聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 03 06 2017 alle 00,15

Santa Marta, 02/06/2017

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Pascere il Popolo di Dio non da dominatori ma con umiltà
Gesù affida le sue pecore a Pietro, il più peccatore, e lo invita a pascere il Popolo di Dio con umiltà e amore, 
anche in mezzo ai suoi sbagli e ai suoi peccati: così il Papa nella Messa del mattino a Casa Santa Marta.
 


Papa Francesco-Gesù sceglie il più peccatore per pascere le sue pecorePapa Francesco

Nella sua omelia il Papa commenta il Vangelo del giorno (Gv 21,15-19), in cui Gesù risorto dialoga con Pietro sulla riva del lago, là dove l’apostolo era stato chiamato. E’ un dialogo tranquillo, sereno, tra amici, sottolinea Francesco, nell’atmosfera della Risurrezione del Signore. Gesù affida le sue pecore a Pietro, ponendogli tre domande, chiedendogli se lo ama:

“Gesù sceglie il più peccatore degli apostoli, gli altri sono scappati, questo lo ha rinnegato: ‘Non lo conosco’. E Gesù gli domanda: ‘Ma tu mi ami più di costoro?’. Gesù sceglie il più peccatore”.

Pascere il Popolo di Dio con umiltà, anche tra gli sbagli

E’ stato scelto, dunque, “il più peccatore” per “pascere il Popolo di Dio. Questo ci fa pensare”, osserva Francesco. Gesù chiede a Pietro di pascere le sue pecore con amore:

“Non pascere con la testa in su, come il grande dominatore, no: pascere con umiltà, con amore, come ha fatto Gesù. Questa è la missione che dà Gesù a Pietro. Sì, con i peccati, con gli sbagli. Tanto è così che, proprio dopo questo dialogo, Pietro fa una scivolata, uno sbaglio, viene tentato dalla curiosità e dice al Signore: “Ma quest’altro discepolo dove andrà, cosa farà?”. Ma con amore, in mezzo ai suoi sbagli, ai suoi peccati … con amore: ‘Perché queste pecorelle non sono le tue pecorelle, sono le mie pecorelle’, dice il Signore. ‘Ama. Se tu sei amico mio, devi essere amico di questi’”.

Pietro sceglie di essere crocifisso a testa in giù

Il Papa ricorda quando Pietro rinnega Gesù davanti alla serva del sommo sacerdote: è sicuro nel rinnegare il Signore come era stato sicuro quando aveva confessato: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Ricorda lo sguardo di Gesù che incrocia quello di Pietro, che lo aveva appena rinnegato. E l'apostolo, “coraggioso nel rinnegare, è capace di piangere amaramente”:

“E poi dopo tutta la vita al servizio del Signore finì come il Signore: in croce. Ma non si vanta:  ‘Finisco come il mio Signore!’. No, chiede: ‘Per favore, mettimi in croce con la testa in giù, perché almeno si veda che non sono il Signore, sono il servo’. Questo è quello che noi possiamo prendere di questo dialogo, di questo dialogo tanto bello, tanto sereno, tanto amichevole, tanto pudico. Che il Signore ci dia sempre la grazia di andare nella vita con la testa in giù: la testa in alto per la dignità che Dio ci dà, ma la testa in giù, sapendo che siamo peccatori e che l’unico Signore è Gesù, noi siamo servi”.