聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 06 11 2017 alle 18,37

ANGELUS, 05/11/2017

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Il cattivo esercizio dell’autorità. La beatificazione di sr Rani Maria a Indore

All’Angelus, papa Francesco critica “quanti hanno un’autorità, sia civile, sia ecclesiastica”. “L’autorità è un aiuto, ma se viene esercitata male, diventa oppressiva, non lascia crescere le persone e crea un clima di sfiducia e di ostilità e porta anche alla corruzione”. “Personalmente mi addolora vedere persone che psicologicamente vivono correndo dietro alle onorificenze”. La beata Regina (Rani) Maria Vattalil, martire. “Il suo sacrificio sia seme di fede e di pace, specialmente in terra indiana”. Era chiamata “la suore del sorriso”.

 


 Papa Francesco- Le “critiche severe agli scribi e ai farisei” sulla bocca di Gesù sono anche delle “importanti consegne ai cristiani di tutti i tempi, quindi anche a noi”, per evitare “un cattivo esercizio dell’autorità”. Lo ha detto papa Francesco commentando il vangelo della messa di oggi (Matteo 23,1-12) con i pellegrini radunati in piazza san Pietro per l’Angelus. Il pontefice ha anche ricordato la beatificazione avvenuta ieri in India di suor Rani (Regina) Maria Vattalil, uccisa nel 1995 a causa della fede.

Citando le critiche a scribi e farisei che “dicono e non fanno”, e che “legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito”, Francesco ha aggiunto: “Un difetto frequente in quanti hanno un’autorità, sia civile, sia ecclesiastica, è quello di esigere dagli altri cose, anche giuste, che però loro non mettono in pratica in prima persona… Questo atteggiamento è un cattivo esercizio dell’autorità, che invece dovrebbe avere la sua prima forza proprio dal buon esempio, per aiutare gli altri a praticare ciò che è giusto e doveroso, sostenendoli nelle prove che si incontrano sulla via del bene. L’autorità è un aiuto, ma se viene esercitata male, diventa oppressiva, non lascia crescere le persone e crea un clima di sfiducia e di ostilità e porta anche alla corruzione”.

“Gesù denuncia apertamente alcuni comportamenti negativi degli scribi e dei farisei: «Si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze» (vv.6-7). Questa è una tentazione che corrisponde alla superbia umana e che non è sempre facile vincere. E’ l’atteggiamento di vivere solo per l’apparenza”.

Le “consegne” ai discepoli sono nel non farsi chiamare “rabbi” o “guida” perché “uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli…. uno solo è la vostra Guida, il Cristo”.

“Noi discepoli di Gesù - ha continuato il papa - non dobbiamo cercare titoli di onore, di autorità o di supremazia. A me personalmente mi addolora vedere persone che psicologicamente vivono correndo dietro alle onorificenze… poiché tra di noi ci dev’essere un atteggiamento fraterno. Siamo tutti fratelli e non dobbiamo in nessun modo sopraffare gli altri. Se abbiamo ricevuto delle qualità dal Padre celeste, le dobbiamo mettere al servizio dei fratelli, e non approfittarne per la nostra soddisfazione e interesse personale. Non dobbiamo considerarci superiori agli altri; la modestia è essenziale per una esistenza che vuole essere conforme all’insegnamento di Gesù, il quale è mite e umile di cuore ed è venuto non per essere servito, ma per servire”.

“La Vergine Maria - ha concluso -  «umile e alta più che creatura» (Dante, Paradiso, XXXIII, 2), ci aiuti, con la sua materna intercessione, a rifuggire dall’orgoglio e dalla vanità, e ad essere docili all’amore che viene da Dio, per il servizio dei nostri fratelli e per la loro gioia, che sarà anche la nostra”.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ha ricordato che ieri, a Indore (India), è stata proclamata beata Regina (Rani) Maria Vattalil, religiosa della Congregazione delle Suore Clarisse Francescane, martire.

“Suor Vattalil - ha aggiunto il pontefice - ha dato testimonianza a Cristo nell’amore e nella mitezza, e si unisce alla lunga schiera dei martiri del nostro tempo. Il suo sacrificio sia seme di fede e di pace, specialmente in terra indiana. Era tanto buona che la chiamavano ‘la suora del sorriso’”.