聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 17 12 2017 alle 22,18

ANGELUS, 17/12/2017

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Avvento, la domenica della gioia. Appello e preghiera per sei suore rapite in Nigeria

All’Angelus, papa Francesco prega per le suore e tutti i rapiti: “possano, in occasione del Natale, ritornare finalmente alle loro case”. Attendere il Signore che viene con Una “gioia costante”, una “preghiera perseverante”, un “continuo rendimento di grazie”. Ai bambini degli oratori romani, per la benedizione dei “Bambinelli”: “Se togliamo Gesù, che cosa rimane del Natale? Una festa vuota”. Gli auguri di buon compleanno a papa Francesco.

 


Papa Francesco– Una “gioia costante”, una “preghiera perseverante”, un “continuo rendimento di grazie” sono lo “spirito” con cui vivere il tempo dell’Avvento. È quanto sottolineato da papa Francesco oggi prima della preghiera dell’Angelus insieme ai pellegrini in piazza san Pietro. Dopo la preghiera mariana, il pontefice ha lanciato un appello per la liberazione di sei suore del Cuore Eucaristico di Cristo, rapite circa un mese fa dal loro convento a Iguoriakhi (Nigeria). “Prego con insistenza per loro – ha detto - e per tutte le altre persone che si trovano in questa dolorosa condizione: possano, in occasione del Natale, ritornare finalmente alle loro case”. Il pontefice ha poi invitato a pregare insieme un’Ave Maria per tutti i rapiti.

In precedenza il papa ha spiegato il senso della celebrazione di oggi, la terza di Avvento, detta “domenica della gioia”, richiamandosi alle parole di san Paolo nella lettura di oggi (1 Tessalonicesi 5, 16- 24) che “ci invita a preparare la venuta del Signore assumendo tre atteggiamenti: la gioia costante, la preghiera perseverante e il continuo rendimento di grazie”.

Il primo atteggiamento significa “rimanere sempre nella gioia, anche quando le cose non vanno secondo i nostri desideri. Le angosce, le difficoltà e le sofferenze attraversano la vita di ciascuno, e tante volte la realtà che ci circonda sembra essere inospitale e arida, simile al deserto nel quale risuonava la voce di Giovanni Battista, come ricorda il Vangelo di oggi (cfr Gv 1,23). Ma proprio le parole del Battista rivelano che la nostra gioia poggia sulla certezza che questo deserto è abitato: «In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete» (v. 26). Si tratta di Gesù, l’inviato del Padre che viene, come sottolinea Isaia, «a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore» (61,1-2)”.

Il secondo atteggiamento, la “preghiera perseverante”, sottolinea che “per mezzo della preghiera possiamo entrare in una relazione stabile con Dio, che è la fonte della vera gioia. La gioia del cristiano non si compra, viene dalla fede e dall’incontro con Gesù Cristo, ragione della nostra felicità. Quanto più siamo radicati in Cristo, quanto più siamo vicini a Gesù, tanto più ritroviamo la serenità interiore, pur in mezzo alle contraddizioni quotidiane. Per questo il cristiano, avendo incontrato Gesù, non può essere un profeta di sventura, ma un testimone e un araldo di gioia. Una gioia da condividere con gli altri; una gioia contagiosa che rende meno faticoso il cammino della vita”.

Il terzo atteggiamento, il “continuo rendimento di grazie”, è “l’amore riconoscente nei confronti di Dio. Egli infatti è molto generoso con noi, e noi siamo invitati a riconoscere sempre i suoi benefici, il suo amore misericordioso, la sua pazienza e bontà, vivendo così in un incessante ringraziamento”.

“Gioia, preghiera e gratitudine – ha concluso - sono tre atteggiamenti che ci preparano a vivere il Natale in modo autentico. In questo ultimo tratto del tempo di Avvento, ci affidiamo alla materna intercessione della Vergine Maria. Lei è ‘causa della nostra gioia’, non solo perché ha generato Gesù, ma perché ci rimanda continuamente a Lui”.

Dopo la preghiera mariana e l’appello per le suore rapite, Francesco ha salutato i bambini degli oratori romani, venuti in piazza per la benedizione dei “Bambinelli”, le statuette del bambino Gesù che saranno poste nel presepio. “Cari bambini – ha detto il papa - vi ringrazio della vostra presenza gioiosa e vi auguro buon Natale! Quando pregherete a casa, davanti al presepe con i vostri familiari, lasciatevi attirare dalla tenerezza di Gesù Bambino, nato povero e fragile in mezzo a noi, per darci il suo amore. Questo è il vero Natale. Se togliamo Gesù, che cosa rimane del Natale? Una festa vuota. Gesù è il centro del Natale”.

Fra i tanti cartelli esposti in piazza ve n’erano anche alcuni che auguravano buon compleanno a papa Francesco, che oggi compie 81 anni.