聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 17 11 2017 alle 16,58

Santa Marta, 17/11/2017

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Fa bene pensare ogni giorno al momento nel quale ‘il Signore mi chiamerà’

Per alcuni questa chiamata sarà improvvisa, per altri dopo una lunga malattia, non lo sappiamo. Ma “la chiamata ci sarà!” E sarà una sorpresa, ma poi ci sarà l’altra sorpresa del Signore: la vita eterna. Per questo “la Chiesa in questi giorni ci dice: fermati un po’, fermati per pensare alla morte”.


Papa Francesco– Fa bene pensare ogni giorno al momento, non prevedibile, nel quale “il Signore mi chiamerà”. E sarà una sorpresa, ma poi ci sarà l’altra sorpresa del Signore: la vita eterna. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, commentando il brano del Vangelo (Lc 17,26-37) che racconta la vita normale degli uomini e delle donne prima del diluvio universale e nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, prendevano moglie e marito…, ma poi arriva, come folgore, il giorno della manifestazione del Figlio dell’uomo.

La Chiesa, che è madre, ha detto il Papa, vuole che ognuno di noi pensi alla propria morte. Tutti siamo abituati alla normalità della vita, ma un giorno ci sarà la chiamata di Gesù che ci dirà: “Vieni!”.  Per alcuni questa chiamata sarà improvvisa, per altri dopo una lunga malattia, non lo sappiamo. Ma “la chiamata ci sarà!” E sarà una sorpresa, ma poi ci sarà l’altra sorpresa del Signore: la vita eterna. Per questo “la Chiesa in questi giorni ci dice: fermati un po’, fermati per pensare alla morte”. Francesco ha descritto ciò che di solito avviene: anche la partecipazione alle veglie funebri o andare al cimitero, diventa un fatto sociale, si va, si parla con le altre persone, in alcuni casi anche si mangia e si beve: è “una riunione in più, per non pensare”.

“E oggi la Chiesa, oggi il Signore, con quella bontà che ha, dice a ognuno di  noi: ‘Fermati, fermati, non tutti i giorni saranno così. Non abituarti come questo fosse l’eternità. Ci sarà un giorno che tu sarai tolto, l’altro rimarrà, tu sarai tolto, tu sarai tolta’. E’ andare col Signore, pensare che la nostra vita avrà fine. E questo fa bene”. Questo fa bene, ha spiegato il Papa, di fronte all’inizio di una nuova giornata di lavoro, ad esempio, possiamo pensare: “Oggi forse sarà l’ultimo giorno, non so, ma farò bene il lavoro”. E così nei rapporti in famiglia o quando andiamo dal medico.

“Pensare alla morte non è una fantasia brutta, è una realtà. Se è brutta o non brutta dipende da me, come io la penso, ma che ci sarà, ci sarà. E lì sarà l’incontro col Signore, questo sarà il bello della morte, sarà l’incontro col Signore, sarà Lui a venire incontro, sarà Lui a dire: ‘Vieni, vieni, benedetto da mio Padre, vieni con me’”. E alla chiamata del Signore non ci sarà più il tempo per sistemare le nostre cose.  "L’altro giorno – ha raccontato Francesco - ho trovato un sacerdote,  65enne più o meno, e aveva qualcosa non buona, non si sentiva bene… E’ andato dal dottore e ha detto: ‘Ma guardi - dopo la visita - lei ha questo, questa è una cosa brutta, ma forse stiamo in tempo di fermarla, faremo questo, se non si ferma faremo quest’altra e se non si ferma incominceremo a camminare e io la accompagnerò fino alla fine’. Bravo quel medico”.

Così anche noi, ha concluso  il Papa, accompagniamoci in questa strada, facciamo tutto, ma sempre guardando là, al giorno in cui “il Signore verrà a prendermi per andare da Lui”.