聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 03 11 2017 alle 22,47

Cardinali e dei vescovi defunti, Omelia, 03/11/2017

Anche di fronte alla morte il cristiano resta uomo di speranza.

Celebrando messa in suffragio dei nel corso dell’anno, Francesco ricorda che “il risveglio dalla morte non è di per sé un ritorno alla vita”: “molti” si sveglieranno “per la vita eterna, altri per la vergogna eterna. La morte rende definitivo il ‘bivio’ che già qui, in questo mondo ci sta dinanzi: la via della vita, cioè quella che conduce alla comunione con Dio, o la via della morte, cioè che conduce lontano da Lui.

 


PapaFrancesco– La fede nella risurrezione porta il cristiano a essere “uomo di speranza” anche davanti alla morte, che rende definitivo il “bivio” tra “i molti” che “si sveglieranno per la vita eterna”, e gli “altri”, attesi dalla “vergogna eterna”. L’ha ricordato papa Francesco nell’omelia della messa celebrata stamattina nella basilica di san Pietro in suffragio dei cardinali e dei vescovi defunti nel corso dell’anno.

“L’odierna celebrazione – ha detto Francesco - ci pone ancora una volta davanti agli occhi la realtà della morte, ravvivando in noi anche il dispiacere per il distacco dalle persone che ci sono state vicine e ci hanno fatto del bene; ma la liturgia alimenta soprattutto la nostra speranza per loro e per noi stessi”.

Il Papa ha poi evidenziato che la Prima lettura, là dove dice «Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e all’infamia eterna» (Dn 12,2) “esprime una forte speranza nella risurrezione dei giusti”. “Quelli che dormono nella regione della polvere, cioè nella terra – ha proseguito - sono ovviamente i morti, e il risveglio dalla morte non è di per sé un ritorno alla vita: alcuni infatti si sveglieranno per la vita eterna, altri per la vergogna eterna. La morte rende definitivo il ‘bivio’ che già qui, in questo mondo ci sta dinanzi: la via della vita, cioè quella che conduce alla comunione con Dio, o la via della morte, cioè che conduce lontano da Lui. I ‘molti’  che risorgeranno per una vita eterna sono da intendere come i ‘molti’ per i quali è versato il sangue di Cristo. Sono la moltitudine che, grazie alla bontà misericordiosa di Dio, può sperimentare la realtà della vita che non passa, la vittoria completa sulla morte per mezzo della risurrezione”.

“Nel Vangelo, Gesù rafforza la nostra speranza, dicendo: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno» (Gv 6,51). Sono parole che richiamano il sacrificio di Cristo sulla croce. Egli ha accettato la morte per salvare gli uomini che il Padre gli ha dato e che erano morti nella schiavitù del peccato. Gesù si è fatto nostro fratello e ha condiviso la nostra condizione fino alla morte; con il suo amore ha spezzato il giogo della morte e ci ha aperto le porte della vita. Nutrendoci del suo corpo e del suo sangue noi ci uniamo al suo amore fedele, che porta in sé la speranza della vittoria definitiva del bene sul male, sulla sofferenza e sulla morte. In forza di questo divino legame della carità di Cristo, noi sappiamo che la comunione con i defunti non rimane solo un desiderio, un’immaginazione, ma diventa reale”.

“La fede che professiamo nella risurrezione ci porta ad essere uomini di speranza e non di disperazione, uomini della vita e non della morte, perché ci consola la promessa della vita eterna radicata nell’unione a Cristo risorto. Questa speranza, riaccesa in noi dalla Parola di Dio, ci aiuta ad assumere un atteggiamento di fiducia di fronte alla morte: infatti Gesù ci ha dimostrato che essa non è l’ultima parola, ma l’amore misericordioso del Padre ci trasfigura e ci fa vivere la comunione eterna con Lui. Una caratteristica fondamentale del cristiano è il senso dell’attesa trepidante dell’incontro finale con Dio. Lo abbiamo riaffermato poco fa nel Salmo responsoriale: «L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?» (42,3). Sono parole poetiche che interpretano in maniera commovente la nostra attesa vigilante e assetata dell’amore, della bellezza, della felicità e della sapienza di Dio. Queste espressioni del Salmo si erano impresse nell’anima dei nostri fratelli cardinali e vescovi che oggi ricordiamo: essi ci hanno lasciato dopo aver servito la Chiesa e il popolo loro affidato, nella prospettiva dell’eternità. Mentre dunque rendiamo grazie per il servizio che generosamente hanno dato al Vangelo e alla Chiesa, ci pare di sentirli ripetere con l’Apostolo: «La speranza non delude» (Rm 5,5). Sì, non delude! Dio è fedele e la nostra speranza in Lui non è vana. Invochiamo per essi l’intercessione materna di Maria Santissima, affinché siano partecipi all’eterno convito, che con fede e amore hanno pregustato durante il pellegrinaggio terreno”.