聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 24 11 2017 alle 11,21

Santa Marta, 23/11/2017

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Le donne difendono dalle colonizzazioni ideologiche che indottrinano i giovani

Le dittature vecchie e nuove tolgono la libertà e anche la memoria per imporre un sistema educativo. Sono loro, le mamme e le donne, le custodi della memoria, del dialetto, "capaci di difendere la storia di un popolo" e di "trasmettere la fede" che poi "i teologi spiegheranno".

 


Papa Francesco– Le donne, che sono capaci di conservare la memoria e la fede, sono la difesa contro le colonizzazioni culturali e ideologiche che in tutti i tempi cercano di togliere la libertà, cancellare la memoria, indottrinare i giovani. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, commentando le Letture della settimana, che narrano la persecuzione del re Antioco Epifane contro i Maccabei, fedeli alla legge dei padri.

Ciò che è successo allora al popolo di Dio, ha affermato Francesco, "accade ogni volta che sorge nella Terra una nuova dittatura culturale o ideologica che è una colonizzazione". "Pensate – ha aggiunto - a quello che hanno fatto le dittature del secolo scorso in Europa” e alle “scuole di indottrinamento” che ne sono nate. “Si toglie la libertà, si decostruisce la storia, la memoria del popolo e si impone un sistema educativo ai giovani. Tutte: tutte fanno così. Anche con i guanti bianchi, alcune: che so, un Paese, una nazione chiede un prestito, 'no, ma io ti do, ma tu, nelle scuole, devi insegnare questo, questo, questo', e ti indicano i libri; libri che cancellano tutto quello che Dio ha creato e come lo ha creato. Cancellano le differenze, cancellano la storia: da oggi si incomincia a pensare così. Chi non pensa così, anche, chi non pensa così, va lasciato da parte, anche perseguitato”.

Così è successo anche in Europa, dove ”quelli che si opponevano alle dittature genocide, erano perseguitati”, erano minacciati, privati della libertà cosa che corrisponde ad “un’altra forma di tortura”. E con la libertà, le colonizzazioni ideologiche e culturali tolgono anche la memoria, riducendola a “favole”, a “bugie, “cose di vecchi”. Ricordando quindi la figura della madre dei Maccabei che esorta i figli a tener duro di fronte al martirio, il Papa ha sottolineato il ruolo unico della donna nella custodia della memoria e delle radici storiche. “Custodire la memoria: la memoria della salvezza, la memoria del popolo di Dio, quella memoria che faceva forte la fede di questo popolo perseguitato da questa colonizzazione ideologico-culturale. La memoria è quella che ci aiuta a vincere ogni sistema educativo perverso. Ricordare. Ricordare i valori, ricordare la Storia, ricordare le cose che abbiamo imparato. E poi, la mamma. La mamma che parlava due volte – dice il testo – 'nella lingua dei padri': parlava in dialetto. E non c’è alcuna colonizzazione culturale che possa vincere il dialetto”.

La “tenerezza femminile” e il “coraggio virile” della madre dei Maccabei che si fa forte delle radici della lingua dei padri nella difesa dei suoi figli e del Popolo di Dio, fa pensare, ha commentato il Papa, che “soltanto la forza delle donne è capace di resistere a una colonizzazione culturale”. Sono loro, le mamme e le donne, le custodi della memoria, del dialetto, "capaci di difendere la storia di un popolo" e di "trasmettere la fede" che poi "i teologi spiegheranno". "Il popolo di Dio è andato avanti per la forza di tante donne brave, che hanno saputo dare ai figli la fede, e solo loro – le mamme – sanno trasmettere la fede in dialetto. Che il Signore ci dia sempre la grazia, nella Chiesa, di avere memoria, di non dimenticare il dialetto dei padri e di avere donne coraggiose".