聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 26 09 2017 alle 14,50

Santa Marta, 25/09/2017

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Consolazione non è divertimento ma pace del Signore

Un’invocazione al Signore perché ci insegni la “tensione verso la redenzione”. Il Papa l’ha levata nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, riflettendo sull’odierna Prima Lettura che, ricorda il Pontefice, racconta il momento nel quale il popolo di Israele è liberato dall’esilio: “il Signore - evidenzia Francesco - visitò il suo popolo e lo riportò a Gerusalemme”. La parola “visita”, spiega, è “importante” nella storia della salvezza, perché “ogni liberazione, ogni azione di redenzione di Dio, è una visita”.
 


Papa Francesco-Quando il Signore ci visita ci dà la gioia, cioè ci porta in uno stato di consolazione. Questo mietere nella gioia … Sì, hanno seminato nelle lacrime, ma adesso il Signore ci consola e ci dà questa consolazione spirituale. E la consolazione non solo accade in quel tempo, è uno stato nella vita spirituale di ogni cristiano. Tutta la Bibbia ci insegna questo.

Il Pontefice esorta ad “aspettare” dunque la visita di Dio a “ognuno di noi”. Ci sono “momenti più deboli” e “momenti più forti”, ma il Signore “ci farà sentire la sua presenza” sempre, con la consolazione spirituale, riempiendoci “di gioia”.

Quindi attendere questo evento con la virtù “più umile di tutte”: la speranza, che “è sempre piccola”, ma “tante volte è forte quando è nascosta come la brace sotto la cenere”. Così il cristiano vive “in tensione” verso l’incontro con Dio, verso la consolazione “che dà questo incontro con il Signore”. Se un cristiano non è in tensione verso tale incontro è - aggiunge il Papa - un cristiano “chiuso”, “messo nel magazzino della vita”, senza sapere “cosa fare”.

L’invito è poi a “riconoscere” la consolazione “perché ci sono dei falsi profeti che sembrano consolarci e invece ci ingannano”. Essa non è “una gioia che si può comprare”:

“La consolazione del Signore tocca dentro e ti muove e ti dà un aumento di carità, di fede, di speranza e anche ti porta a piangere per i [tuoi] propri peccati. E anche quando guardiamo Gesù e la Passione di Gesù, piangere con Gesù … Anche , ti eleva l’anima alle cose del Cielo, alle cose di Dio e, anche, quieta l’anima nella pace del Signore. Questa è la vera consolazione. Non è un divertimento - il divertimento non è una cosa cattiva quando è buono, siamo umani, dobbiamo averne -, ma la consolazione ti prende e proprio la presenza di Dio si sente e riconoscere: questo è il Signore”.

Il Papa ricorda di ringraziare - con la preghiera - il Signore, “che passa” per visitarci, per aiutarci “ad andare avanti, per sperare, per portare la Croce”. Infine sollecita a conservare la consolazione ricevuta:

“È vero, la consolazione è forte e non si conserva così forte - è un momento - ma lascia le sue tracce. E conservare queste tracce e conservare con la memoria; conservare come il popolo ha conservato questa liberazione. Noi siamo tornati a Gerusalemme perché Lui ci ha liberati di là. Aspettare la consolazione, riconoscere la consolazione e conservare la consolazione. E quando passa questo momento forte cosa rimane? La pace. E la pace è l’ultimo livello di consolazione”.