聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 30 06 2017 alle 04,44

Discorso alle Chiese Orientali, 22/06/2017

Le Chiese d’Oriente, vivaci malgrado persecuzioni e terrorismo

Ricevendo i partecipanti all’assemblea della “Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali” Francesco raccomanda la formazione del clero. “Non dimentichiamo che in Oriente anche ai giorni nostri, i cristiani – non importa se cattolici, ortodossi o protestanti – versano il loro sangue come sigillo della loro testimonianza”.

 


 

Papa Francesco– “Non dimentichiamo che in Oriente anche ai giorni nostri, i cristiani – non importa se cattolici, ortodossi o protestanti – versano il loro sangue come sigillo della loro testimonianza”. E’ tornato a ripeterlo papa Francesco che, ricevendo i partecipanti all’assemblea della “Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali” (ROACO), ha ricordato che le Chiese orientali hanno subito “terribili ondate di persecuzioni” e sono ancora vittime del “terrorismo fondamentalista”, anche se si vedono segni di ritorno dei tanti cristiani fuggiti.

Il Papa ha raccomandato che le Chiese orientali continuino a dedicare particolare cura alla formazione del clero e a sostenere “i progetti e le iniziative che edificano in modo autentico l’essere Chiesa”.

Francesco, prendendo spunto dal centenario della Congregazione per le Chiese Orientali ha detto che “sono stati decenni che hanno visto il succedersi di avvenimenti drammatici: le Chiese orientali sono state spesso investite da terribili ondate di persecuzioni e di travagli, sia nell’Est europeo come nel Medio Oriente. Forti emigrazioni ne hanno indebolito la presenza nei territori in cui erano fiorite da secoli. Ora, grazie a Dio, alcune di esse sono ritornate alla libertà dopo il doloroso periodo dei regimi totalitari, ma altre, specialmente in Siria, Iraq ed Egitto, vedono i loro figli soffrire a causa del perdurare della guerra e le insensate violenze perpetrate dal terrorismo fondamentalista”.

“Tutte queste vicende ci hanno fatto attraversare l’esperienza della Croce di Gesù: essa è causa di turbamento e sofferenza, ma al tempo stesso è fonte di salvezza”. “Per questo sono lieto che abbiate potuto riflettere, insieme ad alcuni rappresentanti delle Chiese, sulla realtà importante della formazione iniziale dei seminaristi e quella permanente dei sacerdoti. Siamo consapevoli infatti della scelta di radicalità espressa da molti di loro e della eroicità della testimonianza di dedizione a fianco delle loro comunità spesso molto provate. Ma siamo pure coscienti delle tentazioni che si possono incontrare, come la ricerca di uno status sociale riconosciuto al consacrato in alcune aree geografiche, o un modo di esercitare il ruolo di guida secondo criteri di affermazione umana o secondo schemi della cultura e dell’ambiente”.

“Lo sforzo che la Congregazione e le Agenzie debbono continuare a compiere è quello di sostenere i progetti e le iniziative che edificano in modo autentico l’essere Chiesa. È fondamentale alimentare sempre lo stile di prossimità evangelica: nei Vescovi, perché lo vivano nei confronti dei loro presbiteri, così che questi facciano sentire la carezza del Signore ai fedeli loro affidati. Ma custodendo tutti la grazia di restare discepoli del Signore, a partire dai primi che imparano a farsi ultimi con gli ultimi. Il seminarista e il giovane sacerdote sentirà così la gioia di essere collaboratore della salvezza offerta dal Signore, che si china come Buon Samaritano a versare sulle ferite dei cuori e delle storie umane l’olio della consolazione e il vino della speranza evangelica”.

“Sentiamoci sempre pietre vive strette a Cristo, che è la pietra angolare! Le Chiese Orientali custodiscono tante venerate memorie, chiese, monasteri, luoghi di santi e sante: essi vanno custoditi e conservati, anche grazie al vostro aiuto, favorendo così il pellegrinaggio alle radici della fede. Ma quando non è possibile riparare o mantenere le strutture, dobbiamo continuare ad essere tempio vivo del Signore, ricordando che la ‘creta’ della nostra esistenza credente è stata plasmata dalle mani del ‘vasaio’, il Signore, che ha infuso in essa il suo Spirito vivificante. E non dimentichiamo che in Oriente, anche ai giorni nostri, i cristiani – non importa se cattolici, ortodossi o protestanti – versano il loro sangue come sigillo della loro testimonianza. I fedeli orientali, se costretti a emigrare, possano essere accolti nei luoghi dove giungono, e possano continuare a vivere secondo la tradizione ecclesiale loro propria. In questo modo il vostro operato, cari rappresentanti delle Agenzie, sarà un ponte tra Occidente e Oriente, sia nei Paesi di origine, sia in quelli da cui voi stessi provenite”.