聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 19 09 2017 alle 09,49

Santa Marta, 18/09/2017

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Pregare per i governanti: non farlo è un peccato. I cristiani accompagnino con la preghiera i governanti, anche se sbagliano. E’ la forte esortazione di Papa Francesco rivolta stamani nell’omelia della Messa a Casa Santa MartaAnche ai governanti chiede di pregare perché altrimenti il rischio è di chiudersi nel gruppetto del proprio partito. Il governante che, invece, ha coscienza della propria subalternità di fronte al popolo e a Dio, prega.

 


Papa Francesco-La riflessione di Francesco parte dalla Prima Lettura odierna e dal Vangelo. Nella prima, San Paolo consiglia a Timoteo di fare preghiere per i governanti. Nel Vangelo, c’è un governante che prega: è il centurione che aveva un servo malato. Amava il popolo, anche se straniero, e amava il servo, infatti se ne preoccupava.

“Quest’uomo sentì il bisogno della preghiera”, nota il Papa. Non solo perché “amava” ma anche perché “aveva la coscienza di non essere il padrone di tutto, non essere l’ultima istanza”. Sapeva che sopra di lui, c’è un altro che comanda. Aveva dei subalterni, i soldati, ma lui stesso era nella condizione di subalterno. E questo lo porta a pregare. Il governante che ha questa coscienza, infatti, prega:

“Se non prega, si chiude nella propria autoreferenzialità o in quella del suo partito, in quel circolo dal quale non può uscire; è un uomo chiuso in se stesso. Ma quando vede i veri problemi, e ha questa coscienza di subalternità, che c’è un altro che ha più potere di lui – chi ha più potere di un governante? Il popolo, che gli ha dato il potere, e Dio, dal quale viene il potere tramite il popolo. Quando un governante ha questa coscienza di subalternità, prega".

Papa Francesco rileva, quindi, l’importanza della preghiera del governante, “perché è la preghiera per il bene comune del popolo che gli è stato affidato”. E ricorda, in questo senso, il colloquio avuto proprio con un governante che tutti i giorni passava due ore in silenzio davanti a Dio, nonostante fosse indaffarato. Bisogna dunque chiedere a Dio la grazia di poter governare bene come Salomone che non chiese a Dio oro o ricchezze ma la saggezza per governare.

I governanti, dice Francesco, devono chiedere al Signore questa saggezza. “E’ tanto importante che i governanti preghino” chiedendo al Signore di non togliergli “la coscienza di subalternità” da Dio e dal popolo: “che la mia forza si trovi lì e non nel piccolo gruppetto o in me stesso”.

E a chi potrebbe obiettare dicendo di essere agnostico o ateo, il Papa dice: “Se non puoi pregare, confrontati”, “con la tua coscienza”, con “i saggi del tuo popolo”, ma “non rimanere da solo con il piccolo gruppetto del tuo partito”, sottolinea. “Questo – ribadisce – è autoreferenziale”.

Nella Prima Lettura, Paolo invita, appunto, a pregare per i re, “perché – afferma – possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio”.

Francesco nota, però, che quando un governante fa una cosa che non ci piace, viene criticato o, altrimenti, lodato. Viene lasciato solo con il suo partito, con il Parlamento”:

“’No, io l’ho votato – l’ho votato dal mio’ – ‘Io non l’ho votato, faccia il suo’. No, noi non possiamo lasciare i governanti da soli: dobbiamo accompagnarli con la preghiera. I cristiani devono pregare per i governanti. ‘Ma, Padre, come vado a pregare per questo, che fa tante cose brutte?’ – ‘Ha più bisogno ancora. Prega, fa penitenza per il governante’. La preghiera d’intercessione – è tanto bello questo che dice Paolo – è per tutti i re, per tutti quelli che stanno al potere. Perché? ‘Perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla’. Quando il governante è libero e può governare in pace, tutto il popolo approfitta [beneficia] di questo”.

E il Papa conclude chiedendo di fare l’esame di coscienza sulla preghiera per i governanti:

“Io vi chiedo un favore: ognuno di voi prenda oggi cinque minuti, non di più. Se è governante, si domandi: 'Io prego a quello che mi ha dato il potere tramite il popolo?'. Se non è governante, 'io prego per i governanti? Sì, per questo e per quello sì, perché mi piace; per quelli, no'. E hanno più bisogno quelli di questo! 'Prego per tutti i governanti?'. E se voi trovate, quando fate l’esame di coscienza per confessarvi, che non avete pregato per i governanti, portate questo in confessione. Perché non pregare per i governanti è un peccato”.