聆听教宗方济各
我们将通过这一博客,在一周之内发表教宗方济各讲话 的中文版、教宗每主日的三钟经祈祷讲话、周三例行公开接 见要理、每天清晨在圣女玛尔大之家的弥撒圣祭讲道。 教宗的讲话言简意赅、直入我们每个人的内心深处。他 的话不需要任何评论或者理论说教,只要认识了解、反思默 想足以

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO
Con questo blog vorremmo mettere in circolazione, entro una settimana, anche in cinese,
le parole che Papa Francesco ci regala all’Angelus di ogni domenica, nella Udienza del Mercoledì, e nelle celebrazioni quotidiane di Santa Marta.
Papa Francesco parla in maniera chiara e diretta, parla al cuore di ognuno di noi. Le sue parole non hanno bisogno di commenti o teorie, ma di essere conosciute e meditate.
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Scritto da Gigi Di Sacco
il 30 05 2017 alle 17,42

Santa Marta, 30/05/2017

Il vero pastore è in cammino” non fa compromessi e sa congedarsi bene dalla sua Chiesa.
Tutti i pastori dobbiamo congedarci. Arriva un momento dove il Signore ci dice: vai da un’altra parte, vai di là, va di qua, vieni da me. E uno dei passi che deve fare un pastore è anche prepararsi per congedarsi bene, non congedarsi a metà. Il pastore che non impara a congedarsi è perché ha qualche legame non buono col gregge, un legame che non è purificato per la Croce di Gesù”

 


Papa Francesco– Il vero pastore è “in cammino”, non fa compromessi e sa congedarsi bene dalla sua Chiesa, perché sa di non essere il centro della storia, ma un servitore del gregge. L’ha detto oggi papa Francesco durante la messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, commentando la prima Lettura tratta dagli atti degli Apostoli, che si può intitolare – ha sottolineato Francesco - “Il congedo di un vescovo”. Paolo si congeda dalla Chiesa di Efeso, che lui aveva fondato.

“Adesso deve andarsene”. “Tutti i pastori dobbiamo congedarci. Arriva un momento dove il Signore ci dice: vai da un’altra parte, vai di là, va di qua, vieni da me. E uno dei passi che deve fare un pastore è anche prepararsi per congedarsi bene, non congedarsi a metà. Il pastore che non impara a congedarsi è perché ha qualche legame non buono col gregge, un legame che non è purificato per la Croce di Gesù”.

Paolo, dunque, chiama tutti i presbiteri di Efeso e in una sorta di “consiglio presbiteriale” si congeda. Il Papa ha sottolineato “tre atteggiamenti” dell’apostolo. Innanzitutto afferma di non essersi mai tirato indietro: “Non è un atto di vanità”, “perché lui dice che è il peggiore dei peccatori, lo sa e lo dice”, ma semplicemente “racconta la storia”. E “una delle cose che darà tanta pace al pastore quando si congeda è ricordarsi che mai è stato un pastore di compromessi”, sa “che non ha guidato la Chiesa con i compromessi. Non si è tirato indietro”. “E ci vuole coraggio per questo”.

Secondo punto. Paolo dice che si reca a Gerusalemme “costretto dallo Spirito”, senza sapere ciò che là gli accadrà”. Obbedisce allo Spirito. “Il pastore sa che è in cammino”. “Mentre guidava la Chiesa era con l’atteggiamento di non fare compromessi; adesso lo Spirito gli chiede di mettersi in cammino, senza sapere cosa accadrà. E continua perché lui non ha cosa propria, non ha fatto del suo gregge un’appropriazione indebita. Ha servito. ‘Adesso Dio vuole che io me ne vada? Me ne vado senza sapere cosa mi accadrà. So soltanto - lo Spirito gli aveva fatto sapere quello - che lo Spirito santo di città in città mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni’. Quello lo sapeva. Non vado in pensione. Vado altrove a servire altre Chiese. Sempre il cuore aperto alla voce di Dio: lascio questo, vedrò cosa il Signore mi chiede. E quel pastore senza compromessi è adesso un pastore in cammino”.

Terzo punto. Paolo dice: “Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita”: non è “il centro della storia, della storia grande o della storia piccola”, non è il centro, è “un servitore”. Francesco ha citato un detto popolare: “Come si vive, si muore; come si vive, ci si congeda”. E Paolo si congeda con una “libertà senza compromessi” e in cammino. “Così si congeda un pastore”. “Con questo esempio tanto bello preghiamo per i pastori, per i nostri pastori, per i parroci, per i vescovi, per il Papa, perché la loro vita sia una vita senza compromessi, una vita in cammino, e una vita dove loro non si credano che sono al centro della storia e così imparino a congedarsi. Preghiamo per i nostri pastori”.