聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 24 11 2017 alle 11,00

Santa Marta, 21/11/2017

Contro la colonizzazione culturale e ideologica, la medicina è il martirio

Alla messa nella casa santa Marta, papa Francesco mette in guardia da ciò che viene spacciato come “novità” e che invece distrugge tradizioni, storia, religione di un popolo. Il martire Eleazaro si fa “radice” per i giovani e per il futuro del suo popolo.
 


Papa Francesco– Contro “le colonizzazioni ideologiche e culturali” che “fare tutti uguali e cancellare le differenze”, “c’è una medicina: la testimonianza, cioè il martirio”. È quanto ha sottolineato papa Francesco nella messa celebrata nella casa santa Marta stamane, commentando le letture della messa di oggi, che ricorda il martirio di Eleazaro nel Libro dei Maccabei (6,18-31).

Il papa ha fatto anzitutto notare che accanto alle persecuzioni “religiose” o “politiche” vi sono le persecuzioni “culturali”, come quella narrata nel testo biblico a proposito di Antioco Epifane che introduce nella terra del popolo ebraico “le istituzioni pagane delle nazioni”. E’ “una nuova cultura che vuole fare tutto nuovo e fa piazza pulita delle tradizioni, della storia, anche della religione di un popolo”. La persecuzione nata da una colonizzazione ideologica va avanti sempre così: distrugge, “fa tutto uguale, non è capace di tollerare le differenze”.

Ma per difendere le “vere tradizioni” del popolo, nascono alcune resistenze, come quella di Eleazaro, uomo dignitoso, molto rispettato, e proprio il Libro dei Maccabei racconta la storia di questi martiri, di questi eroi.

Il pontefice continua a spiegare: “Questo è il cammino delle colonizzazioni culturali che finiscono per perseguitare anche i credenti. Ma non dobbiamo andare troppo lontano per vedere alcuni esempi: pensiamo ai genocidi del secolo scorso, che era una cosa culturale, nuova: ‘Tutti uguali e questi che non hanno il sangue puro fuori e questi’… Tutti uguali, non c’è posto per le differenze, non c’è posto per gli altri, non c’è posto per Dio. È la radice perversa. Davanti a queste colonizzazioni culturali che nascono dalla perversità di una radice ideologica, Eleazaro, lui stesso, si fa radice”.

Eleazaro muore pensando ai giovani, lasciando loro un nobile esempio, “dà la vita, per amore a Dio e alla legge e si fa radice per il futuro”. Quindi, davanti a quella radice perversa che produce questa colonizzazione ideologica e culturale, “c’è quest’altra radice che dà la vita per far crescere il futuro”.

Eleazaro dà la testimonianza della vita pensando all’eredità che darà con il suo esempio: “Io vivo così. Sì, dialogo con quelli che pensano altrimenti ma la mia testimonianza è così, secondo la legge di Dio”. Eleazaro non pensa a lasciare del denaro o altro ma pensa al futuro, “all’eredità della propria testimonianza”, a quella testimonianza che sarebbe stata “per i giovani una promessa di fecondità”.

Ciò che era giunto con Antioco Epifane – spiega Francesco -  era una “novità”, ma “bisogna discernere le novità. Questa novità è del Signore, viene dallo Spirito Santo, viene dalla radice di Dio o questa novità viene da una radice perversa? Ma, prima, sì, era peccato non si poteva uccidere i bambini; ma oggi si può, non c’è tanto problema, è una novità perversa. Ieri, le differenze erano chiare, come ha fatto Dio, la creazione si rispettava; ma oggi siamo un po’ moderni… tu fai… tu capisci … le cose non sono tanto differenti… e si fa una mescolanza di cose”.

Grazie alla sua testimonianza, Eleazaro “si fa radice per dare la vita agli altri”. E il papa conclude pregando che il suo esempio “ci aiuti nei momenti forse di confusione davanti alle colonizzazioni culturali e spirituali che ci vengono proposte”.