聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 06 11 2017 alle 21,08

Santa Marta, 06/11/2017

Davanti ai nostri peccati, lasciamoci 'misericordiare' da Dio.

Quando Dio dà un dono, questo dono è irrevocabile: non lo dà oggi e lo toglie domani. Quando Dio chiama, quella chiamata rimane tutta la vita. Inizia da questa riflessione l’omelia del Papa a Casa Santa Marta, ispirata dal tema dell’ “elezione di Dio” presente nella odierna Lettera di San Paolo ai Romani.

 


Papa Francesco-Tre sono stati “nella storia della Salvezza, i doni e le chiamate di Dio al suo popolo”, spiega Francesco, “tutti irrevocabili” perché Dio è fedele: “il dono dell’elezione, della promessa e dell’alleanza”. E’ stato così per Abramo, ed è così per ciascuno di noi:

Ognuno di noi è un eletto, un’eletta di Dio. Ognuno di noi porta una promessa che il Signore ha fatto: ‘Cammina nella mia presenza, sii irreprensibile e io ti farò questo’. E ognuno di noi fa delle alleanze con il Signore. Può farle, non vuole farle - è libero. Ma questo è un fatto. E anche, dev’essere una domanda: come sento io l’elezione? O mi sento cristiano per caso? Come vivo io la promessa, una promessa di salvezza nel mio cammino, e come sono fedele all’alleanza? Come Lui è fedele?”.

Dunque davanti alla “fedeltà stessa” che è Dio, a noi non resta, soggiunge il Papa, che interrogarci: la sentiamo la Sua “carezza”, il Suo “prendersi cura” di noi e il Suo “cercarci” quando ci allontaniamo?

E ancora, prosegue Francesco riferendosi nuovamente a San Paolo: parlando dell'elezione di Dio, l'Apostolo torna ben “quattro volte” su due parole, “disobbedienza” e “misericordia”. Dove c’è l’una, nota il Papa, c’è stata l’altra, è questo il nostro cammino di Salvezza:

“Questo vuol dire che nel cammino dell’elezione, verso la promessa e l’alleanza ci saranno peccati, ci sarà la disobbedienza, ma davanti a questa disobbedienza c’è sempre la misericordia. E’ come la dinamica del nostro camminare verso la maturità: sempre c’è la misericordia, perché Lui è fedele, Lui non revoca mai i suoi doni. E’ collegato: è collegato questo, che i doni sono irrevocabili, perché? Perché davanti alle nostre debolezze, ai nostri peccati c’è sempre la misericordia e quando Paolo arriva a questa riflessione, fa un passo in più: ma non di spiegazione a noi, ma di adorazione”.

 Adorazione e lode silenziosa, dunque, davanti a “questo mistero della disobbedienza e della misericordia che ci fa liberi", e davanti a "questa bellezza dei doni irrevocabili come sono l’elezione, la promessa e l’alleanza”, è l'invito finale che viene dal Pap

“Penso che può farci bene, a tutti noi, pensare oggi alla nostra elezione, alle promesse che il Signore ci ha fatto e come vivo io l’alleanza con il Signore. E come mi lascio – permettetemi la parola – misericordiare dal Signore, davanti ai miei peccati, alle mie disobbedienze. E alla fine, se io sono capace – come Paolo – di lodare Dio per questo che ha dato a me, a ognuno di noi: lodare e fare quell’atto di adorazione. Ma non dimenticare mai: i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili”.