聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 31 10 2017 alle 22,01

Santa Marta, 31/10/2017

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Per far crescere il Regno di Dio bisogna 'sporcarsi le mani.

Tante volte noi vediamo che si preferisce una pastorale di conservazione e non di lasciare che il Regno cresca. Ma, rimaniamo quelli che siamo, piccolini, lì, stiamo sicuri … E il Regno non cresce”. Dentro di noi “c’è una forza che scatena: c’è lo Spirito Santo”, che “ci dà la speranza”. Concretamente questo vuol dire lasciare che “queste forze dello Spirito” “ci aiutino a crescere” verso la pienezza che ci aspetta nella gloria.

 


 Papa Francesco– “Guai a quelli che predicano il Regno di Dio con l’illusione di non sporcarsi le mani. Questi sono custodi di musei”, mentre per far crescere il Regno di Dio, ci vuole il coraggio di “gettare il granello di senape” e di “sporcarsi le mani” per mescolare il lievito. L’ha detto papa Francesco durante la messa celebrata stamattina a Casa santa Marta commentando il passo del Vangelo di Luca (13,18-21), nel quale Gesù paragona il Regno di Dio al granello di senape e al lievito.

Il Papa ha evidenziato che entrambi questi elementi sono piccoli eppure “hanno dentro una potenza” che cresce . Così per il Regno di Dio: la sua potenza viene da dentro. Anche San Paolo nella Lettera ai Romani mette in risalto quante tensioni vi siano nella vita: sofferenze che però “non sono paragonabili alla gloria che ci aspetta”. Si tratta dunque di “una tensione fra sofferenza e gloria”. In queste tensioni c’è, infatti, “un’ardente aspettativa” verso una “rivelazione grandiosa del Regno di Dio”. Un’aspettativa non solo nostra, ma anche della creazione, sottoposta alla caducità  “come noi” e “protesa verso la rivelazione dei figli di Dio”. E la forza interna che “ci porta in speranza alla pienezza del Regno di Dio”, è  quella dello Spirito Santo.

“E’ proprio la speranza quella che ci porta alla pienezza, la speranza di uscire da questo carcere, da questa limitazione, da questa schiavitù, da questa corruzione e arrivare alla gloria: un cammino di speranza. E la speranza è un dono dello Spirito. E’ proprio lo Spirito Santo che è dentro di noi e porta a questo: a una cosa grandiosa, a una liberazione, a una grande gloria. E per questo Gesù dice: ‘Dentro il seme di senape, di quel grano piccolino, c’è una forza che scatena una crescita inimmaginabile’”.

“Dentro di noi e nella creazione – ha ribadito il Papa – c’è una forza che scatena: c’è lo Spirito Santo”, che “ci dà la speranza”. Concretamente questo vuol dire lasciare che “queste forze dello Spirito” “ci aiutino a crescere” verso la pienezza che ci aspetta nella gloria. Ma come il lievito deve essere mescolato e il granello di senape gettato, perché altrimenti quella forza interiore rimane lì, così è per il Regno di Dio che “cresce da dentro, non per proselitismo”. “Cresce da dentro, con la forza dello Spirito Santo. E sempre la Chiesa ha avuto sia il coraggio di prendere e gettare, di prendere e mescolare, anche ha avuto la paura di farlo. E tante volte noi vediamo che si preferisce una pastorale di conservazione e non di lasciare che il Regno cresca. Ma, rimaniamo quelli che siamo, piccolini, lì, stiamo sicuri … E il Regno non cresce. Perché il Regno cresca ci vuole il coraggio: di gettare il granello, di mescolare il lievito”.

E’ vero che però se si getta il seme, lo si perde, e che se si mescola il lievito, “mi sporco le mani” – ha proseguito Francesco - perché “sempre c’è qualche perdita nel seminare il Regno di Dio”. “Guai a quelli che predicano il Regno di Dio con l’illusione di non sporcarsi le mani. Questi sono custodi di musei: preferiscono le cose belle, e non questo gesto di gettare perché la forza si scateni, di mescolare perché la forza faccia crescere. Questo è il messaggio di Gesù e di Paolo: questa tensione che va dalla schiavitù del peccato, per essere semplice, alla pienezza della gloria. E la speranza è quella che va avanti, la speranza non delude: perché la speranza è troppo piccola, la speranza è tanto piccola come il grano e come il lievito”.

La speranza “è la virtù più umile”, “la serva”, ma dove c’è la speranza, c’è lo Spirito Santo, che porta avanti il Regno di Dio. E il Papa ha concluso invitando a porsi  alcune domande: oggi, a chiedersi se crediamo che lì, nella speranza, c’è lo Spirito Santo con il quale parlare.