聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 26 12 2017 alle 17,32

ANGELUS, S.Stefano, 26/12/2017

Santo Stefano, il messaggio di Gesù è scomodo e ci scomoda

All’Angelus, papa Francesco spiega il legame “molto forte” fra la festa del primo martire e il Natale.  Il messaggio di Gesù “sfida il potere religioso mondano e provoca le coscienze”. Le parole di perdono di Stefano ai suoi persecutori, “espressioni umanamente impensabili”, “possibili soltanto perché il Figlio di Dio è venuto sulla terra ed è morto e risorto per noi”.

 


Papa Francesco– “Il messaggio di Gesù è scomodo e ci scomoda, perché sfida il potere religioso mondano e provoca le coscienze”: così papa Francesco ha commentato il significato della festa di oggi, santo Stefano, primo martire cristiano, che si celebra il giorno dopo il Natale. Fra le due ricorrenze, ha detto il papa, c’è “un legame… e molto forte”.

“Santo Stefano mise in crisi i capi del suo popolo, perché, «pieno di fede e di Spirito Santo» (At 6,5), credeva fermamente e professava la nuova presenza di Dio tra gli uomini; sapeva che il vero tempio di Dio è ormai Gesù, Verbo eterno venuto ad abitare in mezzo a noi, fattosi in tutto come noi, tranne che nel peccato. Ma Stefano viene accusato di predicare la distruzione del tempio di Gerusalemme. L’accusa che rivolgono contro di lui è di aver affermato che «Gesù, questo Nazareno, distruggerà questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato» (At 6,14)”.

“In effetti, il messaggio di Gesù è scomodo e ci scomoda, perché sfida il potere religioso mondano e provoca le coscienze. Dopo la sua venuta, è necessario convertirsi, cambiare mentalità, rinunciare a pensare come prima, cambiare. Stefano è rimasto ancorato al messaggio di Gesù fino alla morte. Le sue ultime preghiere: «Signore Gesù, accogli il mio spirito» e «Signore, non imputare loro questo peccato» (At 7,59-60) sono eco fedele di quelle pronunciate da Gesù sulla croce: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46) e «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (v. 34). Quelle parole di Stefano sono state possibili soltanto perché il Figlio di Dio è venuto sulla terra ed è morto e risorto per noi; prima di questi eventi erano espressioni umanamente impensabili”.

“Stefano supplica Gesù di accogliere il suo spirito. Cristo risorto, infatti, è il Signore, ed è l’unico mediatore tra Dio e gli uomini, non soltanto nell’ora della nostra morte, ma anche in ogni istante della vita: senza di Lui non possiamo fare nulla (cfr Gv 15,5). Pertanto anche noi, davanti a Gesù Bambino nel presepio, possiamo pregarlo così: ‘Signore Gesù, ti affidiamo il nostro spirito, accoglilo’, perché la nostra esistenza sia davvero una vita buona secondo il Vangelo.

Gesù è il nostro mediatore e ci riconcilia non soltanto con il Padre, ma anche tra di noi. Egli è la fonte dell’amore, che ci apre alla comunione con i fratelli, rimuovendo ogni conflitto e risentimento. Sappiamo che cosa brutta sono i risentimenti. Fanno male e ci fanno male. E Gesù cambia questi risentimenti".

“A Maria, Madre del Redentore e Regina dei martiri – ha concluso - eleviamo con fiducia la nostra preghiera, perché ci aiuti ad accogliere Gesù come Signore della nostra vita e a diventare suoi coraggiosi testimoni, pronti a pagare di persona il prezzo della fedeltà al Vangelo”.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ha rinnovato gli auguri natalizi ai presenti: “Siano questi, per voi e per i vostri familiari, giorni in cui gustare la bellezza di stare insieme sentendo che Gesù è in mezzo a noi”.