聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
HOME - 主页     FOTO - 照片     RICERCA - 搜索     MOBILE - 移动

博客归档 - Archivio blog

Angelus
三钟经


Regina Coeli
天皇后喜乐经


Biografia
生平简历


Costituzioni Apostoliche
宗座宪章


Discorsi
讲话


Encicliche
通谕


Esortazioni Apostoliche
宗座劝谕


Interviste
采访


Lettere
书信


Lettere Apostoliche
宗座书函


Messaggi
文告


Motu Proprio
自动诏书


Omelie
弥撒讲道


Preghiere
祈祷


Santa Marta
圣女玛尔大之家


Udienze
周三公开接见


Viaggi
出访


Servizi
服务


SPECIALE TERRA SANTA
圣地专题报道


在中国的讯息
Scritto da Gigi Di Sacco
il 22 09 2017 alle 17,51

Santa Marta, 21/09/2017

Tante volte i cattolici si scandalizzano per la Misericordi

“La porta per incontrare Gesù è riconoscersi peccatore”. Lo ha detto stamani Papa Francesco alla Messa a Casa Santa MartaL’omelia ripercorre la conversione di San Matteo, nel giorno in cui la Chiesa lo festeggia. Un episodio dipinto da Caravaggio, in una tela cara al Papa.


Papa Francesco-Tre le tappe della vicenda: incontro, festa e scandalo. Gesù aveva guarito un paralitico e incontra Matteo, seduto al banco delle imposte. Faceva pagare le tasse al popolo di Israele per darle, poi, ai romani e per questo era disprezzato, considerato un traditore della Patria.

Gesù lo guardò, gli disse: “Seguimi”. E lui si alzò e lo seguì, come narra il Vangelo odierno. Da una parte, lo sguardo di San Matteo, uno sguardo sfiduciato: guardava “di lato”, “con un occhio Dio”, “con l’altro il denaro”, “aggrappato ai soldi come lo dipinse il Caravaggio”,  e anche con uno sguardo scontroso. Dall’altra, lo sguardo misericordioso di Gesù che - dice il Papa - lo ha guardato con tanto amore”. La resistenza di quell’uomo che voleva i soldi, “cade”: si alzò e lo seguì. “È la lotta fra la misericordia e il peccato”, sintetizza il Papa.

L’amore di Gesù è potuto entrare nel cuore di quell’uomo perché “sapeva di essere peccatore”, sapeva di “non essere ben voluto da nessuno”, anche disprezzato. E proprio “quella coscienza di peccatore aprì la porta alla misericordia di Gesù”. Quindi, “lasciò tutto e se ne andò”. Questo è l’incontro fra il peccatore e Gesù.

“È la prima condizione per essere salvato: sentirsi in pericolo; la prima condizione per essere guarito: sentirsi ammalato. E sentirsi peccatore, è la prima condizione per ricevere questo sguardo di misericordia. Ma pensiamo alla sguardo di Gesù, tanto bello, tanto buono, tanto misericordioso. E anche noi quando preghiamo sentiamo questo sguardo su di noi; è lo sguardo dell’amore, lo sguardo della misericordia, lo sguardo che ci salva. Non aver paura”.

Come Zaccheo, anche Matteo sentendosi felice invitò, poi, Gesù a casa a mangiare. La seconda tappa è infatti proprio “la festa”. Matteo ha invitato gli amici, “quelli dello stesso sindacato”, peccatori e pubblicani. Sicuramente a tavola, facevano domande al Signore e lui rispondeva. Questo – nota il Papa – fa pensare a quello che dice Gesù nel Capitolo XV di Luca: “Ci sarà più festa nel Cielo per un peccatore che si converte che per cento giusti che rimangono giusti”. Si tratta della festa dell’incontro del Padre, la festa della misericordia”.  Gesù, infatti, “spreca misericordia”, per tutti, afferma Francesco.

Quindi, il terzo momento: quello dello “scandalo”. I farisei vedendo che pubblicani e peccatori si misero a tavola con Gesù, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. “Sempre uno scandalo incomincia con questa frase: ‘Ma come mai?’”, nota il Papa. “Quando voi sentite questa frase, puzza” - sottolinea -  e “dietro viene lo scandalo”. Si trattava, in sostanza, della “impurezza di non seguire la legge”. Conoscevano benissimo “la Dottrina”, sapevano come andare “sulla strada del Regno di Dio”, conoscevano “meglio di tutti come si doveva fare” ma “avevano dimenticato il primo comandamento dell’amore”. E, quindi, “sono stati chiusi nella gabbia dei sacrifici” magari pensando: “Ma facciamo un sacrificio a Dio”, facciamo tutto quello che si deve fare, “così ci salviamo”. In sintesi, credevano che la salvezza venisse da loro stessi, si sentivano sicuri. “No! Ci salva Dio, ci salva Gesù Cristo”, ribadisce il Papa.

“Quel ‘come mai’ che tante volte abbiamo sentito fra i fedeli cattolici quando vedevano opere di misericordia. Come mai? E Gesù è chiaro, è molto chiaro: ‘Andare a imparare’. E li ha mandati a imparare, no? ‘Andate a imparare che cosa vuol dire misericordia – ( quello che) Io voglio – e non sacrifici, perché Io non sono venuto, infatti, a chiamare i giusti, ma i peccatori’. Se tu vuoi essere chiamato da Gesù riconosciti peccatore”.

Francesco esorta, dunque, a riconoscersi peccatori, non in astratto ma con “peccati concreti”: tanti “tutti noi ne abbiamo”, dice. “Lasciamoci guardare da Gesù con quello sguardo misericordioso pieno di amore”, prosegue. E soffermandosi ancora sullo scandalo, rileva che ce ne sono tanti:

“Ce ne sono tanti, tanti … E sempre, anche nella Chiesa oggi. Dicono: ‘No, non si può, è tutto chiaro, è tutto, no, no … Sono peccatori quelli, dobbiamo allontanarli’. Anche tanti santi sono stati perseguitati o sospettati. Pensiamo a Santa Giovanna D’Arco, mandata al rogo, perché pensavano fosse una strega e condannata. Una santa! Pensate a Santa Teresa, sospettata di eresia, pensate al Beato Rosmini. ‘Misericordia, Io voglio, e non sacrifici’. E la porta per incontrare Gesù è riconoscersi come siamo, la verità. Peccatori. E Lui viene, e ci incontriamo. È tanto bello incontrare Gesù!”.