聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 28 01 2018 alle 23,18

ANGELUS, 01/28/2018

Fino a quando il popolo afghano dovrà sopportare questa disumana violenza?

All’Angelus papa Francesco lancia un appello per l’Afghanistan colpito in questi giorni da attentati terroristi. Ricordata la Giornata mondiale dei malati di lebbra. Due ragazzi dell’Azione cattolica leggono il Messaggio della pace. “Gesù è il nostro Maestro, potente in parole e opere”.

 


 Papa Francesco-“Fino a quando il popolo afghano dovrà sopportare questa disumana violenza?”: è la domanda di papa Francesco ha posto oggi dopo la recita dell’Angelus con i pellegrini in piazza san Pietro, ricordando l’attentato terrorista avvenuto ieri a Kabul, quando un’ambulanza riempita di esplosivo è scoppiata nella zona centrale della città, facendo più di 100 morti e oltre 150 feriti. Il pontefice ha accennato anche ad altri attentati avvenuti in questi giorni, in particolare quello che ha colpito l’hotel Intercontinental della capitale. “Preghiamo in silenzio – ha aggiunto il papa - per tutte le vittime e per le loro famiglie; e preghiamo per quanti, in quel Paese, continuano a lavorare per costruire la pace”.

In precedenza, Francesco ha introdotto la preghiera mariana con una riflessione sul vangelo della messa di oggi (4° domenica per anno, B, Marco 1,21-28), in cui Gesù nella sinagoga di Cafarnao si mostra come “profeta potente in parole e in opere”, predicando “con autorità” e cacciando lo spirito immondo da un indemoniato.

“La potenza di Gesù – ha continuato - conferma l’autorevolezza del suo insegnamento. Egli non pronuncia solo parole, ma agisce. Così manifesta il progetto di Dio con le parole e con la potenza delle opere. Nel Vangelo, infatti, vediamo che Gesù, nella sua missione terrena, rivela l’amore di Dio sia con la predicazione sia con innumerevoli gesti di attenzione e soccorso ai malati, ai bisognosi, ai bambini, ai peccatori.

Il brano evangelico di oggi ci mostra che Gesù è il nostro Maestro, potente in parole e opere. Gesù ci comunica tutta la luce che illumina le strade, a volte buie, della nostra esistenza; ci comunica anche la forza necessaria per superare le difficoltà, le prove, le tentazioni. Pensiamo a quale grande grazia è per noi aver conosciuto questo Dio così potente e così buono! Un maestro e un amico, che ci indica la strada e si prende cura di noi, specialmente quando siamo nel bisogno”.

“La Vergine Maria – ha concluso -  donna dell’ascolto, ci aiuti a fare silenzio attorno e dentro di noi, per ascoltare, nel frastuono dei messaggi del mondo, la parola più autorevole che ci sia: quella del suo Figlio Gesù, che annuncia il senso della nostra esistenza e ci libera da ogni schiavitù, anche da quella del Maligno”.

Dopo l’Angelus e dopo l’appello per l’Afghanistan, Francesco ha ricordato che oggi si celebra la Giornata mondiale dei malati di lebbra. “Questa malattia – ha detto - purtroppo colpisce ancora soprattutto le persone più disagiate e più povere. A questi fratelli e sorelle assicuriamo la nostra vicinanza e solidarietà; e preghiamo anche per coloro che li assistono e si adoperano per il loro reinserimento nella società”.

Prima di concludere, il papa ha salutato le migliaia di ragazzi e le ragazze dell’Azione Cattolica della diocesi di Roma, che hanno terminato l’iniziativa della “Carovana della Pace”. “Non stancatevi – ha detto loro - di essere strumenti di pace e di gioia tra i vostri coetanei!”.

Dopo ciò, il pontefice ha lasciato lo spazio al microfono a due ragazzi che hanno letto il loro Messaggio di pace. Durante questo mese i ragazzi hanno raccolto fondi per i bambini disabili rifugiati dell’Iraq.

Il papa ha concluso: “Ora, ognuno di noi, nel suo cuore prega per la pace. E insieme “alle nostre preghiere per la pace, saliranno al cielo i palloncini!”. E dalla piazza sono stati liberati centinaia di palloncini multicolori.