memoria, papa Francesco incontra i partecipanti alla Conferenza Internazionale sulla responsabilità degli Stati, delle Istituzioni e degli Individui nella lotta all’anti-Semitismo e ai crimini connessi all’odio antisemitico. Presenti anche rappresentanti delle Comunità ebraiche italiane.  A Caino “non gli importa del fratello: ecco la radice perversa, radice di morte che produce disperazione e silenzio”.  “Abbiamo bisogno di una memoria comune, viva e fiduciosa, che non rimanga imprigionata nel risentimento”. L’informazione e la formazione dei giovani.


Papa Francesco- “Aiutiamoci a vicenda a far fermentare una cultura della responsabilità, della memoria e della prossimità, e a stabilire un’alleanza contro l’indifferenza, contro ogni indifferenza”: è la strada tracciata da papa Francesco per la lotta all’anti-Semitismo, a due giorni dalla Giornata mondiale della Memoria, in cui si ricorda le vittime dell’Olocausto.

Il papa si è incontrato in udienza con i partecipanti alla Conferenza Internazionale sulla responsabilità degli Stati, delle Istituzioni e degli Individui nella lotta all’anti-Semitismo e ai crimini connessi all’odio antisemitico, che si tiene oggi a Roma. La Conferenza è organizzata in cooperazione con diversi organismo internazionali e con l’Unione delle Comunità ebraiche italiane e la Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea.

Nel suo breve discorso, il pontefice ha sottolineato anzitutto la responsabilità: “Essere responsabili significa essere capaci di rispondere. Non è solo questione di analizzare le cause della violenza e di rifiutarne le logiche perverse, ma di essere pronti e attivi nel rispondervi. Pertanto, il nemico contro cui lottare non è soltanto l’odio, in tutte le sue forme ma, ancor più alla radice, l’indifferenza; perché è l’indifferenza che paralizza e impedisce di fare quel che è giusto anche quando si sa che è giusto”.

Citando “l’indifferenza” di Caino per la sorte di Abele (Genesi 4,9), il papa precisa: “Non gli importa del fratello: ecco la radice perversa, radice di morte che produce disperazione e silenzio. Ricordo questo silenzio assordante, che percepii nella mia visita ad Auschwitz-Birkenau: un silenzio inquietante, che lascia spazio solo alle lacrime, alla preghiera e alla richiesta di perdono”.

Dal Deuteronomio (8,2), egli trae lo spunto sul valore della memoria: “Ricordati, cioè “torna indietro col cuore”: fai memoria non solo con la mente, ma dal profondo dell’animo, con tutto te stesso. E non fare memoria soltanto di ciò che piace, ma «di tutto il cammino»… Ci occorre questa memoria, questa capacità di coinvolgerci insieme nel ricordare. La memoria è la chiave di accesso al futuro, ed è nostra responsabilità consegnarla degnamente alle giovani generazioni”. Il papa cita i documenti del Concilio Vaticano II (Nostra Aetate, sul rapporto fra cristiani ed ebrei) e la Lettera di Giovanni Paolo II che introduce il documento “Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah”. “Per costruire la nostra storia – aggiunge - che sarà insieme o non sarà, abbiamo bisogno di una memoria comune, viva e fiduciosa, che non rimanga imprigionata nel risentimento ma, pur attraversata dalla notte del dolore, si dischiuda alla speranza di un’alba nuova. La Chiesa desidera tendere la mano. Desidera ricordare e camminare insieme”.

“Saranno certamente di aiuto – ha concluso - le potenzialità dell’informazione, ma ancora più importante sarà la formazione. È urgente educare le giovani generazioni a coinvolgersi attivamente nella lotta contro gli odi e le discriminazioni, ma anche nel superare le contrapposizioni del passato e a non stancarsi mai di cercare l’altro”.